POLITICA

Sanità, dopo il corteo l’appello di Borrelli a D’Alfonso: «revocare chiusura chirurgia Atessa»

Olivieri: «non devo giustificare a nessuno la mia presenza alla manifestazione»

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ATESSA. "Paolucci e D'Alfonso pagherete il conto alle prossime elezioni"; "Paolucci vattene vergognati"; "Paolucci pinocchio".
Queste le scritte dei cartelloni di protesta ostentati ieri mattina ad Atessa, contro la chiusura del reparto di Chirurgia dell'ospedale 'San Camillo De Lellis'.

Un corteo di centinaia di persone, partito da piazza Garibaldi che ha ridisceso il paese fino all'ospedale. Striscioni, un carro funebre, tanta rabbia e anche la contestazione dei commercianti che hanno abbassato le serrande contro la decisione della Regione.
Sindaci, amministratori, personale sanitario, sindacati, commercianti, studenti e cittadini, tutti insieme per far arrivare piu' forte la loro voce alla Regione. La Regione nelle settimane scorse aveva promesso un tavolo di concertazione e aveva scongiurato l'imminente rischio di chiusura, invece la comunicazione arriva dalla Asl: dal 31 marzo il reparto di Chirurgia e' chiuso.
«E’ stata una grande prova di forza e di unità dei cittadini di Atessa», commenta oggi Giulio Borrelli, capogruppo del Movimento civico per Atessa Unita e coordinatore politico di Abruzzo.
«Chiediamo ora al presidente D’Alfonso, commissario straordinario della sanità abruzzese, di tenere conto della richiesta che viene dalla stragrande maggioranza di questo territorio e di revocare immediatamente il provvedimento di chiusura, preso dai responsabili della Asl di Chieti».
Ma l’aspetto che ha fatto discutere di più il centrosinistra nelle ultime ore è stata la presenza al corteo di Mario Olivieri, consigliere regionale di Abruzzo Civico.
Il Pd non ha affatto gradito : «non è stata elegante la sua presenza al corteo».

OLIVIERI: «NON MI DEVO GIUSTIFICARE»
«Non credo di dovere giustificare a chicchessia la difesa dei servizi e dei diritti dei cittadini del mio territorio», ha replicato Olivieri, «ma corre l’obbligo di far notare alla gentile segretaria del Pd che, quale consigliere regionale, è mio preciso dovere esercitare il ruolo che l’elettorato mi ha conferito a tutela del territorio che rappresento».
Olivieri ricorda anche che un mese fa aveva partecipato, insieme al presidente della Giunta Regionale, ad un incontro, presso la sede della Giunta di Pescara, con i rappresentanti politici e della sanità atessana, dal quale era scaturita la volontà del presidente di dare mandato ad un tavolo di lavoro, per riorganizzare l’attività chirurgica dell’Ospedale di Atessa in day e week- surgery.
«Quale sia il motivo per cui, a distanza di breve tempo, la volontà di D’Alfonso sia stata stravolta da una decisione del Comitato di Direzione della ASL, non è dato sapere, ma certamente, secondo le più elementari regole della politica, se una decisione presa collegialmente viene modificata, sarebbe bene esserne messi a conoscenza, e possibilmente capirne i motivi», chiude Olivieri.

PD: «CAMBIARE E’ POSSIBILE»
E intanto ancora oggi il Pd continua a difendere la linea dettata dalla giunta D’Alfonso.
«Ci sono settori convinti che la città di Atessa non sia in grado di raccogliere la sfida dell'innovazione, del cambiamento, della rigenerazione del suo presidio ospedaliero. Noi la pensiamo in modo diametralmente opposto e siamo anzi convinti che proprio Atessa abbia le forze per raccogliere questa sfida e dimostrare che cambiare è possibile», dicono Marco Rapino, segretario regionale del Pd, Chiara Zappalorto, segretaria provinciale Pd Chieti e Andrea Di Cola segretario PD cittadino, intervenendo sul futuro del presidio di Atessa.
«L’Abruzzo ha il compito di uscire dal commissariamento della sanità nel quale altri lo hanno spinto – sottolineano – e lo sforzo di questa giunta regionale è quello di non abbandonare nessun territorio. Per il presidio di Atessa il programma Lorenzin prevede nuovi compiti e responsabilità, cosa nota da almeno un anno e nessuno può dire di non sapere. Il vero punto è che ci sono amministratori che, pur sapendolo, si sono rifiutati di fermarsi a ragionare con l’assessore Paolucci che ha la “colpa” di aver detto la verità sin dall'inizio. Ora – è la richiesta del segretari – sediamoci e riflettiamo sul futuro di questo presidio e su come lo immaginiamo. Serve un nuovo progetto che permetta e garantisca a tutto il personale di Atessa di rimanere ad Atessa. Chi si oppone a qualunque cambiamento dimostra di non credere nelle capacità di Atessa, del suo presidio e dei suoi dipendenti di raccogliere la sfida di una rinascita ed una rigenerazione. Ma guardare al futuro è nostro dovere, è un nostro obbligo fornire soluzioni e rientra nelle capacità di ognuno di noi di elaborare prospettive future, piaccia o non piaccia a chi non ne ha avute fino ad ora, piaccia o non piaccia a Cicchitti e Borrelli».