LA RIVOLUZIONE

10 ospedali condannati a morte: Forza Italia contro proposta Paolucci

«Nessun tipo di convenienza»

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ABRUZZO. Forza Italia contesta fortemente la riorganizzazione della giunta D’Alfonso e parla di «un'operazione a perdere, che non solo penalizzerà la qualità dell'assistenza sanitaria ai cittadini abruzzesi, ma che non porterà alcun beneficio economico alle casse della Regione».

Lo hanno chiarito questa mattina a L'Aquila i consiglieri regionali azzurri, intervenuti sulle indiscrezioni legate alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, che nel progetto del presidente Luciano D'Alfonso e dell'Assessore alla sanità Silvio Paolucci, porterà alla chiusura o al declassamento, di dieci nosocomi: Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro, con la soppressione - in quasi tutti - del pronto soccorso.

«Una scelta - ha commentato il presidente emerito della Regione Gianni Chiodi, ex Commissario ad acta della sanità - che non ha alcuna giustificazione, perché l'Abruzzo ha centrato l'equilibrio finanziario strutturale della sanità e soprattutto ha raggiunto gli standard prescritti per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza».

Chiodi ha spiegato anche i motivi di debolezza di questa riforma. «Basti pensare - ha aggiunto - che la Regione Marche, verso cui si concentrano i due terzi della mobilità passiva dell'Abruzzo, non applicherà il decreto. Significa che sugli ospedali e le cliniche private dell'Ascolano, a esempio, andrà ad aumentare la domanda di prestazioni dei residenti della provincia di Teramo, dove invece i presidi di Giulianova e Sant'Omero saranno declassati. E questo porterà a un danno economico rilevante per le nostre finanze regionali. In più chiudere gli ospedali non servirà ad accelerare l'uscita dal commissariamento, perché i presupposti già ci sono e sono il frutto del lavoro del precedente Governo regionale di centrodestra».

Il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri ha chiesto che la riorganizzazione della rete ospedaliera venga portata in discussione sia in Commissione Sanità, sia in Consiglio regionale.

«Ai tempi del Governo Chiodi - ha rimarcato - i grandi temi della sanità sono sempre stati affrontanti in Aula o in Commissione. Oggi, invece, D'Alfonso e Paolucci si sottraggono al confronto, piegandosi ai criteri ragionieristici dettati dal Governo Renzi. Altre Regioni si sono opposte, come si era opposto a quei diktat anche Gianni Chiodi, riuscendo comunque a riportare in equilibrio i conti della sanità».

Sospiri ha poi sottolineato come la riforma ipotizzata non preveda la presenza di nessun ospedale di secondo livello in Abruzzo (vale a dire quelli plurispecialistici), ma si affidi a una rete di strutture tutte di primo livello, con un'offerta sanitaria minima. «Se fosse davvero così si sceglierebbe di non scegliere - ha continuato il Vice Presidente del Consiglio regionale Paolo Gatti - forse per la paura di dover individuare dove localizzare due strutture di secondo livello, ossia di eccellenza. Per non scontentare qualche territorio si produrrebbe un grave danno per tutto l'Abruzzo».