OK IL PREZZO E' GIUSTO

Immobile Asl Pescara, D’Amario convince anche la Commissione Vigilanza

«Procedura corretta e perfetta economicità dell’oeprazione»

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PESCARA. «I dati e i documenti forniti dalla relazione del direttore D’Amario ci hanno permesso di verificare la correttezza delle procedure e la perfetta economicità dell’operazione, soprattutto rispetto ai canoni di affitto pagati fino a oggi dalla Asl di Pescara».
Il responso arriva dal presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo (FI), al termine dell’audizione di ieri del direttore generale dell’azienda sanitaria locale. L’audizione in Commissione era stata richiesta in seguito al clamore e alle polemiche apparse sui media riguardanti proprio l’operazione immobiliare dell’Asl del capoluogo adriatico.
L’Asl infatti nei mesi scorsi ha acquistato dall’imprenditore Ermanio Cetrullo lo stabile di via Rigopiano per 2,8 milioni di euro. Lo stesso edificio era stato acquistato due anni prima dallo stesso imprenditore a 900 mila euro. Un prezzo quasi triplicato che era valso a D’Amario l’assegnazione del ‘provol-oscar’ da parte di Striscia La Notizia
ma anche l’apertura di una indagine penale che si avvia verso l’archiviazione. In ballo anche un esposto alla Corte dei Conti firmato dal Movimento 5 Stelle

e come strascico parallelo anche una denuncia con richiesta di risarcimento danni da 250 mila euro per diffamazione da parte del presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, al grillino Domenico Pettinari.
La stima del prezzo sborsato dalla Asl, come ha spiegato più volte D’Amario, è stata effettuata dalla Agenzia delle Entrate che ha valutato il valore della struttura 3mln di euro.
Nei giorni scorsi D’Alfonso, ha pubblicato su Facebook la documentazione inerente l’acquisto dimostrando che proprio l’ente regionale chiese ad un certo punto lo stop e chiese una puntuale relazione sulla vicenda. «Si chiede», scriveva D’Alfonso, «se non si possa avere una diversa valutazione circa la scelta operata».
A febbraio intervenne anche l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci che intimò «il divieto assoluto di procedere alla prosecuzione contrattuale. Al riguardo si evidenzia l’incoerenza della condotta descritta in relazione al lavoro di risanamento e di razionalizzazione del patrimonio esistente»
Ma il divieto venne ignorato.
Il manager D’Amario, nel corso dell’incontro di ieri, ha voluto chiarire dettagliatamente tutti i termini di questa vicenda e ribadito che è stato fatto tutto secondo le norme, approfittando anche per dare chiarimenti su altre polemiche come quelle sull’accesso agli atti, «perché – ha rivendicato più volte D’Amario nel corso dell’audizione – la Asl di Pescara è una casa di vetro dove tutto è assolutamente trasparente e verificabile».
In merito alla querela sporta contro Striscia la Notizia, che aveva mostrato uno stabile fatiscente al posto di quello realmente acquistato dall’azienda sanitaria, D’Amario ha informato i componenti della Commissione che userà i soldi dell’eventuale risarcimento per finanziare la realizzazione di un asilo nido a servizio delle mamme dipendenti della Asl pescarese».
D’Amario non ha gradito il servizio dei due inviati Fabio e Mingo che nel frattempo sono stati pure sospesi dal programma Striscia La Notizia. Una sospensione che non ha nulla a che fare con l’incursione nell’ufficio del manager pescarese, come qualcuno aveva ipotizzato, ma che sarebbe legata alla realizzazione di finti scoop mandati in onda nel 2013. I due hanno replicato sostenendo di aver sempre agito in accordo con gli autori ma per Antonio Ricci il caso sembra chiuso e i due sembrano destinati a non far parte più dello show.