OPERE CONTESTATE

Gasdotto Snam, il fronte del no sempre più compatto

Ieri incontro a L’Aquila sul metanodotto che dovrebbe attraversare l’Abruzzo

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L’AQUILA. Metanodotto e centrale di compressione: è un fronte più che mai compatto tra Istituzioni e cittadini che ribadiscono con fermezza il "no" al progetto della Snam.
Nell'incontro, tenutosi ieri all'Aquila, nella sede della Regione, tutti gli intervenuti hanno ribadito la più netta contrarietà al grande metanodotto "Rete Adriatica" che dovrebbe attraversare l' Abruzzo interno per oltre 103 chilometri. Alla riunione, promossa dal presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Regione, Pierpaolo Pietrucci, e dall'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca, hanno partecipato i sindaci dei Comuni attraversati dal gasdotto, consiglieri regionali, parlamentari, amministrazioni separate degli usi civici e comitati ambientalisti.
I sindaci hanno messo in evidenza le tante criticità di un'opera che avrebbe un impatto fortemente negativo su aree molto delicate sotto il profilo idrogeologico, sulla ricostruzione, sull'assetto urbanistico e i piani comunali di sviluppo, su aree di uso civico, boschi e foreste, corsi d’acqua ed aree di elevato pregio ambientale. Pesante, hanno sottolineato, sarebbe anche l'interferenza con le attività economiche locali; una infrastruttura, come è stato più volte ribadito, collocata nelle zone più altamente sismiche della Regione con finalità prettamente speculative e commerciali (rivendita del gas ai Paesi del centro Europa).
L'assessore Mazzocca, in vista della Conferenza di Servizi convocata per giovedì prossimo, ha confermato la posizione fermamente contraria della Regione, che ha già negato l'intesa con lo Stato.

«L'opera non può essere autorizzata considerata anche la sua elevata pericolosità», è stato sottolineato, un elemento che merita grande attenzione alla luce, soprattutto, della devastante esplosione del gasdotto Snam a Mutignano di Pineto. Ad avviso dei comitati la questione della sicurezza è imprescindibile: «è necessario e fondamentale, pertanto, che la Regione chieda con delibera di Giunta che la Conferenza sospenda ogni decisione in merito e che il Governo istituisca senza ulteriori indugi il tavolo per lo studio delle alternative al di fuori della dorsale appenninica così come previsto dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera».
Vista l'importanza decisiva della Conferenza, i comitati auspicano che ad essa la Regione partecipi con la sua massima rappresentanza.
Il deputato Gianluca Vacca, presente all'incontro, ha preannunciato che presenterà un documento - che chiederà di sottoscrivere a tutti i parlamentari abruzzesi - con cui si chiede al Governo di sospendere l'iter autorizzativo del metanodotto e della centrale.
Vacca ha anche annunciato che interverrà alla Conferenza, anche nel caso in cui la richiesta di partecipazione dovesse essere respinta, ed auspica che altrettanto facciano anche gli altri parlamentari eletti in Regione.
I rappresentanti delle amministrazioni separate degli usi civici di Paganica - S. Gregorio hanno denunciato che l'iter autorizzativo del metanodotto sta andando avanti nonostante siano stati riscontrati evidenti violazioni di legge in ordine al mancato mutamento di destinazione d'uso dei terreni. Pertanto, il Ministero dello Sviluppo Economico è stato diffidato dal proseguire nell'autorizzazione.
L'incontro si è concluso con l'invito ai Comuni che non hanno ancora ottemperato, a deliberare in merito alla non compatibilità urbanistica del metanodotto e a partecipare compatti alla Conferenza del 26 marzo.
«La nostra voce è forte e il nostro parere contrario è determinato. Snam e Ministero dovranno ascoltare le ragioni unitarie di un territorio che si coagula finalmente intorno a principi di sostenibilità sociale e ambientale», ha sottolineato invece Pietrucci.