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Consiglio Abruzzo: accordo sulla ghigliottina per gli emendamenti ostruzionistici

Balducci: «nessun bavaglio alla minoranza»

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L'AQUILA.  La Giunta per il regolamento del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la modifica al regolamento che introduce la possibilità di cancellare gli emendamenti ostruzionistici.

Modifica che tante polemiche ha provocato nei giorni scorsi con le opposizione che hanno parlato di "legge bavaglio".

E’ stata dunque introdotta la facoltà per la Giunta regionale di dichiarare urgente una legge, cancellando di fatto tutti gli emendamenti, al fine di contingentare i tempi di approvazione.

Il presidente della giunta per il regolamento, Alberto Balducci (Pd) ha spiegato: «è legittimo che l’opposizione faccia ostruzionismo ma a volte si utilizza questo strumento in maniera inadeguata. Non vogliamo mettere il bavaglio a nessuno ma a volte le minoranza vorrebbero mettere il bavaglio alla maggioranza. Presentando tantissimi emendamenti», ha continuato Balducci, «si arriva a determinare un allungamento dei tempi tale che non consente di arrivare all’approvazione definitiva.  Non utilizzeremo sempre questo strumento ma quando ci saranno leggi urgenti da dover approvare». La ghigliottina non potrà essere comunque approvata in determinati casi come in occasione della revisione dello statuto, regolamento e legge elettorale.

Il provvedimento approvato nella prima delle due letture trattandosi di una modifica al regolamento, è tornato in Commissione dopo che nell'ultima seduta del Consiglio le forze politiche avevano deciso di fare un ultimo tentativo di mediazione.

Insorgono i grillini che devono fare i conti anche con il voto di un loro ex compagno: «uno strano accordo quello siglato tra la maggioranza, il centrodestra e il gruppo misto di Leandro Bracco che non fa altro che confermare una facile tendenza trasversale al compromesso più spicciolo anche laddove si tratti di introdurre una norma, come la famigerata ghigliottina, che cancella, in un sol colpo, ogni forma di democrazia nella nostra Regione», afferma in una nota il vicepresidente della Giunta per il Regolamento, il consigliere del M5s, Riccardo Mercante.

«Il fatto che i Consiglieri di centrodestra - continua Mercante - abbiano definito un successo un accordo che riproduce, senza differenze sostanziali, una norma che va a cancellare, di fatto, ogni possibilità per le minoranze consiliari di partecipare, in via diretta, alla attività di governo, è veramente sorprendente».

Secondo i 5 Stelle questi sarebbero gli effetti del partito unico: «una tendenza questa - ha proseguito Mercante - che mi pare ricalchi perfettamente quanto sta accadendo a livello nazionale, con un Partito Democratico che ha di fatto esautorato il parlamento, non piu' impegnato a legiferare, ma dequalificato ad organo di ratifica del governo. E' il nuovo corso del partito unico cioe' quello di intendere e trasformare le istituzioni in una sorta di proprieta' privata da gestire a proprio insindacabile piacimento ed in barba alle istanze ed ai bisogni dei cittadini. Quanto accadra', quindi - ha concluso Mercante - nella prossima seduta del Consiglio regionale sara' decisivo per il futuro dell'Abruzzo e consentira' ai cittadini, ove la vergognosa modifica regolamentare fosse malauguratamente approvata in via definitiva, di comprendere, una volta per tutte, come le priorita' di questo governo regionale non siano di certo quelle di salvaguardare i loro interessi, di tutti, o quelli del loro territorio ma piuttosto di gestire la nostra Regione a proprio uso e consumo».