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Immigrazione: sbarchi senza fine, altri 4 morti

Quasi mille soccorsi ieri, arrivi 2015 verso quota 120mila

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ROMA. Ancora morti sulla rotta che attraversa il Mediterraneo e diversi - anche ieri - gli interventi di soccorso a carrette del mare in difficoltà: quasi mille complessivamente le persone salvate. E gli arrivi in Italia nel 2015 salgono verso quota 120mila, mentre è da record anche il numero degli stranieri ospitati in strutture d'accoglienza: oltre 100mila. Il Viminale, intanto, cerca nuovi posti sulla base del principio dell'equa ripartizione tra le regioni Tre le imbarcazioni soccorse oggi dal pattugliatore della Marina Militare Cigala Fulgosi.

Nel primo intervento sono stati salvati 109 migranti. Subito dopo è cominciato il soccorso ad un secondo gommone, sul quale sono stati recuperati 112 migranti, ma anche quattro corpi senza vita. L'operazione si è svolta a circa 50 miglia dalle coste libiche. In un terzo intervento la nave della Marina ha preso a bordo altri 120 stranieri. Super-impegnate anche le altre unità navali che pattugliano il canale di Sicilia. La scorsa notte la nave Dignity One, di Medici senza Frontiere, ha prestato soccorso a circa 300 migranti che erano su tre gommoni diretti dalla Libia verso l'Italia. Altre 256 persone stipate su un barcone in difficoltà sono state quindi soccorse da mezzi della Guardia costiera e dalla nave Protector di Frontex. E c'è stato un primo sbarco di migranti anche in Abruzzo: a Ortona (Chieti) tre ghanesi e due ivoriani sono approdati a bordo di un convoglio posatubi, il Crawler. Si erano nascosti nella stiva della nave ad Abidjan, in Costa d'Avorio. Un flusso imponente, dunque, che non sembra destinato ad arrestarsi finchè le condizioni del mare resteranno favorevoli.

Al Viminale ostentano calma, sottolineando che i numeri degli arrivi sono solo di poche migliaia superiori a quelle dello scorso anno. Il problema è reperire strutture di accoglienza, visto che in quelle attive si registra ormai il tutto esaurito. Man mano che ci saranno necessità, verranno individuati nuovi posti in collaborazione con prefetture e Comuni. Nel rispetto delle quote fissate per ciascuna regione alla Conferenza unificata dello scorso anno. E, in effetti, i numeri indicano un riequilibrio dopo gli sbilanciamenti dei mesi scorsi: in testa c'è sempre la Sicilia, ma è scesa al 15% del totale degli accolti, mentre la Lombardia è salita al 13%. "Se ognuno fa la propria parte - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino - è possibile gestire bene una situazione delicata e nella quale si registrano ritardi drammatici". C'è poi il capitolo hotspot, i centri che l'Italia dovrà allestire per identificare i richiedenti asilo in collaborazione con funzionari europei. Sono già pronte strutture a Pozzallo, Lampedusa, Trapani, Taranto e Augusta, ma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha spiegato che partiranno solo quando sarà avviata la 'relocation' dei rifugiati verso altri Paesi secondo quanto determinato dalla Commissione europea.