Calcio a 5. Altra festa Pescara. Batte 7-4 l'Asti e vince la Supercoppa Italiana

Primo tempo sul 2-2 poi i biancazzurri dilagano nella ripresa

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PESCARA. “Vincere aiuta a vincere” è una massima che nello sport vale un postulato di fede ed ancor più si addice a questo splendido Pescara, capace di giocare senza paure e timidezze di sorta, da Campione d’Italia, contro una squadra “top level” come l’Asti. In campionato nella scorsa stagione i biancazzurri avevano fatto il pieno di punti contro i piemontesi ma nelle due finali di Winter Cup e Coppa Italia avevano dovuto cedere il passo sul filo di lana agli astigiani. Sconfitte amare, maturate forse per inesperienza a giocarsi un titolo in una gara secca o magari anche per un inconscio timore reverenziale nei confronti del blasone avversario. Questa volta però messe da parte timidezze e paure, i biancazzurri, giocando dal primo minuto all’ultimo con un cipiglio da combattenti di razza, hanno letteralmente frantumato la corazzata Asti. Colini a fine gara, messo in tasca il tredicesimo titolo personale, affermava che “la vittoria più bella è sempre quella che deve arrivare” ma intanto per i delfini aprire la stagione alzando un trofeo non solo dà gusto e piacere ma va a rinforzare fiducia e convinzione nei propri mezzi.

Lo Specialone lascia in tribuna Borruto, Calderolli e Grello e apre le danze con uno starting five collaudato, composto da Capuozzo, Caputo, Rescia, Canal e Rogerio. L’Asti si presenta in campo con Casassa tra i pali, Bocao, il neoacquisto Bertoni, Torras e Chimanguinho. Sono i piemontesi a rendersi subito pericolosi con il proprio pivot Chimanguinho che in girata evita Caputo e spara una cannonata di poco alta. Torras, pochi istanti dopo calcia di potenza una punizione ben neutralizzata da Capuozzo. Il Pescara, però, alla prima occasione va subito in vantaggio, Bocao commette fallo su Rogerio nei pressi del vertice sinistro dell’area astigiana, batte Canal che serve Ercolessi, respinge Casassa ma la palla torna sul sinistro sapiente di Canal. Il numero dieci pescarese lascia partire un bolide che colpisce il palo, Bocao sulla traiettoria devia involontariamente la palla nella sua rete. Sono trascorsi solo 2’28” dall’inizio della gara e il Pescara è già in vantaggio. Si riprende a giocare e i giudici di gara tra un fischio e l’altro, in applicazione alle nuove indicazioni date agli arbitri italiani, ammoniscono Duarte, per un gomito alto su Rescia, e Caputo, per proteste. 3’48”, altro calcio franco, questa volta a favore degli astigiani, la palla giunge sul lato debole a Nora che lascia partire un tiro maligno, Capuozzo smorza il pallone senza però impedirgli di carambolare in rete. 1-1 e la partita s’infiamma. 4’22”, incredibile ma vero, quinto fallo dell’Asti. 4’52”, Duarte, uno dei tre ex di turno, calcia un potentissimo diagonale sventato di piede da Capuozzo. 5’31” il Pescara torna in vantaggio con un’azione bellissima. Salas con una percussione centrale spacca la difesa avversaria, offrendo ad Ercolessi un dai e vai, stroncato da Nora che commette un evidentissimo quanto disatteso fallo da rigore o quanto meno da espulsione su Salas. La palla resta al centro dell’area e la difesa degli ospiti, colpita da sindrome letargica, è anticipa da capitan Nicolodi, che in versione Bolt piazza uno scatto bruciante, depositando la palla nella rete sguarnita. C’è appena il tempo di esultare sugli spalti gremiti del PalaRigopiano, trascorrono 30” e l’Asti torna in parità. Ancora un calcio di punizione, Torras serve Nora che tira di potenza, il pallone passa tra una selva di gambe, sorprendendo il portiere biancazzurro. Per ancora un paio di minuti il ritmo è alto poi però va inevitabilmente spegnendosi. C’è però da registrare un macroscopico fallo di Torras su Salas, ignorato incredibilmente e che avrebbe offerto al Pescara l’occasione per andare sul dischetto. Dopo aver fischiato di tutto e di più, gli arbitri nei restanti minuti, invertendo il criterio, sorvolano distrattamente anche su falli giganteschi, con la conseguenza di far scaldare gli animi oltre i limiti consentiti. Si va così al riposo sul 2-2.

L’inizio della ripresa è scoppiettante quanto l’avvio di partita. Duarte colpisce il palo e nella transizione successiva il Pescara ritorna nuovamente avanti nel punteggio. Altro errore difensivo madornale dell’Asti, Follador in un disimpegno difensivo serve centralmente De Luca che si allunga la palla servendo un assist involontario a Rogerio. Il pivot biancazzurro ringrazia, evita il portiere con una suolata e deposita la palla in rete. Il cronometro segna il 50”, inizia il calvario degli astigiani. Chimanguinho, alle spalle di Caputo, va a terra in area come abbattuto da un fulmine ma gli arbitri non ravvisano e giustamente alcunché di irregolare. Duarte poco dopo s’ingobbisce sul pallone, lasciando partire un razzo ben neutralizzato da Capuozzo. Sono gli ultimissimi sussulti dell’Asti. Da questo momento in poi su di loro si abbatte un diluvio. De Oliveira, già ammonito, la fa grossa, trattenendo vistosamente Canal, altro giallo ed espulsione. In superiorità numerica Canal inesorabile realizza il gol del 4-2 con un fendente alla destra di Casassa. L’Asti esce di partita, sovrastato dal Pescara che sfiora la rete in successione con Nicolodi, Rescia ed Ercolessi. Ed è proprio Marco nazionale a mettere il suo sigillo sul gol del 5-2. Asse Canal-Ercolessi e diagonale in girata di rara bellezza che lascia di stucco il malcapitato Casassa. La fatica e la sfiducia intossicano le menti e i muscoli degli astigiani, incapaci di fermare l’emorragia di reti. Bertoni stremato arranca ed è costretto a falciare un Salas scatenatissimo, incassando un giallo. È il quarto fallo di squadra, al quale fa seguito il quinto appena 60” dopo. Tra gli oranges regna lo sconforto e la confusione. Duarte, in qualità di portiere di movimento indossa la casacca n. 8 di Bertoni, conseguente è l’ammonizione a suo carico e l’espulsione per doppio giallo. Altra superiorità numerica ed altra rete del Pescara con Rogerio, ben assistito da Salas. Cinquanta secondi dopo, un’altra frittata, questa volta di Bertoni che compie il più inutile dei falli nella metacampo avversaria. È il sesto fallo e Cuzzolino realizza il tiro libero con una rasoiata di alta precisione. 7-2, mancano altri 5’ di gioco ma la gara finisce qui. A nulla servono all’Asti, se non a rendere meno umiliante il punteggio finale, le reti di Bertoni e Torras. La sirena sancisce il trionfo del Pescara nel tripudio di un PalaRigopiano mai così festante.

   

PESCARA - ASTI 7-4 (2-2)

PESCARA: Capuozzo, Caputo, Rescia, Rogerio, Canal, Ercolessi, Leggiero, Salas, Cuzzolino, Nicolodi, Lara, Pietrangelo. All. Colini

ASTI: Casassa, Torras, Chimanguinho, Bocao, Bertoni, Romano, Follador, De Luca, Duarte, De Oliveira, Nora, Zanchetta. All. Cafù

MARCATORI: 2'28'' p.t. aut. Bocao (A), 3'48'' Nora (A), 5'41'' Nicolodi (P), 6'01'' Nora (A); 00'50'' s.t. Rogerio (P), 3'48'' Canal (P), 8'33'' Ercolessi (P), 14'11'' Rogerio (P), 15'42'' t.l. Cuzzolino (P), 16'51'' Chimanguinho (A), 18'31'' Torras (A)

AMMONITI: Duarte (A), Caputo (P), De Oliveira (A), Bertoni (A), Romano (A), Rogerio (P), Canal (P)
ESPULSI: De Oliveira (A) al 3'21'' s.t. e Duarte (A) al 12'37''s.t. per somma di ammonizioni

ARBITRI: Francesco Peroni (Città di Castello), Francesco Cirillo (Rovereto), Antonino Tupone (Lanciano) CRONO: Matteo Ariasi (Pescara)