POLITICA

Ncd non molla su ministeri, «non usciremo indeboliti»

«Dicastero pari peso»; Mussolini contro De Girolamo e Ap insorge

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

655

RIVISOLDOLI. Il caso Lupi è tutt'altro che chiuso e, inevitabilmente, è destinato a condizionare gli equilibri prossimi del governo di Matteo Renzi.
L'addio forzato del ministro al dicastero delle Infrastrutture ha dato il via alla battaglia per la sua sostituzione all'interno della maggioranza. I centristi di Ncd, impegnati nel fine settimana a Rivisondoli per il ‘laboratorio Futuro’, inizialmente divisi al loro interno sulla gestione della vicenda, ora fanno fronte comune ed inviano un avviso chiaro: il Nuovo Centrodestra dovrà avere «un ministero dello stesso peso» di quello che Maurizio Lupi, «pur non essendo stato indagato», ha lasciato.
Un messaggio rilanciato dal ministro Beatrice Lorenzin e dal capogruppo al Senato Renato Schifani sulla scia di quanto detto precedentemente anche dal loro leader Angelino Alfano. Ma che assume particolare rilevanza nel giorno in cui il premier Renzi ha annunciato che non ha intenzione di chiedere le dimissioni dei suoi sottosegretari indagati (quasi tutti del Pd).
Nel partito sembra rientrare - almeno in parte - il caso De Girolamo.
La capogruppo alla Camera aveva invocato una assemblea del partito e, di fatto, contestato la gestione del caso Lupi, arrivando anche ad ipotizzare un appoggio esterno al governo di «quell'arrogante di Renzi».

Ma un attacco rivoltole dall'eurodeputata di Fi ed ex collega nel Pdl Alessandra Mussolini («sappiamo tutti come è diventata deputata») le è valsa la solidarietà dell'intero partito (anche se Mussolini non fa marcia indietro e - fa sapere- non ha nessuna intenzione di chiedere scusa ) in primis quella di Alfano.
«Se una donna, con allusioni, offende un'altra donna, offende se stessa. Nunzia De Girolamo fa politica con passione. #avanti», twitta il leader Ncd.
Un gesto, certamente dovuto, ma che va letto come un tentativo per superare le incomprensioni legate al caso Lupi. La De Girolamo - adirata con Alfano per le modalità dell'annuncio di una possibile staffetta tra lei e Lupi alla guida del gruppo parlamentare (una indiscrezione rilanciata mentre lei, ignara di tutto, era ospite in tv) - guarda con sospetto al Pd, temendo che dietro al caso Lupi ci sia soltanto una manovra per «lasciare libero» ai dem «un ministero così strategico».
E per questo guarda a destra. Il timore di una imboscata di sinistra è condiviso da altri esponenti che però invitano la collega a non fare il gioco di chi «all'interno dello stesso Pd non vede l'ora di fare fuori Ncd per spostare la barra del governo dal centro verso sinistra».
Il riferimento è alla minoranza Dem. Renzi, però, deve studiare come non scontentare i centristi.
«Il ministro Lupi, che non è indagato, si è dimesso con un gesto di responsabilità per non mettere in difficoltà il governo. Non vedo perché Ncd non dovrebbe avere un ministero dello stesso peso», sottolinea il ministro Lorenzin. E sulla stessa linea si segnala l'intervento di Schifani che pone anche alcuni paletti per l'azione politica delle prossime settimane: «Intendiamo mettere correttezza sulla legislazione delle intercettazioni e chiedere naturalmente rispetto nei riequilibri della compagine dell'esecutivo. Non intendiamo uscire indeboliti da una vicenda che ha colpito una persona per bene che ha fatto un gesto di grande responsabilità».