IL PUNTO

Bussi. Bonifica e reindustrializzazione: presentato il progetto e primi accordi di massima

Timido passo in avanti ma i dettagli restano ancora segreti. Coordina il commissario Goio

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L'AQUILA. Il progetto di "Bonifica e reindustrializzazione aree SIN di Bussi", predisposto dalla Nucleco (gruppo Sogin, partecipata del Ministero dell’ Ambiente) per conto della struttura commissariale, ha avuto il via libera ieri nella Conferenza dei Servizi convocata a Palazzo Silone dal Commissario Delegato Adriano Goio.

Si tratta del progetto ambizioso che ha come fine la bonifica di una serie di aree contaminate e inquinate da 100 anni di attività industriale della Montedison e che dovrà sfociare nella reindustrializzazione. Il progetto non è stato pubblicato ed i dettagli rimangono oscuri mentre è chiaro che in gran parte i sodli saranno sborsati dallo stato con i 50mln di euro già stanziati anni fa.

Ieri erano presenti per la Regione Abruzzo, l'Assessore all'Ambiente Mario Mazzocca, il Direttore generale Cristina Gerardis e il Dirigente del Settore Rifiuti Gianfranco Piselli; Loredana Musumeci per l'Istituto Superiore della Sanità, Giovanni Damiani e Lucina Luchetti per l'ARTA, e per il Comune di Bussi il Sindaco Salvatore Lagatta e gli amministratori Sonia Di Carlo e Diego La Neve. Presente anche una folta rappresentanza della Solvay Italia, dal Direttore Generale Marco Colatarci al site manager Bruno Aglietti, oltre che come uditori i responsabili regionali di WWF Luciano Di Tizio e Legambiente Giuseppe Di Marco. Dopo un'ampia illustrazione, affidata a Quintilio Napoleoni ed all'AD di Nucleco, Emanuele Fontani, delle proposte progettuali inerenti i progetti di 'bonifica e reindustrializzazione' sia delle aree interne al SIN ex 'Medavox' e sia delle aree esterne (prevalentemente, ma non solo, individuate nelle ex discariche '2a' e '2b'), si è passati all'esame di tutti i temi specifici affrontati dai tecnici incaricati con la progettazione nel suo insieme, ed anche di singoli aspetti come, ad esempio, le modalità delle analisi di rischio o dei procedimenti attuativi del piano di monitoraggio delle falde sotterranee.

I passi successivi saranno espletati direttamente dal Commissario delegato che procederà speditamente ad attivare le procedure di legge per l’ attuazione dell’ intervento progettato.

 Solvay, alla fine della riunione, ha ritenuto di dover formalizzare i propri impegni e le proprie proposte in ordine alla prosecuzione delle attività: riconoscimento del ruolo di «proprietario non responsabile»; trasferimento della proprietà di terreni (a titolo gratuito) e impianti (a titolo oneroso) alla pubblica amministrazione; impegno ad intervenire finanziariamente per la bonifica delle aree ex Medavox con un importo complessivo di 6 mln di euro.

Successivamente verranno verificate le modalità corrette e condivise in ordine al passaggio della titolarità dei beni immobili alla pubblica amministrazione.

«Un secondo sensibile passo in avanti - commenta l'Assessore Mazzocca - quello fatto registrare oggi in Conferenza dei Servizi. Dopo che, nei mesi scorsi, presso il Ministero dell'Ambiente era stata positivamente licenziata l'incombenza dei piani di caratterizzazione, attività propedeutica ad ogni tipo di attività progettuale, e la presentazione delle proposte progettuali del 15 aprile scorso, oggi si è avuto il tangibile riscontro di un ulteriore importante fatto nuovo, ovvero l'espressione positiva, in linea tecnica, su di una proposta progettuale organica estesa sia alle aree interne che a quelle esterne. Non sbagliavamo, evidentemente, quando ritenevamo concretamente ipotizzabile che l'approvazione, a cura del Commissario Delegato, dei progetti di bonifica sia delle aree esterne che interne potesse avvenire entro il mese di luglio».

 Intanto, la Regione ha formalizzato in sede di conferenza la propria proposta di prevedere nel progetto un intervento di riqualificazione dell'ultimo tratto di Fiume Tirino (circa 1,5 km), da oltre un secolo ingabbiato all'interno dell'area produttiva, con la creazione di vero e proprio corridoio ecologico naturale e la conseguente restituzione alla collettività.

«Un intervento di tal genere - conclude l'Assessore - costituirebbe un segnale molto forte ed emblematico di inversione di tendenza nella gestione del territorio e nella qualità ambientale desiderabile, anche per i siti produttivi per una reindustrializzazione improntata a criteri di sostenibilità dello sviluppo».