ULTIMA SPIAGGIA

Per fermare il petrolio Consiglio regionale ridotto a votare leggi incostituzionali

Tutti uniti ma servità?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

649

ABRUZZO. Tutti di comune accordo, per una volta, hanno votato all’unanimità una legge… incostituzionale.

Se il Consiglio regionale d’Abruzzo si è visto costretto a votare una legge che tutti sanno essere incostituzionale allora davvero oltre che essere alla frutta siamo all’ultima spiaggia, peraltro con vista su trivelle.

E’ accaduto oggi pomeriggio, 8 ottobre 2015, nel Consiglio regionale straordinario per gridare il “no Ombrina” a pochi giorni dalla conferenza di servizi che decreterà l’inevitabile via libera alle trivelle in Abruzzo.

Dunque i consiglieri hanno approvato prima la proposta di legge alle Camere del  M5S sul divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, che prevede l’abrogazione di alcune norme dello Sblocca Italia e del Decreto Sviluppo. Questa proposta approderà in Parlamento e potrebbe essere bellamente ignorata o bocciata dalla maggioranza di senatori e deputati (anche perché dovrebbero rimangiarsi quanto fatto e detto in due anni).

Ma per la consigliere grillina Sara Marcozzi «si tratta di un atto concreto per fermare Ombrina. Nella nostra legge chiediamo l’abolizione delle deroghe alle autorizzazioni di ricerca, prospezione ed estrazione entro le 12 miglia e il raddoppio delle percentuali di royalties alle compagnie petrolifere. La nostra proposta è l’unica davvero in grado di dare uno stop ad Ombrina. Fermare Ombrina si può».

Poi i consiglieri hanno votato, sempre all’unanimità, il via libera alla legge regionale che introduce in Abruzzo il limite di 12 miglia marine per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

Con questa legge il Consiglio regionale è andato ad emendare il limite imposto dalla legge nazionale (proprio lo Sblocca Italia). Appena varcata la soglia della facoltà di giurisprudenza ti dicono che per la gerarchia delle fonti una legge regionale non può modificare una legge nazionale così come un sindaco non può abolire con una ordinanza il reato di omicidio.

Ma in Abruzzo va così del resto le alternative ad oggi non sono molte anche perché come è stato fatto notare in aula chi doveva e poteva far valere le ragioni dell’Abruzzo (consiglieri, deputati e senatori di maggioranza) presso il governo non lo ha fatto ed ora si tenta di ribaltare un risultato di pesante sconfitta nel tempo di recupero.

La discussione, a dispetto del voto unanime, non è stata affatto pacata e la levatura dei partecipanti non ha permesso una discussione serena sui fatti ma tirando per la giacchetta la verità storica di chi abbia avuto meriti e demeriti nella deriva petrolifera dell’Abruzzo.

Poi l’ex presidente Gianni Chiodi, tagliando la testa al toro, ha sintetizzato: «sarà per il fato, la provvidenza o la fortuna ma nei miei cinque anni e mezzo di governo non sono stati concessi permessi di trivellazione, anzi il centro oli è sparito, e il governo Berlusconi ha votato una norma (Prestigiacomo) che di fatto ha limitato l’azione dei petrolieri così come mi confermò all’ambasciata inglese Chicco Testa che mi informò anche che quella norma sarebbe stata cancellata presto come infatti hanno fatto i governi successivi fino a questo di Renzi».

 Secondo Forza Italia la norma votata non servirà a fermare l’iter e tra l’altro «la proposta di Legge presentata da Mazzocca e Pietrucci è incostituzionale ed è già stata bocciata una volta in virtù dell’art.35 dello Sblocca Italia in campo energetico.  Per quanto riguarda invece la proposta del Movimento Cinque Stelle si tratta di un testo che dovrà essere approvato dal Parlamento e quindi i tempi si allungherebbero ulteriormente senza di fatto apportare nessun beneficio. Ombrina quindi si farà, non sarà bloccata da due Leggi “manifesto”, una squallida copia di quanto proposto in passato che serve solo a ingannare l’opinione pubblica. Le responsabilità dell’installazione di Ombrina sono solo di chi, Governi Monti/Letta/Renzi, non ha voluto che il Decreto Prestigiacomo fosse ancora in vigore».

«La norma contro Ombrina», ha detto Lorenzo Sospiri (Fi), «è assolutamente incostituzionale, e non supererà la durata di un giorno. Lo sa il sottosegretario Mazzocca, lo sa il Governatore D’Alfonso, lo sa la maggioranza, e allora è giusto che alla gente si dica la verità. Noi voteremo la Legge, ma pretendiamo che anche il Presidente della Regione D’Alfonso venga in aula a votare contro le porcate del suo Governo nazionale, perché la responsabilità di Ombrina è tutta del Pd, che se la porterà sulla coscienza».

E’ stata invece rimandata alla prossima seduta – già fissata per il 13 ottobre – la discussione sull’istituzione del Parco Naturale Regionale "Trabocchi del Chietino", per consentire una più approfondita analisi della compatibilità finanziaria del provvedimento. In chiusura sono state approvate alcune modifiche alle leggi sulla liquidazione delle Autorità di Bacino, in particolare per consentire la proroga dell’incarico al commissario liquidatore dell’Autorità del fiume Sangro.