DITTATURA DEL PETROLIO

I tecnici delle associazioni passano Ombrina ai raggi X: «progetto superficiale ed errori»

Ambientalisti offrono a Regione lavoro commissione scientifica

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ABRUZZO.  Le associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo e Wwf illustrano le «criticità» di Ombrina mare e le «carenze» del progetto presentato da Rockopper rilevate dalla loro commissione tecnico-scientifica e mettono lo staff di esperti gratuitamente a disposizione della Regione e della comunità affinché tali istanze vengano «rappresentate nei tavoli opportuni», con l'obiettivo di fermare un progetto «certamente complesso, ma presentato in maniera a dir poco superficiale».
 A fare il punto della situazione, in conferenza stampa, c'erano, oltre agli esponenti delle diverse associazioni, anche i componenti della commissione scientifica: Francesco Brozzetti, Università D'Annunzio, geologo strutturale; Massimo Colonna, chimico; Piero Di Carlo, Centro di Eccellenza Cetemps Università dell'Aquila, fisico dell'atmosfera; Maria Rita D'Orsogna, California State University at Northridge, fisico; Loredana Pompilio, Università D'Annunzio, geochimico; Francesco Stoppa, Università D'Annunzio, vulcanologo, geochimico. In uno studio in corso di elaborazione, gli esperti hanno riscontrato criticità nella presentazione dei dati e dei calcoli sulle emissioni in atmosfera, in quanto «i calcoli sono basati su ipotesi non supportate da dati meteorologici reali», rischio di subsidenza sottovalutato, carenza sulla descrizione dell'impianto dal punto di vista ingegneristico, possibile utilizzo di additivi dei fanghi e fluidi perforanti, senza spiegare il loro impatto sulla vita marina, criticità legate alla gestione dei rifiuti prodotti dalle attività di perforazione e di desolforazione.

INQUINANTI IN ATMOSFERA
Secondo gli esperti i modelli di dispersione in atmosfera degli inquinanti sarebbero trattati con genericità dei dati, inesattezze e incongruenze; inesatti e approssimativi anche i dati meteorologici usati come input dei modelli.
«Le emissioni di inquinanti in atmosfera, dichiarate dall’azienda», dicono gli esperti, «sono del tutto generiche e spesso uguali in valore al limite massimo stabilito dalla normativa. Mettendo da parte la strana coincidenza di avere un impianto che emetterà esattamente quanto stabilito dalla legge, in ogni caso ciò significherebbe che l’impianto, anche nella normale attività, lavorerebbe al limite legislativo! Quindi un qualsiasi evento avverso porterebbe il sistema “fuori legge”. La carenza di informazioni sulla composizione chimica dei gas emessi in tutte le fasi impedisce inoltre un corretto calcolo delle emissioni di inquinanti a carico delle diverse sorgenti».
«Le analisi modellistiche di impatto degli inquinanti emessi dalle attività di Ombrina sulla qualità dell’aria nelle aree costiere sono basate su ipotesi non supportate da dati meteorologici reali, effettivamente misurati».

 In particolare viene riportato che: «si osserva un regime di venti costante durante tutto l’arco dell’anno per entrambe le stazioni, con prevalenza di vento di intensità medio bassa proveniente da Nord-Ovest».
«Questa», ribadiscono gli esperti, «è una approssimazione errata perché non tiene conto dei regimi di brezza che dominano il trasporto di masse d’aria sulla costa. Le brezze sono quelle che di giorno trasportano, in maniera dominante, le masse d’aria, e quindi gli inquinanti, dal mare sulla costa. Valutazioni di impatto che si basano su regimi meteorologici che non tengano conto delle brezze producono dei risultati del tutto lontani dalla realtà, come quelli presentati in Commissione VIA».

«La Regione Abruzzo - dicono gli ambientalisti - deve adoperarsi con tutti i mezzi a propria disposizione per rappresentare con forza la volontà popolare espressa ancora una volta con estrema chiarezza nella manifestazione dello scorso 23 maggio a Lanciano (Chieti). Deve in particolare far valere le proprie scelte politiche di indirizzo sul tipo di sviluppo economico che intende perseguire e deve evitare di ripetere errori imperdonabili come quello di non aver inviato un proprio delegato per i lavori della Commissione Via presso il Ministero dell'Ambiente».
 Le associazioni ribadiscono la propria «scelta in favore del Parco della Costa Teatina e di una economia diversa per l'Abruzzo che tenga conto dei tanti investimenti con denari pubblici fatti in questi anni in favore di comparti economici importanti, che sarebbero vanificati da una scellerata scelta in favore della petrolizzazione. Né va sottaciuto - sottolineano - che il petrolio estratto porterebbe vantaggi solo alle compagnie».
«In Italia, nonostante l'assenza di programmazione e regole certe, l'utilizzo di fonti rinnovabili continua a crescere, cambiando in modo irreversibile il quadro energetico del paese - osservano -. Un futuro fuori dal petrolio non è più solo una possibilità, ma una realtà concreta e la politica nazionale e regionale ha il dovere di saper leggere una volta per tutte questa realtà. Progetti come Ombrina sono soltanto retaggi di un modello di sviluppo anacronistico e ormai insostenibile. Segnano un passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresentano un rischio per il territorio, come sarà ampiamente dimostrato dai contributi scientifici in corso di preparazione», concludono le associazioni.

 
OMBRINA MARE 2, LA STORIA IN BREVE
1.    Le prime indagini vennero condotte nel periodo 1955 – 1970 dall’AGIP alla quale seguì, nel periodo 1970 – 1973, la Gulf Italia; entrambe rinunciarono alla coltivazione. L’esperienza proseguì nel periodo 1975 – 2000 con la ELF Italiana che realizzò i pozzi Rombo Mare e Aguglia 1, risultati sterili, e il pozzo Ombrina Mare 1 che, pur risultato mineralizzato ad olio e gas, non garantiva un programma di coltivazione
·     2002. Arriva Gas Concordia che richiede l'area e riparte con l' Istanza di Permesso accordata;  nel 2005 ottiene anche il Permesso di Ricerca. Contemporaneamente all’acquisizione del titolo Gas Concordia cede l’intero pacchetto a una sua controllata, la Intergas Plus, e fa richiesta di un pozzo esplorativo, Ombrina Mare 2. Nel 2008 Ombrina passa alla Medoil Gas, che è l’esecutrice del pozzo di ricerca Ombrina Mare 2. I lavori sono completati nel giugno 2008. Prime manifestazioni di contrarietà, con Maria Rita D'Orsogna.
·    2010. Medoil presenta in sede di VIA il progetto di coltivazione-istanza a coltivare-; parte una grande mobilitazione per inviare osservazioni in critica al progetto per l’esame della commissione di valutazione ambientale. Arriva il decreto Prestigiacomo e il Ministero dell’Ambiente l’8/11/2010 attraverso la commissione VIA da parere negativo al progetto.
·    2012. 22 giugno: l’art.35 DL 83/2012, comma 1, modifica l’art. 6, comma 17 del D.Lgs n.128/2010. In sostanza vengono resi inefficaci i limiti posti di 5/12 miglia dalla costa, per progetti antecedenti il Decreto Prestigiacomo del 2010. Il mese successivo La Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero trasmette alla Commissione Tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale (CTVIA), una nota in cui si chiede il riavvio della attività istruttoria- nota prot.DVA-2012-0016621-. Riparte la fase istruttoria CTVIA, come se non fosse mai esistito il parere negativo di due anni prima. La società presenta delle integrazioni al progetto Ombrina Mare 2.
·    2013. Il 25 gennaio, inspiegabilmente, arriva il parere positivo con l’esonero di procedere subito all’approfondimento AIA -Autorizzazione Integrata Ambientale-, spostandola di 4 anni dall’inizio attività. Ministro dell’ambiente era Clini, lo stesso che nel 2014 sarà accusato per corruzione. 28 maggio 2012 WWF presenta una diffida per il riavvio del tutto irrituale in seguito a un parere negativo. Cambia governo e cambia ministro. Il nuovo responsabile dell’ambiente Orlando stabilisce che invece la Medoilgas per Ombrina dovrà fare l’AIA, come da normativa. La Medoil ricorre al TAR Lazio, che nel marzo 2014 respinge detto ricorso, ritenendo l’AIA espressione del Principio di Precauzione per la tutela dell’ambiente.
·    2014. Il 30 marzo inizia procedura AIA. Il WWF organizza una “task force” tecnico scientifica per produrre osservazioni dettagliate, Legambiente si unisce nella presentazione delle osservazioni. Maria Rita D’Orsogna sollecita e ottiene 400 note di critica da cittadini comitati e associazioni, il ministero è sommerso. Fine anno 2014, Ombrina diventa della Rockopper, una società inglese
·    2015. Ombrina a marzo ottiene il parere favorevole dell’AIA.