GUERRA PER LA SANITA'

Punto nascite Sulmona: giovedì maxi mobilitazione a L’Aquila

Ci saranno anche i comitati per l’ambiente

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SULMONA. I comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona aderiscono alla mobilitazione per la difesa del punto nascite e parteciperanno alla manifestazione che si terrà a L'Aquila giovedì in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale.
Intanto va avanti l’occupazione del Comune: alcuni cittadini hanno realizzato una maglietta con scritto "Save I 804", coda del codice fiscale di quelli nati a Sulmona, utilizzando lo stemma dove campeggia l'acronimo S.M.P.E., frase di Ovidio, (Sulmo mihi patria est), una iscrizione che, con la soppressione del punto nascita, non avrebbe più senso.
Insomma, ribadiscono da giorni i manifestanti, il punto nascita di Sulmona non può chiudere anche perché la densità della popolazione, le condizioni orografiche, i 100 km da percorrere per eventualmente raggiungere il punto nascita più vicino, sarebbero sufficienti per garantire quanto la ministra Beatrice Lorenzin ha dichiarato a proposito delle possibili deroghe alla legge che prevede un abbassamento della soglia di nascite da 1000 a 500 in alcuni specifici casi.
Per Sulmona che - con Avezzano e L'Aquila - rappresenta circa il 47% del territorio regionale, e su cui gravitano la Valle Peligna e l'Alto Sangro, le condizioni di viabilità in collegamento con L'Aquila o Chieti sono indubbiamente più complesse e non possono sempre garantire le condizioni di sicurezza necessarie nel caso di specie.
La battaglia è ancora lunga e in salita anche gli ambientalisti scendono i campo per far sentire il proprio no. 

«La chiusura del punto nascite non solo priverebbe la nostra comunita' di un servizio essenziale - si afferma in una nota dei Comitati - ma spalancherebbe le porte all'irreversibile declino del nostro ospedale. Il diritto alla salute, che la nostra Costituzione all'Art. 32 garantisce a tutti i cittadini, verrebbe cosi' cancellato per essere sostituito dal privilegio: potranno curarsi le persone abbienti che possono permettersi di sostenere costi aggiuntivi quali, ad esesempio spostamenti per raggiungere centri di cura, permanenza in loco dei familiari per assistere i degenti, ecc... Quella in atto e' l'ultima di una serie di spoliazioni portate avanti da un potere politico cieco ed autoreferenziale: da un lato ci tolgono servizi fondamentali, dall'altro ci impongono opere non condivise ed altamente impattanti. La sottrazione di diritti essenziali in settori primari, quali la salute, la giustizia, l'ambiente, nel contesto di una gravissima crisi economica e sociale - si legge ancora nella nota - non potra' che produrre l'ulteriore spopolamento del centro Abruzzo e quindi la sua definitiva marginalizzazione e desertificazione. E' questo - sostengono infine i Comitati cittadini per l'ambiente - l'obiettivo che con un perverso e cinico agire politico e grandi poteri economici, hanno deciso in passato e ora stanno ponendo in essere».
Intanto continua il presidio del comitato civico a difesa del punto nascita di Sulmona che non si è fermato nemmeno nei giorni di festa.
A Pasquetta in Comune i manifestanti hanno a bruciato il decreto n. 10/2015 del commissario straordinario alla Sanità sulla riorganizzazione sui punti nascita in Abruzzo. «Nella sciagurata ipotesi che D'Alfonso resti sulle sua posizione - spiega Gaetano Pagone, del comitato - a subire le maggiori conseguenze saranno i meno abbienti perché non avranno la possibilità di potersi sottoporre ai continui controlli nel periodo della gravidanza».