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Derivati, lo Stato rischia di perdere 42 miliardi di euro. Esposto dei 5 Stelle

Al «muro di gomma» i pentastellati rispondono con un doppio esposto

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ROMA. Il M5S ha depositato dieci giorni fa un esposto alla procura di Roma e alla Corte dei conti sui contratti derivati siglati negli anni scorsi dal Tesoro con le maggiori banche d'affari. Si sono recati a piazzale Clodio il capogruppo in Commissione Finanze Daniele Pesco e la collega Carla Ruocco, accompagnati da Elio Lannutti, presidente Adusbef.

I 5 stelle chiedono  al procuratore Giuseppe Pignatone di valutare il sequestro dei contratti perché secondo loro, visto che non sono coperti da segreto di Stato, la mancata trasparenza da parte del ministero dell'Economia configura un reato.

Alla Corte dei conti chiedono invece di verificare l'eventualità di un danno erariale. Anche alla luce degli esborsi miliardari già affrontati dallo Stato nei confronti delle controparti. 

I pentastellati denunciano l’«omertà» da parte di tutti gli apparati di governo di fronte alla legittima richiesta dei cittadini di vedere cosa c'è scritto nei derivati che il Tesoro ha sottoscritto con le banche d'affari, soprattutto negli anni '90.

«Persino la Commissione accesso agli atti amministrativi di Palazzo Chigi ha risposto 'niet' al ricorso del M5S che voleva vederci chiaro», spiegano i grillini sul blog ufficiale.
Solo tra il 2011 e il 2014 l'Italia ha pagato quasi 17 miliardi alle banche controparti, tra perdite reali e potenziali, sulle scommesse (chiamate "swap" dagli stregoni della finanza) fatte sui tassi dei nostri titoli di debito.

Il rischio di esborsi potenziali futuri per la Repubblica è addirittura di 42 miliardi, calcolano i 5 Stelle, in pratica quasi due manovre del governo Renzi. «Eppure i cittadini, che potrebbero veder sparire in una voragine tante risorse che provengono dalle loro tasse, non hanno diritto a sapere cosa c'è scritto in quei contratti. Questo almeno dice la Commissione accesso agli atti di Palazzo Chigi».

Il M5S, che fa parte di questa commissione con la deputata Laura Castelli, si sta opponendo con tutte le forze a quello che viene definito «muro di gomma».

«Nella scorsa legge di stabilità», spiegano ancora i parlamentari del Movimento, «il governo ha propinato e fatto approvare dal Parlamento una norma che autorizza il Tesoro a stipulare e versare come liquidità i titoli di stato su conti delle controparti per garantire la copertura delle scommesse comprese in questi contratti.  Eppure a noi non è dato sapere nulla. Siamo di fronte a un segreto di Stato di fatto. Cosa si cela in quei contratti? Azzardo? Interessi? Scelte sbagliate? Danno erariale? Sono domande alle quali il M5S esige una risposta.
La decisione della Commissione per l'accesso agli atti appare solo come un appendice terminale del cordone di omertà».

 Il diniego ricevuto nelle ultime ore nella Commissione competente verrà stampato e aggiunto ai 24 allegati all'esposto presentato dal M5S la scorsa settimana in Procura.