LA PROTESTA

Liberalizzazione imprese mortuarie, protesta con marcia funebre al Consiglio regionale

Contestata modifica legge regionale su disponibilità auto

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L’AQUILA. Un gruppo di imprenditori titolari di imprese funebri, così come avevano annunciato ieri, hanno protestato martedì mattina davanti al palazzo dell’Emiciclo esponendo striscioni e proposto la marcia funebre per contestare il rischio di liberalizzazione del settore introdotto dalla modifica della legge regionale 41-2012 che la Regione vuole operare con un emendamento del consigliere regionale e vice presidente del consiglio Lucrezio Paolini (Idv).
L’emendamento Paolini, che ha scatenato la dura protesta di circa il 75% delle imprese che operano sul territorio regionale, prevede l’eliminazione di uno dei requisiti minimali per le attività del settore ovvero la proprietà «continuativa e funzionale» dei mezzi (carri funebri).
«Nell'emendamento si sostituisce la parola 'disponibilità continuativa e funzionale dell'auto funebre con la semplice 'disponibilità' - spiega il vice presidente Federcofit Abruzzo, Pierpaolo Di Rocco, - e così si apre una possibilità del noleggio del mezzo attivando concorrenza sleale contro chi ha speso anche 150 mila euro per dotarsi di un mezzo. Evenienza, quella del noleggio, illegittima. Questa legge costituisce un illecito, ci deve essere immediata modifica».
Sui numerosi carri funebri parcheggiati davanti al palazzo del Consiglio, i titolati hanno esposto slogan come "basta con le furbate", "la legge vuole tutelare le famiglie e gli operatori seri o premiare solo i furbi?", "Paolini, chi ti ha suggerito questo emendamento?".
Tutto è avvenuto tra le note della marcia funebre. I manifestanti hanno anche chiesto un incontro ai vertici regionali.

PAOLINI: «CONCORRENZA POTREBBE LIMITARE COSTI»
«La mia speranza è che, oltre che migliorare il servizio, la concorrenza possa anche limitare i costi, che per le famiglie diventano un ulteriore fardello aggiunto alla perdita degli affetti», ha spiegato invece il vice presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Lucrezio Paolini artefice dell’emendamento contestato.
«La legge 41 del 10 agosto 2012 su Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria obbliga le imprese che esercitano il servizio ad avere, a partire dal 30 giugno, la disponibilità continuativa e funzionale di almeno un carro funebre – sottolinea Paolini - Nel gennaio del 2014 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sancito che non si può obbligare l'impresa ad acquistare il mezzo, ma lo stesso può essere detenuto anche a noleggio o in comodato».
«Comprendiamo bene le esigenze dei gestori delle grandi imprese che vogliono limitare la nascita di nuove aziende, ma questo contrasta con il legittimo diritto dei cittadini ad avere ampia scelta nell'affidamento di un servizio tanto delicato», conclude.
Intanto dopo l’incontro con le federazioni funebri il Movimento 5 Stelle ha presentato la Proposta di legge per le Modifiche ed Integrazioni alla legge regionale che sancisce che tutti i soggetti che intendono svolgere l’attività funebre devono possedere, tra i vari requisiti, la disponibilità continuativa e funzionale di almeno un’auto funebre in proprietà o in contratto leasing.

«STOP STRUMENTALIZZAZIONI»
Ma le federazioni del settore contestano le dichiarazioni di Paolini: «un carro funebre in ammortamento, a seconda delle dimensioni dell'impresa, costa molto ma molto di meno di un noleggio, peraltro illegittimo, per un funerale. Spese che pagherebbe la famiglia del defunto».
E le associazioni non condividono nemmeno l’intenzione, esplicitata da Paolini, di voler limitare, con il suo emendamento, i costi a carico delle famiglie: «in regione c’è un tasso di mortalità pari a 12.000 decessi, che, diviso per il numero delle imprese (300) è pari a 40 servizi all’anno per ogni attività, quindi siamo sotto la media dei 50 servizi, cifra che permetterebbe una sana e corretta gestione di impresa. Andare sotto i 50 significherebbe costringere le ditte ad evadere il fisco, a effettuare trasporti funebri con personale in nero e ridurre la fascia di attrezzature che innoverebbero ambienti, al fine di rendere meno triste un evento luttuoso».

«Caro Paolini», continuano le federazioni, «vista la sua sensibilità a spogliare la norma dei requisiti minimali per la tutela di un trasporto funebre di salma nel pronto intervento e di cadavere (ha studiato la differenza?) nella sua zona, Giuliano Teatino, Ari, Canosa Sannita, Arielli, Ripa Teatina, Tollo, Guardiagrele e altri paesi della sua zona, zona nella quale è stato eletto, esistono intermediari (i famosi segnalatori di zona) vietati dalla legge regionale. Perchè, nella tutela degli interessi delle famiglie colpite da lutto, lei non è intervenuto? Questo forse non glielo hanno segnalato?»