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Majella Morrone, Abruzzo Engineering e Tua: «Regione usa lavoratori per salvare Carrozzoni»

Vibrante protesta di Forza Italia: «si salvino i posti di lavoro non i contenitori»

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ABRUZZO. Ieri mattina in conferenza stampa il gruppo consiliare di Forza Italia ha posto l’accento su alcune importanti questioni di stretta attualità quali Majella Morrone srl, Abruzzo Engineering e Tua. Presenti Lorenzo Sospiri, Gianni Chiodi, Mauro Febbo e Emilio Iampieri.
«In 3 mosse il Governo di centrosinistra – ha contestato il capogruppo Lorenzo Sospiri - o meglio il presidente D’Alfonso, il sovrano assoluto, vuole realizzare una vera e propria controtendenza rispetto a quanto fatto di buono dal Governo Chiodi che tanto si era spesa per realizzare investimenti rilevanti e agganciare la ripresa economica».
La prima riguarda la Majella Morrone srl «per la quale si mandano avanti i dipendenti come scudi umani», ha detto Sospiri. «Si tratta di un ente strumentale della Comunità montana, che già non esiste più, che ha accumulato debiti per 3 milioni di euro di cui 350 mila euro per gli stipendi arretrati. Questi saranno coperti con i crediti vantati sui Comuni ma resterà uno “scatolone” che per salvarsi dovrà essere acquistato in quota parte dal soggetto che sostituirà la Comunità montana. Noi – sottolinea Sospiri – riteniamo necessario indire una gara per affidare i servizi socio-sanitari con la clausola di riassorbire il personale. L’indirizzo celato da questo governo regionale invece è mettere una fiche da 350 mila euro per fare respirare la Majella Morrone e portarla avanti fino al 31 dicembre 2015, costringendo poi i Comuni ad acquistare sia servizi sia i debiti della società. Noi siamo interessati a salvare prestazioni e personale ma non certo a tenere in vita il contenitore».

ABRUZZO ENGINEERING
Il presidente emerito Gianni Chiodi si è concentrato invece sul capitolo Abruzzo Engineering che oggi il centrosinistra vorrebbe rivitalizzare: «ho conosciuto la società quando mi venne presentato un bilancio con 19 milioni di euro di perdita che significava portarla in liquidazione», ha ricordato Chiodi.
«Approfondendo le vicende è emerso come questa società avesse 2 obiettivi: senza passare attraversa un’evidenza pubblica, affidare una commessa da 50 milioni di euro a una società di Finmeccanica e allo stesso tempo reclutare del personale che non si sarebbe occupato dei lavori, che poi ha seguito la Selex, selezionato non certo con un’evidenza pubblica ma per contiguità politiche, sindacali o dirigenziali. Inoltre l’Unione europea non ha riconosciuto il previsto finanziamento proprio perché vi era stato l’aggiramento di una gara. Oggi viene proposta un’illusione perché per revocare lo stato di liquidazione sono necessari 19 milioni euro che non ci sono e in qualche modo bisognerà recuperare. Usare i soldi per qualcosa significa però non usarli per altro».
Una frase, quella sul reclutamento dei lavoratori, che però viene contestata da un dipendente stesso, Domenico Attanasii di Teramo che lavora per per Ae dal 2 settembre 2002 e posto ininterrottamente in CIG da oltre 40 mesi, dal 1° gennaio 2011 fino al 31 maggio 2015.
«Ho ottenuto il mio posto di lavoro tramite un iter istituzionale», sottolinea Attanasii, «e sicuramente non come sottolineato dagli organi di stampa e dal consigliere di minoranza, Gianni Chiodi»

AZIENDA UNICA
«I paradossi di questo Governo regionale riguardano anche la Società unica dei trasporti (Tua) - ha proseguito Mauro Febbo - come la promessa di eliminare i costi della politica: stranamente avevano fatto un Cda a 5 che costava da solo più dei 3 Cda precedenti messi insieme e solo dopo i nostri interventi ufficiali hanno capito che non potevano farlo, andando contro la Legge che prevede al massimo 3 membri. I sindacati comunicano a dire che bisogna livellare gli stipendi considerando che abbiamo i dipendenti Arpa con quelli più bassi, quelli della Gtm nel mezzo e i lavoratori Sangritana con i più alti. Avremo sicuramente dei problemi quando si procederà ad un livellamento su Gtm».
Ma Febbo ha ricordato anche il Bando per 250 autisti con il quale «è iniziata ufficialmente la campagna elettorale a Chieti», e l’altro bando, pubblicato il giorno dopo il Consiglio regionale nel quale si approvava lo Statuto, destinato a 24 dipendenti e scaduto dopo solo 4 giorni.
Ieri l’Arpa ha poi annunciato una proroga «ma non vi è traccia sul sito dell’Arpa», ha denunciato Febbo.