SALDI MORTALI

La Provincia di Chieti costretta a svendere immobili ed il presidente esulta

Il Presidente Pupillo: «Risultato eccezionale!»

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CHIETI. «La Provincia di Chieti porta a casa un risultato eccezionale ed è la prima a chiudere positivamente il processo di istruttoria della vendita del patrimonio immobiliare allo Stato per ben 16 milioni e 200 mila euro» commenta soddisfatto il presidente Mario Pupillo nel corso della conferenza stampa che si è svolta in mattinata nel Palazzo della Provincia. 

Una esultanza forse un tantino fuori luogo visto i drammi nei quali tale evento si incardina. Dramma numero 1: il bilancio della Provincia dilapidato in decenni di malagestione senza controlli e nell’indifferenza delle istituzioni preposte a controlli e sanzioni; dramma numero 2: l’obbligo imposto per legge di svendere “i gioielli di famiglia” per ripianare questa volta quei buchi che sono rimasti come sempre senza responsabili. L’effetto ovvio sarà come minimo l’impoverimento dell’ente pubblico e l’impossibilità di ripetere tale operazione la prossima volta che si presenterà la medesima situazione.

 L’alienazione del patrimonio immobiliare, infatti, è un’operazione messa a punto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la circolare n 1/2015, al fine di  sostenere le province con maggiori difficoltà, rendendo disponibili risorse finanziarie importanti ed eliminando anche i costi di gestione degli immobili attraverso il trasferimento, a titolo oneroso, degli immobili condotti attualmente in locazione passiva dalle Amministrazioni centrali dello Stato ad un fondo immobiliare sottoscritto da investitori professionali privati ed appositamente istituito dalla società Invimit Sgr, soggetto detenuto al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 «La provincia di Chieti ha colto l’occasione al balzo vista la situazione di  predissesto– spiega il Presidente Pupillo- e i vincoli del piano di riequilibrio pluriennale adottato nel 2013 per ripianare i debiti. Lo scorso febbraio ci siamo attivati immediatamente presso l’INVIMIT, coinvolgendo anche la altre province in piano di riequilibrio, ovvero Imperia, Verbano Cusio Ossola, Potenza e Ascoli Piceno. Il 16 settembre, dopo una complessa istruttoria, la società INVIMIT ci ha fatto pervenire proposte irrevocabili di acquisto relative a due immobili di proprietà provinciale, le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale».

 Tanto si legge nella proposta pervenuta all’Ente, che sarà oggetto del Consiglio provinciale fissato per martedì prossimo e che approverà la vendita per quanto segue: 1). Porzioni immobiliari site nel Comune di Chieti, al Corso Marrucino n. 97, utilizzate come sede della Prefettura e della Questura; prezzo offerto per l’acquisto: € 6.301.944,00; 2) Immobile sito nel Comune di Chieti, alla Piazza Vittorio Emanuele II, n. 16, sede del Tribunale; prezzo offerto per l’acquisto: € 9.889.986,00”.

 «Gli effetti di questo risultato sono essenziali per la salvezza dell’ente quanto meno per l’anno di esercizio 2015 – aggiunge il Presidente Mario Pupillo – infatti il ricavato della vendita consentirà alla provincia di Chieti di chiudere anticipatamente la procedura di riequilibrio mediante l’assorbimento dell’intero importo del disavanzo di amministrazione di complessivi € 13.007.565,18 e dunque di rientrare nella “normalita’” con il benestare della sezione regionale della Corte dei Conti da cui saremo convocati a breve e che proprio lo scorso marzo ci aveva dato fiducia. Ottimo il lavoro svolto dall’Amministrazione provinciale in questi mesi, in particolare ringrazio il consigliere delegato al Bilancio Tommaso Coletti. Determinante l’abnegazione dei dirigenti, il dott. Angelo Radoccia e l’Ing. Giancarlo Moca, che hanno condotto in modo encomiabile tutte le fasi dell’operazione INVIMIT e che oggi mi consentono di poter affermare che la provincia di Chieti entra al 1 gennaio 2016 con i conti a posto e in grado di programmare la vita futura dell’area vasta con maggior serenità. Il resto tocca farlo al Governo con la prossima legge di stabilità, eliminando il taglio insostenibile previsto in capo alle province».