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Punto Nascita Sulmona, il taglio va in stand by per sei mesi

La parola definitiva spetterà ad una conferenza dei servizi

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SULMONA. Per il momento il territorio sulmonese può ancora continuare a sperare. La chiusura del punto nascita di Sulmona prevista per il 30 giugno sarà momentaneamente sospesa.

Il futuro resta incerto per altri 6 mesi, ovvero 180 giorni durante i quali le risposte dovranno arrivare  da una apposita Conferenza dei Servizi chiamata a mettere la parola fine sul caso. E’ quanto emerso questa mattina dalla trasferta di D’Alfonso e dei suoi assessori in occasione della Giunta tematica che si è svolta all’Abbazia Celestiniana di Sulmona.  

Con una apposita delibera , infatti, il governo regionale, ha riconosciuto il territorio di Sulmona e della Valle Peligna “area di confine”, vista la sua “particolarità geografica”. La giunta ha dato così mandato, ad una Conferenza dei Servizi interdipartimentale, di studiare il territorio in 180 giorni e trovare delle soluzioni per il progresso sociale, economico e territoriale e che, per dirla con le parole di D’Alfonso, «dovrà valutare una serie di servizi alla persona in ragione della nuova configurazione amministrativa che la Giunta regionale ha conferito alla Valle Peligna».

E in questo discorso rientra il Punto nascita dell'ospedale di Sulmona. In sostanza, «in virtù della delibera adottata oggi si consente - ha spiegato D'Alfonso - la coincidenza tra le previsioni del decreto Lorenzin e le letture dell'Agenzia nazionale sanitaria, ma anche che ogni servizio che riguarda la persona deve essere erogato in sicurezza».  Ed è in quest'ottica che sul punto nascita, chiarisce meglio Luciano D'Alfonso, «daremo luogo ad una rilettura che tenga conto ciò che ha detto l'Agenzia nazionale con le esigenze di un territorio che noi oggi abbiamo, dal punto di vista politico e amministrativo, differenziato».

Da qui l'annuncio del presidente della Giunta regionale sulla data del 30 giugno come avvio di chiusura del Punto nascita: «Si va oltre - ha assicurato - in ragione soprattutto del lavoro che dovrà fare il Comitato interdipartimentale che nei prossimi 6 mesi dovrà dare luogo ad una coerente decisione in base a quanto abbiamo deliberato oggi».

«CONFRONTO A TUTTO CAMPO»

«Questa delibera», ha spiegato invece l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, «ci permette di aprire un confronto a tutto campo sull'offerta sanitaria e socio-sanitaria e proprio facendo leva su questa specificità abbiamo individuato il presidio ospedaliero sulmonese come Polo ortopedico in ragione anche delle potenzialità di sviluppo legate al turismo invernale nell'area peligno-sangrina che conta un accesso di 780 mila turisti l'anno. Inoltre, sempre in quest'area, abbiamo voluto individuare come tema significativo la solitudine degli anziani del futuro».

Nelle intenzione della Giunta regionale, dunque, secondo quanto ha detto l'assessore Paolucci, il Polo ortopedico di Sulmona «dovrà far fronte al fabbisogno regionale in tema di ortopedia, che presenta carenze qualitative tra domanda e offerta. In Abruzzo - ha aggiunto Paolucci - sull'ortopedia abbiamo una mobilità esterna del 25%, numeri che non possiamo permetterci. La creazione di un Polo pubblico dell'Ortopedia avrà dunque il compito di ridurre questa percentuale e rendere qualitativamente migliore l'offerta sanitaria regionale».

Il RICORSO AL TAR

 La Giunta tematica all'Abbazia celestiniana ha visto la presenza anche del sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, che ha annunciato la presentazione del ricorso al Tar con richiesta di sospensiva contro il decreto commissariale 10 che stabilisce la chiusura del Punto nascita. Il sindaco ha anche avuto parole di soddisfazione verso il governo regionale per gli impegni assunti come gli 82 milioni di euro a favore del Centro Abruzzo, inseriti nella delibera e altri come il rispetto dei parametri di sicurezza imposti dall'Agenas che comportano forti investimenti da parte della Asl per il punto nascita e che ne fanno slittare la chiusura. Alla Giunta ha preso parte anche il vescovo di Sulmona, Angelo Spina, che ha fatto una disamina economica e sociale della Valle Peligna, mettendo in guardia la Giunta «dal pericolo desertificazione umana che rischia di correre il Centro Abruzzo in ragione del peggioramento della qualità della vita».

Con la delibera sui servizi al cittadino in Valle Peligna la Giunta regionale tematica ha anche approvato la delibera del bando Fas Valle Peligna rivolti ai piccoli privati per l'ammontare complessivo di 1,7 milioni di euro. «E' una decisione - ha chiarito Lolli - che porta a compimento un confronto sul territorio durato mesi e che ora dovrà tradursi in progetti e finanziamenti».

«LA BEFFA DI D’ALFONSO»

Contesta il lavoro della giunta regionale l’ex presidente del Consiglio regionale e presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano:  «D'Alfonso, è ormai noto, è abile nel fare figli e figliastri, delibera che l'area peligna diventerà presto "particolarità geografica" in stile lombardo mentre, altre zone strategiche della nostra regione, come l'Area vestina, la Val Sinello o la Val Vibrata rimangono orfani di madre e padre. Ma cosa propone di concreto la delibera approvata oggi a Sulmona? Nulla. La verità è che il presidente cerca di confondere i cittadini e nascondere i tagli alla sanità peligna, il taglio dei fondi Fas destinati per l'area industriale attraverso i contratti di Sviluppo e celare l'assenza di investimenti sul territorio, sia nel settore turistico che culturale. Ad esempio, l'ammodernamento del tratto ferroviario Sulmona-Castel di Sangro-Roccaraso, per fini turistici, è rimasto soltanto una passeggiata romantica svolta dal suo esecutivo a inizio legislatura».