SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Malati oncologici senza radioterapia: per Paolucci tutto risolto. Acerbo: «balle»

Si aspetta un pezzo di ricambio dalla Germania

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

258

PESCARA. «Il macchinario per la radioterapia all’ospedale di Pescara si è rotto ma tutti i malati oncologici si stanno curando a Chieti e Teramo».

 La rassicurazione è arrivata nelle ultime ore dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, dopo la denuncia dell’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo che adesso contraddice l’assessore: «racconta balle il problema non è risolto».-

Nei giorni scorsi Acerbo aveva segnalato che da luglio a Pescara non funziona la radioterapia perché l'acceleratore lineare, ovvero il macchinario utilizzato per la cura dei malati oncologici, si è rotto. Acerbo ha dunque proposto alla Regione un turno aggiuntivo negli ospedali di Teramo e Chieti.

Intervistato da TvSei l'assessore alla sanità Paolucci ha detto che a Chieti è stato introdotto un turno supplementare dedicato esclusivamente ai pazienti di Pescara»: «aspettiamo da qualche settimana un pezzo di ricambio dalla Germania che dovrà arrivare a Pescara ma nello stesso tempo si sono già attivate presso le altre Asl il recupero di tutte quelle sedute bloccate a Pescara. Il tutto è già in itinere da diversi giorni, credo da 48 ore dopo che è avvenuto il problema. Come Regione abbiamo dato la disponibilità a che le altre Asl possano giustamente aiutare ad assorbire questa situazione che è molto delicata e ha a che fare con il dolore delle persone e quindi so che già a 24-48 ore c'è stata una piena disponibilità. Ne ho prova documentale...».
Acerbo però è certo: quella che l’assessore racconta non è la verità: «non so quale sia la "prova documentale" che ha in mano Paolucci», insiste l’esponente di Rc, «ma non è assolutamente vero che dopo 48 ore dalla rottura del macchinario a Chieti e Teramo sia stato attivato il turno serale 20-24 da me proposto che avrebbe consentito di assorbire i pazienti pescaresi senza allungare le liste di attesa dei pazienti delle altre ASL.  Purtroppo, come ho denunciato, il dirottamento su Chieti e Teramo non è stato sufficiente a coprire tutti i malati (rimango curioso di sapere sulla base di quali criteri poi si è data la precedenza) e ha lasciato senza terapie pazienti di tutte e tre le ASL».

«Suona tragicomico», continua Acerbo, «che l'assessore dica che tutto va bene e che tutto è in itinere da dopo 48 ore. Faccio presente che da luglio si registra questo problema. Se dirotti i malati di una Asl sulle altre senza aumentare i turni e quindi il numero dei trattamenti giornalieri è evidente che si allungano le liste di attesa. Fino ad oggi nessun turno aggiuntivo è stato previsto a Chieti e Teramo e posso facilmente indicare all'assessore il motivo: per far funzionare quelle macchine c'è bisogno di un personale specializzato che le conosce e quindi per aggiungere un turno bisogna pagare lo straordinario a chi già le fa funzionare durrante la giornata. Non dovrebbe essere un problema ma lo diventa se non lo si affronta».