LA PROTESTA

Trasporti: sciopero 4 ore. «D’Alfonso rispetti le promesse». Adesione al 33%

D'Alessandro: la protesta è fallita

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PESCARA. Presidio di protesta dei sindacati e dei dipendenti delle società di trasporto, venerdì mattina, davanti alla Regione Abruzzo, a Pescara, nell'ambito dello sciopero di quattro ore proclamato da Filt-Cgil e Ugl per protestare contro la politica regionale dei trasporti dopo la fusione di Arpa, Gtm e Sangritana e la nascita dell'azienda unica Tua.
Diverse decine i manifestanti che, tra striscioni e bandiere, hanno protestato davanti all'edificio di viale Bovio. Le adesioni allo sciopero, fanno sapere i sindacati, potrebbero arrivare a poco meno del 50%: dati "straordinari" a Pescara, dove, secondo le organizzazioni, in Gtm si è sfiorata quota 90%, numeri positivi anche ad Avezzano (L'Aquila), dove le stime parlano di un 70-80%, e percentuali "alte" anche nel Teramano.
«Siamo andati ben oltre la rappresentanza delle nostre due sigle sindacali - commenta il segretario regionale della Filt-Cgil, Franco Rolandi - i dati sono straordinari e siamo convinti che dopo la risonanza dell'iniziativa odierna tanti altri lavoratori si avvicineranno e capiranno le nostre ragioni». A margine del presidio di protesta davanti alla Regione, i sindacati hanno incontrato una delegazione del Governo regionale. C'erano, tra gli altri, gli assessori Mario Mazzocca e Donato Di Matteo, il direttore generale dell'ente, Cristina Gerardis, e il direttore della Direzione e Servizi Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica, Carla Mannetti.
«Abbiamo chiesto loro - spiega Rolandi - che i trasporti vengano gestiti direttamente da chi detiene la delega, cioè D'Alfonso, per fare in modo che tutto ciò che è stato dichiarato in campagna elettorale venga rispettato. Abbiamo anche spiegato che ci rimane difficile avere un rapporto normale e corretto con il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Camillo D'Alessandro».
Non hanno aderito allo sciopero, invece, la Fit Cisl, Uil Uilt e Faisa Cisal che spiegano: «se oltre il 70% dei lavoratori non ha partecipato alla manifestazione indetta  da due sigle sindacali dimostra ampiamente che i lavoratori del settore hanno ben compreso quanto sia complicato lo scenario in cui si sta gestendo la riforma dei trasporti e la nascita della nuova società regionale. Non può permettersi ad alcuno di strumentalizzare o consentire che una riforma epocale subisca l’ostruzionismo di chi rappresenta interessi di alcuni gruppi di lavoratori che difendono alcune situazioni non più sostenibili. Questi, rappresentanti di interessi puntuali e non collettivi, non sono altro che soggetti alla ricerca di visibilità che non propongono alcuna soluzione per uscire dalle difficoltà e che addirittura sfuggono al confronto incitando le folle».
Intanto Maurizio Acerbo se la prende con il sottosegretario Camillo D’Alessandro che ha reagito allo sciopero del trasporto pubblico definendolo 'pretestuoso' e poi ha attaccato i 'privilegi' dei lavoratori del comparto.
«Camillo metta su internet», chiede Acerbo, «quanto riceve mensilmente così i lavoratori e i cittadini potranno verificare differenze. Luciano D'Alfonso e i suoi consiglieri e assessori comincino loro a dare il buon esempio tagliandosi la retribuzione complessiva come avevano promesso in campagna elettorale».
«Avevano detto - ha sottolineato - che avrebbero equiparato la retribuzione a quella del sindaco della città capoluogo cioè a circa 5.000 euro lordi. Passate le elezioni invece di tagliarsi lo stipendio hanno tagliato i fondi al trasporto pubblico, tagli che non avevano annunciato in campagna elettorale durante i confronti con i sindacati dei trasporti. Non mi pare dunque che Camillo D'Alessandro sia nelle condizioni morali di fare prediche ai lavoratori».

D’ALESSANDRO: «LO SCIOPERO E’ FALLITO»
«Lo sciopero è fallito non solo sui numeri, ma anche sulle  ragioni infondate assunte come scusa per lo sciopero», ha detto ancora D’Alessandro.
«Andiamo avanti con la serenità di aver salvato 1.600 posti di lavoro, nonostante  esuberi e debiti ereditati dalla lunga storia delle non riforme che producono emergenze, che noi inequivocabilmente abbiamo risolto a partire dalla riduzione del taglio di 5-6 milioni di euro. Andiamo avanti con la riforma e con il dialogo, l'unica via per salvare l'azienda unica, posti di lavoro e garantire il futuro del trasporto pubblico locale».
«Mi dispiace per il segretario regionale della Filt-CGIL Rolandi: anche se non vuole parlare con me, io voglio continuare a parlare con tutti, nel rispetto di tutti. È la democrazia che stabilisce chi sono gli interlocutori, non certo Rolandi, ma sono certo che se ne farà una ragione».

ADESIONE AL 33%
I numeri comunicati da Arpa parlano di una adesione del 33,4%  nelle tre aziende regionali ARPA, GTM, SANGRITANA.  Su un totale di 887 lavoratori in servizio nelle fasce orarie interessate dallo sciopero, coloro che si sono astenuti dalla prestazione sono stati 297 pari al 33,4% degli addetti in servizio.
Nel dettaglio, in Arpa hanno scioperato in 163 su 496, pari 32,8%, in GTM  gli aderenti allo sciopero sale al 55,7% , essendo stati 102 gli aderenti alla protesta su 183. In Sangritana si è registrato il più basso indice di consensi per un numero di scioperanti pari a 32 su un totale di 208, che in percentuale dà un 15,3% .
«Date le caratteristiche dello sciopero limitato a fasce orarie che non interessavano gli utenti  abituali del trasporto pubblico, studenti e lavoratori pendolari, si può dire che il disagio per la protesta dei sindacati Filt-Cgil e Ugl autoferrotranvieri è stato limitato», chiude Arpa.