IL BUCO NERO

Sentenza Bussi, D’Alfonso sapeva? «Non rispondo per rispetto all’indagine»

L’interrogazione in aula del Movimento 5 Stelle. Esito scontato

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ABRUZZO. D'Alfonso conosceva l'esito della sentenza Bussi prima della sua emanazione?

Sapeva che tutti gli imputati sarebbero stati assolti? La circostanza è stata rivelata nei mesi scorsi dal quotidiano Il Fatto Quotidiano ma sul caso il diretto interessato, ovvero il governatore, non ha mai smentito né confermato quella ricostruzione giornalistica.  Si tratta di una vicenda di estrema rilevanza e ancora del tutto oscura anche se sono molti gli aspetti certi e veri ma quello che manca è un disvelamento ufficiale. Nessuno fino ad ora per diverse ragioni ha ritenuto di avere il dovere in quanto componenti delle istituzione di chiarire, spiegare i fatti accaduti dietro le quinte di uno dei processi più importanti d’Abruzzo.

Ora la motivazione delle indagini in corso torna utile facendo prevalere questa ragione sull’obbligo morale, istituzionale e democratico di informare i cittadini.

Sul caso è tornato ieri il Movimento 5 Stelle e l’interrogativo è stato posto in Consiglio regionale dalla consigliera Sara Marcozzi, direttamente a D’Alfonso che però non ha risposto, trincerandosi dietro al rispetto per la magistratura che sta indagando sul caso.

La Procura di Chieti, infatti, dopo gli articoli del giornalista Antonio Massari che ha raccolto lo sfogo di due giudici popolari che avrebbero subito pressioni e non avrebbero avuto la possibilità di accedere ai documenti di causa, ha aperto una inchiesta, spostata poi per competenza a Campobasso, ( titolare dei procedimenti contro i magistrati stessi).

«L’avvocatessa Marcozzi», ha replicato in aula D’Alfonso, «mi dovrebbe consigliare di assicurare la massima riservatezza rispetto alla materia, in ragione del fatto che se ne sta occupando la magistratura. Deve avere pazienza per non turbare la serenità che occorre alle aule di giustizia per l’accertamento dei fatti».

Infine un consiglio alla grillina: «utilizzi meglio il suo tempo per le cose che interessano realmente agli abruzzesi».

Marcozzi infatti aveva spiegato di aver posto questo interrogativo perché «sono gli abruzzesi che vogliono sapere la verità».  Quando la consigliera ha ripreso la parola ha poi assicurato che lei e il suo movimento si stanno occupando dei veri problemi della regione. 

Rimane dunque il buco nero ed il disinteresse sulla vicenda quasi totale nel momento in cui si sono apprese le notizie ora che ci avviciniamo al primo anniversario fare chiarezza interessa sempre meno persone…

Dal canto nostro abbiamo ricostruito tutti i fatti emersi e verificati per quanto possibile da una serie di fonti proponendo una serie di domande al governatore D‘Alfonso alle quali ovviamente non ha risposto.

Per quanto sconcertanti i fatti emersi e per le enormi implicazioni, difficilmente questa storia sarà mai chiarita.

ECCO LE NOSTRE DOMANDE


PRESSIONE SUI GIUDICI POPOLARI
1) Il malcontento di alcuni giudici popolari era già noto ad alcuno prima della sentenza?
2) Qual è la vera ragione per cui i giudici popolari non hanno denunciato le presunte “pressioni” del presidente Camillo Romandini?
3) Che ruolo ha svolto in questa vicenda l’allora avvocato dello Stato Cristina Gerardis e quando è venuta a conoscenza delle “pressioni” e del verdetto?
4) Che cosa ha fatto la Gerardis quando è venuta a conoscenza di notizie riservate del Collegio? Da chi ne è venuta a conoscenza e con chi ne ha parlato?
5) Ricordate il caso del primo giudice della Corte d’assise Geremia Spiniello? E’ stato ricusato in seguito a sue dichiarazioni i tv appena dopo la fine di una udienza del processo dicendo la frase (ambigua) «faremo giustizia per il territorio». Le domande allora sono: c’è qualcuno che può indicare una intervista televisiva di un qualsiasi giudice appena dopo l’udienza e nella stessa aula? L’inflessibile Spiniello prima di quella volta aveva rilasciato interviste simili?
LA SENTENZA ANTICIPATA
6) D’Alfonso era a conoscenza della sentenza prima del 19 dicembre 2014 come ci risulta e come pubblicato da Il Fatto; chi informò D’Alfonso e a chi ne parlò il governatore?
7) D’Alfonso conosce il giudice Camillo Romandini? Lo ha incontrato tra il 2014 ed il 2015 e se sì per quali ragioni? Se sì hanno per caso parlato anche della sentenza di Bussi?
8) D’Alfonso ha mai informato la Gerardis del verdetto prima della sentenza?
9) D’Alfonso e Gerardis hanno poi informato altri esponenti istituzionali della notizia che loro sapevano essere certa e proveniente da fonte attendibile (e non semplici voci)?
10) I pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini erano a conoscenza delle notizie riservate e se sì da chi sono stati informati? Se sono stati informati hanno aperto un fascicolo di indagine magari ancora segreto per la verifica delle informazioni?
11) Ipotizzando che la notizia di eventuali pressioni sui giudici popolari e di un verdetto già scritto era cosa nota, qualcuno pensò di informare anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, la più alta autorità in materia e per di più di Chieti dunque conosciuto e conoscitore della realtà locale?
12) Che ruolo hanno svolto i vari avvocati delle parti civili e nello specifico della Solvay? Notizie di presunte irregolarità sono giunte fino a loro?
13) Che ruolo hanno svolto gli avvocati degli imputati della Montedison? Anche a loro la notizia è giunta in anticipo?
14) Ci risulta che esistono diverse “prove” che potrebbero raccontare vari spezzoni della storia in possesso di alcuni “attori” anche non protagonisti. A che cosa sono servite queste “prove” visto che non sono servite a denunciare possibili reati? Potrebbe esserci almeno in astratto la possibilità che tale materiale possa essere utilizzato in maniera impropria e divenire mezzo di “pressione” verso figure istituzionali?
15) Ammettendo pure che –come dicono molti- le anticipazioni del verdetto sono state giudicate “non attendibili” e “voci generiche” perché nessuno ha sentito il bisogno di denunciare il 20 dicembre, giorno dopo la sentenza, affinchè le autorità competenti accertassero la verità? Perché i politici che sanno continuano a tacere? Chi sta guadagnando da questa vicenda e chi ci sta perdendo?