RIFIUTI

Cirsu; sindaci annunciano ricorso contro fallimento

«Nessuna ripercussione sulle amministrazioni pubbliche»

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ABRUZZO. Fa discutere la decisione di ieri del giudice fallimentare del Tribunale di Teramo Giovanni Cirillo che ha decretato il fallimento del consorzio che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nei comuni di Notaresco, Giulianova, Roseto, Morro D'Oro, Mosciano e Bellante.

«Abbiamo esaminato la sentenza, che è molto lunga e conta 20 pagine di motivazioni. Non entriamo nel merito, in quanto riteniamo che le sentenze si rispettano, non si commentano ma eventualmente si impugnano. Noi la impugneremo perché riteniamo che ci siano i margini affinché la corte d'appello la riformi».

A parlare così, al termine della riunione convocata d'urgenza ieri dal presidente del Cirsu Angelo Di Matteo dopo la sentenza di fallimento pronunciata dal giudice Giovanni Cirillo, è il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.

Come gli altri colleghi, Mastromauro si dice molto preoccupato per le ricadute che la sentenza potrebbe avere in termini igienico-sanitari.

«A chi mi chiede quali ripercussioni ci saranno a livello economico per i Comuni rispondo nessuna - dichiara Mastromauro - perché rispondono i solo per i 20mila euro di quota nominale depositati. La nostra preoccupazione, invece, è un'altra e riguarda i profili gestionali ambientali e sanitari riferibili all'impianto di proprietà di Cirsu che ad oggi assicura dei servizi pubblici essenziali relativi al conferimento e trattamento rifiuti solidi urbano non solo dei Comuni soci ma dell'intera provincia».

Sulla stessa linea il sindaco di Roseto Enio Pavone, che sottolinea che sarà depositata la richiesta di incontro con il giudice delegato e i curatori. «La nostra preoccupazione maggiore, ad oggi, riguarda l'aspetto dei servizi pubblici essenziali assicurati da Cirsu - commenta - e quindi la continuità del servizio. Abbiamo poi dato mandato al legale che rappresenta il Cirsu di presentare appello contro la sentenza di fallimento».

«Pieno rispetto per la sentenza e per i giudici. Come sindaco del Comune che ospita gli impianti sono preoccupato degli effetti che la sentenza potrebbe produrre sia sotto il profilo ambientale che sociale», ha detto invece il sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura, al termine della riunione.

«Adesso - ha proseguito - si valuterà con l'assemblea dei sindaci per ricorrere e si chiederà subito un incontro con i giudici e i curatori per parlare dei problemi ambientali che potrebbero scaturire sul mio territorio».

Il fallimento era stato chiesto dalla Deco, che vantava nei confronti del consorzio un credito di 2.250.000. «L'impianto continuerà a funzionare ed essere gestito in attesa che i curatori ne prendano la gestione - continua il primo cittadino - e sono sicuro che saranno attenti alla decisioni da prendere perché sanno che l'impianto non può esser bloccato così e che dovrà essere gestito per la lavorazione e il trattamento dei rifiuti».

Per i sindaci, è certo comunque che il fallimento non avrà ripercussioni sui bilanci dei Comuni soci i quali rispondono solo per la quota nominale delle azioni.