NERO O VERDE?

Ambiente: Acerbo, inchiesta Ue? «gestione perversa bipartisan, che figuraccia»

Febbo: «norme su procedura Via ancora efficaci, nessun congelamento»

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PESCARA «Abbiamo contestato per anni il fatto che l'Abruzzo fosse in contrasto con le direttive europee per quanto riguarda le procedure relative alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). E' gravissimo che quella che dovrebbe essere la regione verde d'Europa, si ritrovi nell'elenco delle regioni 'canaglia'».
Lo afferma Maurizio Acerbo (Rc), a proposito dell'inchiesta aperta dall'Ue, parlando di una «figuraccia» e sottolineando che in Abruzzo «classe politica e imprenditoriale sono da terzo mondo».
Rilanciando l'allarme e il disappunto espresso dal Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, che l'altro giorno ha fatto sapere dell'inchiesta della Commissione Europea, Acerbo sottolinea che «errare è umano, perseverare è diabolico».
Nella lettera di fine marzo 2015 si può leggere che i servizi della Commissione hanno ritenuto che in Italia (e in Abruzzo) «vi sia un problema di natura sistematica nell'applicazione delle disposizioni di cui all'Art.6 commi 2, 3 e 4 della Direttiva Habitat» (quelli che impongono la Valutazione di Incidenza Ambientale).
La Commissione Europea suggerisce ben 21 azioni da attuare velocemente.

«GESTIONE PERVERSA BIPARTISAN»
C'è stata una gestione perversa bipartisan, dalla Giunta regionale Pace a quella Chiodi - afferma - Non è mai cambiato nulla. Fu approvata la mia legge, contenente tutti gli elementi che ora ci chiede l'Ue, che andava a sanare una situazione assurda in materia di Via e di Vinca e di una normativa non in linea con le regole dell'Europa, ma è stata subito annullata dopo un'offensiva del direttore Antonio Sorgi e di Confindustria, secondo cui quella norma metteva l'Abruzzo nelle mani degli ambientalisti».
«Le lobby degli inquinatori e dei cementificatori, insieme all'ignoranza politica - aggiunge - hanno fatto si che l'Abruzzo sia una regione canaglia, mentre dovrebbe avere un ruolo guida su queste materie. Siamo in questa situazione perché abbiamo non solo una classe politica ma anche una classe imprenditoriale da terzo mondo, mentre gli unici al passo coi tempi e con l'Europa - conclude Acerbo - sono gli ambientalisti».


Intanto il presidente della Commissio Vigilanza coregge il tiro degli ambientalisti e smentisce il Forum abruzzese: «la norma impropriamente chiamata "Acerbo" sulle procedure Via era stata votata nel 2012 quando a governare la Regione Abruzzo c’era il centrodestra e senza i voti dell’allora maggioranza le nuove norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale non sarebbero mai state approvate. Non risulta ci sia stato nessun “congelamento” ma quel testo è tuttora applicato ed efficace ad eccezione del solo comma 2 che tratta di questioni di natura organizzativa e in particolare si riferisce alla impostazione di una newsletter digitale».
Febbo precisa anche che il testo nella sua complessità «era ed è efficace», ad eccezione del comma 2 la cui inefficacia è stata prorogata dal centrodestra al 30 giugno 2014 e lo stesso ha fatto l'attuale maggioranza e il Presidente D’Alfonso.
«Norme efficaci ed efficienti sulla cui bontà siamo fermamente convinti e per questo vigileremo su qualsiasi tentativo di modificarle», assicura Febbo. «Questo a dimostrazione, qualora ve ne fosse ancora bisogno, di come si è comportato il Governo Chiodi, e il centrodestra, nei 66 mesi di amministrazione: blocco dell'impianto ENI di Ortona, nessuna autorizzazione rilasciata per estrazioni di idrocarburi né in mare né a terra e potrei continuare. Soprattutto massima trasparenza nelle procedure e ampia partecipazione cosa che non mi sembra stia avvenendo ora, basta vedere la vicenda dell’impianto stoccaggio GPL al porto di Ortona, il cementificio di Bussi, le mancate partecipazioni AIA e VIA nazionale su Ombrina Mare ed Elsa 2, mancata definizione (bocciatura) al 31.03.2015 di quelle richieste che ai sensi dell'art. 38 dello Sblocca Italia (o meglio SbloccaTrivelle) sono passate di competenza dello Stato e di cui ottengono risposta».

«FEBBO AMBIENTALISTA SOLO ALL’OPPOSIZIONE»
«L'ex-assessore Mauro Febbo è evidentemente disinformato o smemorato sulla vicenda della norma sulla V.I.A. e della V.I.N.C.A», replica però Acerbo.
«Non mi interessano le dispute sulla paternità della norma che anche con il suo voto fu poi "congelata". Mi dispiace per Febbo ma gli ambientalisti l'hanno chiamata "norma Acerbo" perché Acerbo l'ha scritta con loro e fatta approvare in Consiglio Regionale con un suo emendamento come condizione per rinunciare all'ostruzionismo. Dopo averla votata il centrodestra si rimangiò il provvedimento bloccandone a più riprese l'entrata in vigore accogliendo le pressioni di Sorgi e di Confindustria che definì "abominevoli" quelle norme di cui solo una piccola parte è stata attuata».
«Non è stato l'unico caso di norme che ero riuscito a far approvare e che poi la destra con l'appoggio del PD si è rimangiate (vedi moratoria cave o quella su eolico e  biomasse)», ricorda Acerbo.
«Comunque fa piacere che Febbo ritenga giusto il mio provvedimento e quindi auspico che si batta per l'attuazione e implementazione. Febbo e il PD hanno lo stesso vizio: sono ambientalisti solo quando stanno all'opposizione».

NuoveNormeVIA Legge Acerbo