IN CONSIGLIO REGIONALE

Punti Nascita e dissesto idrogeologico, martedì opposizione all’attacco in Consiglio regionale

C’è speranza di salvare i quattro presidi a rischio chiusura?

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L'AQUILA. Le forze di opposizione al Consiglio Regionale ancora all'attacco contro la chiusura di quattro punti nascita in Abruzzo.

Martedì nel corso della seduta dell'Assemblea in programma all'Aquila sarà presentata una risoluzione urgente con cui si chiede al presidente e commissario ad Acta, Luciano D'Alfonso di sospendere e ritirare immediatamente il Decreto Commissariale 10/2015, che dispone la chiusura dei punti nascita di Sulmona (L'Aquila), Atri (Teramo), Ortona (Chieti) e Penne (Pescara).
Tutto ciò perché secondo i consiglieri di Forza Italia, Movimento cinque stelle, Abruzzo futuro e Ncd, «il quadro è cambiato alla luce della posizione assunta nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin», interpellata nel corso della partecipazione a un evento politico a Rivisondoli (L'Aquila).

Sul tavolo la posizione orografica di alcuni punti nascita e il numero in alcuni casi vicino ai 500 nati.
Già due settimane fa, la bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra di una risoluzione delle opposizioni aveva provocato tensioni in aula e problemi politici in seno al centrosinistra e della stessa coalizione con i sindaci dei comuni in cui sono a rischio chiusura i punti nascita.

Polemiche ci sono state anche per la mancata presentazione da parte del centrosinistra di un documento, annunciato nei giorni precedenti, nella seduta consiliare di lunedì scorso.

In aula D'Alfonso aveva spiegato che il tema sarebbe stato trattato in un incontro con il ministro Lorenzin per fare il punto sul commissariamento. Sabato scorso, al termine di un colloquio del commissario ad Acta e dell'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci proprio col ministro, a Rivisondoli, lo stesso Paolucci aveva riferito, in una nota, della conferma da parte del ministro Lorenzin dell' uscita dal commissariamento entro 6-7 mesi «se l'Abruzzo riuscirà a portare a termine il programma individuato».
E sui punti nascita sempre Paolucci aveva riferito: «Abbiamo ricevuto l'invito a completare la riorganizzazione dei punti nascita di cui è già stato condiviso il primo atto programmatorio».

LA RISOLUZIONE
Nella risoluzione urgente i consiglieri regionali di opposizione, l'unica firma mancante è del consigliere grillino Leandro Bracco, entrando nel merito dei quattro punti nascita, indicano anche le motivazioni per cui devono essere salvati.
ORTONA: si sottolinea che «ha raggiunto 513 parti nel 2010, 525 nel 2011, 524 nel 2012 e solo nel 2013 ne ha raggiunto 492, mentre nel 2014 ha superato ampiamente la soglia dei 500 e rispetta tutti gli standard di qualità (tecnologici, strutturali e organizzativi) previsti dall'Accordo Stato Regioni del 2010, il cosiddetto Piano Fazio».
«Inoltre, ad Ortona nell'ambito della programmazione regionale si è voluto istituire l'Ospedale della Donna con la Breast Unit dal 2011 e si sta per concludere la procedura per il conseguimento della certificazione Eusoma: certificazione di eccellenza molto prestigiosa conseguita ad oggi da sole 5 strutture in Italia e 10 in Europa».
ATRI: nella risoluzione urgente si specifica che «rispetta perfettamente i parametri previsti nell'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 in quanto il numero di parti nel 2014 è stato pari a 517 e nel 2015, sulla base dei dati fino ad ora registrati, si presume superiore ai 600, la media dei parti cesarei è più bassa (pari al 36%) sia di quella regionale (pari al 44%) che di quella nazionale (pari al 38%) e che si tratta di un punto nascita con elevatissimi standard di sicurezza e dispone di una Unità operativa di Neonatologia pediatrica».
SULMONA: nella risoluzione si fa presente che nel documento di riorganizzazione dei punti nascita dell'Agenzia Sanitaria Regionale è indicato tra quelli da mantenere attivi con deroga al principio dei 500 parti l'anno per fattori strettamente orografici del territorio legati alla necessità di garantire adeguati tempi di percorrenza. Infatti, il tempo medio di percorrenza tra Sulmona e i Presidi Ospedalieri più vicini (Chieti e Avezzano) è prossimo ai 50 minuti e il tempo medio di percorrenza tra il territorio di Castel di Sangro e i Presidi più vicini (Chieti, Avezzano e Vasto) è prossimo ad un'ora e trenta.
PENNE: si sottolinea che «la chiusura dei punti nascita riverserebbe l'attività su quelli già esistenti, per esempio quella di Penne si sposterebbe a Pescara che è già al massimo dell'operatività con una media di 2100 parti l'anno e la chiusura di quello di Atri avrebbe ripercussioni sull' operatività di quello di Teramo che già supera gli 800 parti l' anno». Nel sottolineare che la decisione di chiudere i quattro punti nascita ha provocato «un vero e proprio panico sociale», i consiglieri di opposizione spiegano che «il documento di riorganizzazione dei Punti Nascita della Regione Abruzzo redatto dall'Agenzia Sanitaria Regionale ha basato lo studio sull' analisi delle Sdo (ricoveri ospedalieri) dell'anno 2011 e dei primi dieci mesi del 2012, quindi su dati provvisori ed incompleti».

DISSESTO IDROGEOLOGICO MONTESILVANO
Ma domani Forza Italia lancia un’altra ‘sfida’ in Consiglio regionale: «sapremo se il presidente D’Alfonso intende veramente affrontare il gravissimo dissesto idrogeologico del Comune di Montesilvano, e con quali misure finanziarie», spiega il capogruppo Lorenzo Sospiri.
Il Governatore dovrà infatti rispondere all’interpellanza che il consigliere azzurro ha presentato nei giorni scorsi.
Ad agosto D’Alfonso aveva inviato una lettera al direttore della Struttura di Missione contro il Dissesto Idrogeologico, Mauro Grassi, allegando l’elenco delle criticità del Pescarese. Nella nota veniva espressamente riconosciuto l’alto rischio di criticità per la zona interessata dai fenomeni di dissesto situata nel comune di Montesilvano e genericamente indicata ‘in località Colli’. Tuttavia il 30 novembre scorso, con la determinazione numero D.C.21/71, è stata distribuita la somma complessiva di 4,4 milioni di euro in undici interventi, ciascuno per una somma di 400mila euro, ma escludendo la città di Montesilvano. 

«Il 9 dicembre 2014 – spiega Sospiri – ho inviato una nota al presidente della Regione chiedendo conto di tale inspiegabile cambio di programmazione e D’Alfonso mi ha risposto assicurandomi che nella successiva programmazione avrebbe trovato il giusto finanziamento anche il comune di Montesilvano. Un’altra conferma è arrivata nel corso dei lavori di approvazione della Finanziaria 2015».
Poi nei primi giorni di febbraio la grave situazione di dissesto dei colli di Montesilvano ha subito un ulteriore aggravamento con il fronte franoso che ha investito anche la strada provinciale, via Togliatti, asse di collegamento con il cimitero cittadino.
«Dinanzi a tale emergenza, ci saremmo attesi un’immediata attenzione da parte della Regione», dice Sospiri. Invece è giunta notizia che è in corso un’ulteriore programmazione delle risorse che però di nuovo escluderebbe la città di Montesilvano. Un’eventualità, se confermata, assolutamente inaccettabile e grave».