DITTATURA DEL PETROLIO

Stretta finale su Ombrina Mare: il 14 si decide e l’Abruzzo tenta il tutto per tutto

Fermare l’iter avviato oggi appare impossibile come era impossibile riaprirlo nel 2012

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Ad un passo dalla deriva petrolifera dei fatti. Dopo tante proteste ormai i ldefinitivo via libera di Ombrina Mare 2 è alle porte. Il prossimo 14 ottobre potrebbe essere il giorno giusto. In Abruzzo si accelera la protesta e si cercano strade utili per bloccare tentando il tutto per tutto dopo le manifestazioni di piazza che non sono servite.

«Il procedimento di approvazione del progetto Ombrina Mare 2 è alle battute e nulla deve essere lasciato intentato», ha detto oggi  Sara Marcozzi, M5S Regione, che ha inviato una lettera al Presidente D'Alfonso e al Consigliere Mazzocca con la quale la consigliera invita  Regione Abruzzo ad attivarsi immediatamente chiedendo formalmente alcune immediate azioni.

Nello specifico si chiede  alla Commissione regionale per il patrimonio culturale per l'Abruzzo di disporre “l'integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico” riguardanti la costa teatina ed in particolare la c.d. Costa dei Trabocchi nel tratto che comprende i Comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Fossacesia. «L'integrazione dovrà consistere», si legge nella missiva, «sia in una estensione territoriale dell’area interessata, sia nel deposito di nuove motivazioni contrarie a progetto quali l'esistenza nel tratto di costa interessato delle tradizionali macchine da pesca denominate “trabocchi”, evidente e rilevante valore storico e culturale. Non dimenticando che, se il progetto di Ombrina si realizzasse, il paesaggio visto da terra vedrebbe interferire con i detti trabocchi».

Si chiede inoltre alla Commissione regionale per il patrimonio culturale, nella sua funzione di Commissione di garanzia per il patrimonio culturale, il riesame del provvedimento con il quale la Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo – Chieti ha espresso parere favorevole con prescrizioni.

Al Ministero, in sede di Conferenza di Servizi, la Regione Abruzzo –secondo il M5s- dovrebbe chiedere di acquisire il parere della Soprintendentenza Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo al fine di ottenere un parere complessivo che non si limiti ad una disamina degli elementi archeologici ma si estenda alla valutazione dei Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici presenti nell'area».

 Inoltre è stato annunciato che i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 stelle sono in procinto di depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per accertare se vi siano stati comportamenti penalmente rilevanti da parte dell'ex  Ministro dell'Ambiente Clini e/o di altri funzionari ministeriali nell'iter che ha portato alla riapertura del procedimento autorizzativo “Ombrina Mare 2”.

Tra le altre cose i parlamentari ricordano che il Ministero aveva emanato un provvedimento di diniego sul permesso e che lo stesso Ministero è rimasto inerte fino al 26 Giugno 2012, data dell'entrata in vigore del Decreto Sviluppo che consente di riaprire i procedimenti autorizzativi non ancora definiti. I parlamentari esponenti chiedono quindi di accertare se l'inerzia del Ministero sia dipesa o meno da un comportamento dolosamente omissivo.

Dubbio che si manifesta leggendo  la lettera 3 luglio 2012  con cui la Medoilgas Italia spa esprime «un doveroso apprezzamento per il prezioso contributo apportato da Lei e dai suoi collaboratori per l'individuazione della soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore» auspicandone «un positivo completamento dell’iter alle Camere per una sua definitiva e rapida approvazione» a seguito di istanze «più volte rappresentate in passato» circa le «disposizioni introdotte con il decreto legislativo 128 del 2010..» che ha determinato «...drastiche restrizioni alle attività di esplorazione e coltivazione di idrocarburi nei mari italiani».

 I parlamentari esponenti si chiedono a quale «soluzione», individuata dal Ministro e dai suoi collaboratori, avente l'effetto di eliminare le «drastiche restrizioni» introdotte dal decreto legislativo 128/2010, la Medoilgas Italia spa si riferisca. 

Una oscura e incredibile vicenda mai chiarita emersa nel 2013 ben prima dell’arresto dello stesso ministro e al centro di una interrogazione parlamentare del deputato Vacca.

L’esposto arriva con notevole ritardo e fosse stato fatto prima a quest’ora forse le cose potevano essere molto diverse; d’altro canto nonostante le notizie siano finite sui giornali nessuna procura ha ravvisato l’obbligo di intervenire per indagare.