OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova – Gissi: Terna va avanti. Oggi nuove immissioni

Continua il sit in per fermare l’opera

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ABRUZZO.     Il 95% delle immissioni in possesso finora è andato a buon fine.
Ad annunciarlo è la società Terna che spiega che con gli ingressi di oggi e di martedì prossimo  completerà le procedure di asservimento dei terreni interessati dall’elettrodotto Villanova – Gissi.

«L’elettrodotto rappresenta un’opera di fondamentale importanza per il sistema elettrico abruzzese e nazionale», ribadisce oggi la società. «La sua entrata in servizio consentirà, infatti, la gestione in sicurezza dei flussi di energia in Abruzzo, regione con un deficit energetico pari al 32%, generando un risparmio per cittadini e imprese».
Dunque i lavori vanno avanti mentre l’inchiesta della Procura di Pescara su presunte irregolarità è stata archiviata e a Lanciano si indaga sugli scontri dei mesi scorsi tra i funzionari della società e i cittadini. Nei giorni scorsi, infatti, l’avvocato Giulia Bongiorno si è presentata in Procura per depositare una «corposa denuncia».
«Bisogna dire basta», aveva spiegato l’avvocato che tutela gli interessi di Terna, «ad una serie di condotte violente e reiterate ogni volta che si fanno delle legittime immissioni per la costruzione dell’elettrodotto».
Il riferimento è soprattutto ai fatti dell’8 luglio scorso, quando in località Sant’Onofrio è scoppiata la tensione tra i proprietari terrieri ed i funzionari di Terna. Ma non solo. «Ci sono fatti gravi. Siamo di fronte a quella che io chiamo una escalation di violenza, e c’è la possibilità che la situazione sfugga di mano. Per 52 volte non è stato possibile realizzare l’immissione legittima. Terna riceve intimidazioni, pressioni, minacce. E allora a questo punto è giusto che la procura indaghi. Abbiamo presentato dei documentati, insomma ho depositato una corposa denuncia».
«Non ci facciamo intimidire», hanno replicato i comitati che si oppongono al progetto e che da venerdì notte sono in sit in davanti alla prefettura di Chieti. 
L’ennesima giornata di protesta è nata dopo la scoperta di un documento del 9 settembre scorso in cui si certifica che due prescrizioni inerenti problemi geologici non sono state superate. In 20 pagine la Regione ha messo nero su bianco una serie di mancanze che riguardano i piloni in costruzione.

I cittadini, spiegano dal Comitato, vogliono sapere se è vero che l'elettrodotto «lo stanno costruendo in violazione dell'atto di autorizzazione e pertanto in abuso come dimostrato da numerosissima documentazione prodotta dagli Organi di controllo e di vigilanza nonchè da tutti i Comuni che hanno avviato i controlli e le verifiche. Perchè non viene sospesa la costruzione? Se di contro non è vero quanto contenuto al punto primo, che legittimerebbe il prosieguo della costruzione dell'opera, perchè non ci viene dimostrato? 
Semplici domanda alle quali ad oggi nessuno risponde costringendoci ad attendere giorno e notte perchè siamo nel diritto di conoscere la verità che permette alla Società Terna Rete Italia di continuare a costruire un'opera dichiarata da tanti in abuso ed in violazione dell'atto di autorizzazione».

Oggi intanto riprendono le immissioni a Casacanditella e Atessa. «Anche questa volta ci saremo in modo pacifico», avverte il coordinamento spontaneo no elettrodotto Villanova-Gissi, «sperando che venga raccolta la richiesta di gestire le immissioni in possesso così come sono state gestite il 10 e l'11 luglio scorso a Paglieta ed Atessa: se il proprietario si oppone i funzionari registrano tale opposizione sul verbale e se ne vanno».