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Il Ds de L’Aquila Calcio al telefono: «sono intoccabile». Oggi l’interrogatorio

«Quando devo far i poteri forti li faccio arrivare. Famosi massoni amici tuoi»

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L'AQUILA. «Hai visto che non mi hanno squalificato? Uno che fa una cosa del genere dovrebbe essere squalificato o no? E come mai nessuno mi ha toccato? Ma tu lo sai che quando devo far i poteri forti, li faccio arrivare no? Famosi massoni, amici tuoi».
 Tutta la baldanza del sistema di Ercole Di Nicola, ormai ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila Calcio, in una delle intercettazioni telefoniche citate tra le 1.263 pagine del fermo di indiziato di delitto disposto dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha arrestato 50 persone nell'ambito del nuovo scandalo calcioscommesse che ha travolto lo sport italiano.

Di Nicola, 38 anni, originario di Atri (Teramo) è una delle figure chiave di una rete di relazioni che truccava partite in Coppa Italia, serie B e Lega Pro, tra cui quelle, almeno quattro nello scorso campionato, della sua L'Aquila. In quella intercettazione Di Nicola stava parlando con Silvia Canfora, segretario del settore giovanile e sorella dell'addetto stampa rossoblù Alessandro, entrambi non coinvolti nell'inchiesta, della partita L'Aquila-Pisa 1-4 del 25 ottobre 2014.
Al termine del match il dirigente, come ricordano i pm, «intervistato, dimostrava tutto il suo disappunto per l'operato della terna arbitrale che riteneva responsabile della sconfitta della sua squadra, definendo l'arbitraggio scandaloso e i giudici di gara addirittura 'gentaglia'. Nell'intervista - prosegue il documento - Di Nicola era chiaro definendo la partita segnata dalle decisione arbitrali e attribuendo tale arbitraggio vergognoso quale conseguenza di una intervista di fuoco di Braglia (Piero - allenatore del Pisa) di due settimane prima, che quindi, a suo dire, aveva condizionato in favore del Pisa l'operato della terna arbitrale».

Ed è fissata per oggi, 21 maggio, alle 14, nel carcere di Venezia, dove è detenuto, l'udienza di convalida dell'arresto per Ercole Di Nicola.
Nell'ambito della stessa udienza ci sarà l'interrogatorio di garanzia per il ds sospeso dalla società rossoblù. Entrambe le fasi saranno effettuate in rogatoria visto che l'inchiesta è della Procura di Catanzaro. Di Nicola incontrerà domattina il suo legale di fiducia, l'avvocato Libera D'Amelio, del foro di Teramo, arrivata in serata a Venezia.
«Staremo insieme tutta la giornata per parlare, studiare e decidere - spiega il legale -. Se conosco un po' il mio assistito, del quale sono molto amica, sarà un fiume in piena. Ma decideremo per il meglio domani». D'Amelio non ha sentito Di Nicola ma dagli uffici del carcere ha saputo che ha ricevuto il telegramma di vicinanza da parte della famiglia e che vuole appunto parlare con il suo legale «anche per avere un contatto umano». Oggi l'avvocato teramano non si sbilancia nel merito delle pesanti accuse «non avendo ancora avuto le carte».
 Mentre L'Aquila Calcio sarà difesa dall'avvocato di origini abruzzesi Flavia Tortorella nel processo che la giustizia sportiva incardinerà dopo la nuova inchiesta sul calcioscommesse della procura di Catanzaro.

Tortorella, di Chieti, si è occupata in carriera anche del processo Calciopoli. La società rossoblù rischierebbe molto, dipende dall'accusa che le pioverà addosso: stando a fonti vicine agli ambienti della giustizia sportiva, se sarà accusata di responsabilità oggettiva, quindi illecito sportivo, scatterà una penalizzazione di 3 punti per ogni partita dell'Aquila Calcio finita sotto inchiesta - fino ad oggi quattro match - e quindi 12 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione restando in Lega Pro; se sarà invece per responsabilità diretta, vorrà dire sarà retrocessione in Serie D con penalizzazione, il che, tradotto, significa che Di Nicola, da "semplice" tesserato, sarà considerato a tutti gli effetti un factotum della società - nonostante non abbia mai avuto alcun potere speciale come ad esempio quello di firma per gli accordi con i procuratori sportivi, come provato nella dichiarazione di ruoli e responsabilità che la società ha comunicato alla Lega a inizio stagione - il che sarà un'aggravante decisiva per la società del presidente, Corrado Chiodi il quale, insieme al vice Massimo Mancini, difende l'operato della società.
«Non è possibile pensare di controllare 24 ore su 24 persone che poi si scopre si comportano in un certo modo per un ritorno personale, cosa che esula dal lavoro regolare per una società di calcio», spiega Chiodi. Per Mancini, «L'Aquila Calcio non permetterà di far distruggere ciò che è stato conquistato in anni di fatica e onestà. Siamo qui ancora più forti e decisi di prima per tutelare un patrimonio sportivo della città e per difendere chi come la tifoseria rossoblù si sente tradita ed è arrabbiata per ciò che sta accadendo».

E si terrà sempre oggi pomeriggio nel carcere di Ascoli Piceno l'udienza di convalida del fermo di Enzo Nucifora, 70 anni, avvocato e ex ds della Torres, arrestato ieri a San Benedetto del Tronto.
«Innanzitutto chiariamo che Nucifora non scommetteva e non dava indicazioni per farlo - afferma il difensore, l'avv. Francesco De Minicis -. Ci sono conversazioni con persone che avevano il telefono intercettato in un linguaggio che per la procura di Catanzaro avrebbe del 'criptico'. Una frase è assolutamente priva di ogni profilo giuridico, sull'altra sapremo chiarire al giudice il senso».
 Il legale presenterà al Gip di Ascoli istanza di scarcerazione o quantomeno di arresti domiciliari.