NO OMBRINA

LA DIRETTA STREAMING. Consiglio Regionale, in aula tre progetti di legge per bloccare le trivelle

Di Salvatore: «solo uno servirà realmente»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

211

ABRUZZO. Il Consiglio regionale si occuperà questo pomeriggio (inizio ore 15) dell'esame di tre progetti di legge anti trivelle.

Tuttavia, uno solo, se approvato, spiega Enzo Di Salvatore, sarà utile a bloccare temporaneamente "Ombrina mare": si tratta del progetto di legge che vieta l'esercizio delle attività petrolifere entro le 12 miglia marine. «L'approvazione del progetto di legge consentirà agli abruzzesi di andare in tranquillità al referendum nella prossima primavera e di poter bocciare per sempre "Ombrina mare". Per ottenere questo risultato occorrerà ovviamente votare "sì" all'abrogazione dell'art. 35 del decreto sviluppo».

 Il progetto di legge è stato inviato anche ad altre Regioni, affinché provvedano allo stesso modo, in relazione a ulteriori procedimenti petroliferi in corso.

I TRE PROGETTI

Il primo, presentato dal sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca e dal presidente della 2^ Commissione Pierpaolo Pietrucci, riguarda proprio la reintroduzione del divieto esteso alle 12 miglia dalle  coste abruzzesi delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

Il secondo, anch'esso presentato da Mazzocca e Pietrucci, inerente l'istituzione del Parco marino regionale "Trabocchi del Chietino".

Mentre il terzo, avanzato dal M5S, riguarda una proposta di legge alle Camere tendente alla abrogazione dell'art. 6 del 'Codice dell'Ambiente'.

«E' un importante momento di confronto - sottolinea Mario Mazzocca (Sel) - su di un tema fondamentale per lo sviluppo sostenibile della nostra Regione. In particolar modo, il progetto di legge sul divieto di attività petrolifere entro le 12 miglia marine dalla linea di costa rappresenta un ulteriore tassello della strategia a sostegno dei referendum appena depositati da 10 Regioni, fra le quali l'Abruzzo; una iniziativa che, si apprende da recenti notizie, altre sei Regioni stanno replicando nei rispettivi organi assembleari. Fra le tre proposte, tutte molto valide ed estremamente utili per scongiurare la petrolizzazione dell’Adriatico, la prima è l'unica a detenere livelli di operatività immediata, soprattutto in vista della Conferenza dei Servizi decisoria sul progetto "Ombrina Mare" del prossimo 14 ottobre».

In quella occasione si avrà la possibilità, se oggi il Consiglio regionale approverà il provvedimento, di presentarsi alla conferenza con un fatto compiuto che determinerebbe, di fatto, un concreto stop all'iter approvativo del progetto Ombrina.

Intanto la settimana scorsa i rappresentanti dei Consigli regionali di dieci Regioni - Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise - hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio. Capofila dell'iniziativa è la Basilicata. I sei quesiti chiedono l'abrogazione di un articolo dello Sblocca Italia e di cinque articoli del decreto Sviluppo. Questi ultimi si riferiscono alle procedure per le trivellazioni.

Secondo alcuni, però, il referendum non salverà le coste da Ombrina. Sarà infatti una impresa ardua raggiungere il quorum e una volta ottenuta la vittoria non si potrà di certo incidere sui progetti già approvati.