L'INCHIESTA

Scontro tra 2 aerei: indagato non parla. «Pilota morto per annegamento»

Presidente Avio Club: «è stata una fatalità»

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TERAMO. Il giorno dopo lo scontro mortale nel cielo di Tortoreto Luigi Wilmo Franceschetti, il pilota di 43 anni sopravvissuto all'incidente ed indagato per disastro aviatorio ed omicidio colposo, ha preferito non parlare con gli investigatori.
L’uomo, scampato alla tragedia dell'airshow di Alba Adriatica, questa mattina ha lasciato l'ospedale 'Mazzini' di Teramo dove era arrivato con un trauma cranico ed alcune escoriazioni per tornare a Brescia, insieme alla moglie.
Franceschetti sta bene ma è ancora fortemente scosso dall'accaduto, racconta chi lo ha visto l'ultima volta prima di lasciare Teramo per far rientro in Lombardia.
Gli inquirenti, dopo avergli notificato l'avviso di garanzia e tutti gli atti relativi all'inchiesta appena aperta, gli avevano chiesto se la sentiva di fornire una prima ricostruzione dell'accaduto.
L'uomo, molto provato dalla vicenda e dalla morte del collega, sarà adesso ascoltato nei prossimi giorni alla presenza del suo legale e già nelle prossime ore potrebbe decidere di nominare un consulente sia per gli accertamenti tecnici irripetibili sui due velivoli coinvolti nell'incidente sia per l'autopsia sul corpo di Marco Ricci, fissata per mercoledì.

Autopsia che verrà effettuata non più a Giulianova ma a Teramo, dove il corpo della vittima è stato trasportato nella nottata di ieri a causa del mancato funzionamento delle celle frigorifere del nosocomio giuliese, e che dovrà chiarire la causa della morte del quarantasettenne di Siena.
Intanto stamane sono iniziate le operazioni di recupero del Van's biciclo guidato da Franceschetti e quello, al largo della spiaggia di Tortoreto ai cui comandi c'era Ricci.
L'autopsia sarà eseguita mercoledì mentre i resti del velivolo saranno depositati nell'hangar dell'Avio Club Val Vibrata per le perizie tecniche del caso. Il pm Stefano Giovagnoni, titolare dell'inchiesta, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Un atto dovuto e necessario per permettere l'acquisizione di elementi utili all'inchiesta, per ascoltare le parti, organizzatori e testimoni e per esperire gli accertamenti tecnici irripetibili. Ad assistere alle acrobazie aeree c'erano le mogli dei quattro piloti ed anche il figlio minorenne di Ricci.
Dai primi rilievi sembrerebbe che la vittima sia morta per annegamento, ma solo l'esame autoptico potrà confermarlo. Sulla vicenda, intanto, è stata aperta un'inchiesta parallela dell'agenzia nazionale per la sicurezza del volo, con la Procura che nelle prossime ore nominerà un proprio consulente per gli accertamenti irripetibili che saranno effettuati sui due velivoli.

Velivoli il cui recupero è ancora in corso, con la situazione più delicata che interesserebbe proprio il mezzo su cui si trovava il pilota sopravvissuto, ammarato a due metri dalla riva e che rischierebbe di spezzarsi. Intanto il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha già disposto l'acquisizione di tutta una serie di documenti relativi ai due mezzi, all'organizzazione dell'evento e ai due piloti, anche per verificare l'esistenza di eventuali problemi di salute che potrebbero aver concorso alla tragedia, così come sono stati acquisiti numerosi filmati mente si è in attesa di recuperare quelli delle microcamere installate sui due velivoli.
In queste ore, infine, gli investigatori hanno ascoltato e stanno ascoltando tutta una serie di persone, a cominciare dai responsabili dell'organizzazione dell'evento.

«UNA FATALITA’»
L'aviosuperficie di Corropoli (Teramo) era il campo da cui sono partiti i quattro velivoli dell'esibizione.
«Una fatalità. Tutti e quattro i piloti sono cari amici e Ricci lo conoscevo bene - racconta il presidente dell'Avio Club, Remo Dezi, esperto pilota. Mi aveva consegnato i suoi effetti personali prima di decollare per Alba Adriatica (Teramo) perchè li custodissi. Gli ho fatto gli auguri di buona fortuna per l'esibizione ed una pacca beneaugurale. Lo aspettavo al pomeriggio, dopo lo show, per fare il pieno al suo 'Esperimental' con il quale sarebbe tornato in Toscana. Invece non l'ho più visto ed è stato uno shock».
Dezi confida nella magistratura perchè faccia luce sul disastro aereo ma accampa la sua versione dei fatti frutto dell'analisi delle sequenze fotografiche. Esclude il guasto tecnico preferendo la pista dell'errata manovra.
«L'errore umano potrebbe essere la causa - aggiunge Dezi - durante la manovra del volo a specchio». Secondo il presidente dell'aviosuperficie teramana Ricci sarebbe "entrato" nel velivolo di Franceschetti dall'elica provocando la rottura dell'ala nell'impatto. Ricci si è inabissato mentre Franceschetti ha adottato la manovra di sicurezza ed emergenza secondo il manuale: ha aperto il cupolino e si è tolto la cuffia per tentare di uscire. Il biciclo, va aggiunto, riesce ad atterrare su superfici solide e piane mentre in acqua, come poi è accaduto, ha cappottato.

CODACONS: «VIETARE ESIBIZIONI»
«Vietare le esibizioni acrobatiche degli aerei nei cieli italiani», chiede intanto il Codacons. «Non è la prima volta che esibizioni acrobatiche aeree si concludono in tragedia, in Italia come nel mondo - spiega l'associazione. La lista di incidenti con morti e feriti è lunga, e di fronte all'ennesimo dramma chiediamo una seria riflessione».
«Crediamo sia giunto il momento di vietare le esibizioni acrobatiche degli aerei in Italia, poichè i pericoli legati a tali manifestazioni sono troppi - afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi. E' sufficiente un minimo errore per causare una tragedia, e i pericoli non riguardano solo i piloti, ma coinvolgono anche il pubblico. Le istituzioni farebbero bene a riflettere sulla reale necessità di consentire ancora simili eventi nel nostro paese».