GRANDI MAZZETTE

Tangenti grandi appalti: molti alla messa del Papa quando tuonò su corrotti

Anche Lupi, Perotti, Cavallo presenti a celebrazione 27 marzo 2014

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FIRENZE. Chissà se quella mattina all'alba alla messa a San Pietro sentendo papa Francesco tuonare contro la corruzione si sono per un attimo sentiti scoperti. Due degli indagati nell'inchiesta sulle tangenti erano infatti presenti alla messa celebrata nel marzo dell'anno scorso da Bergoglio per i politici italiani.
Con loro c'era anche il ministro Lupi.
«E' davvero singolare la personalità di Stefano Perotti e di Francesco Cavallo: seppur capaci di tessere fitte trame corruttive, il 27 marzo 2014 alle 6.30 partecipano alla messa in Vaticano di Papa Francesco» che pronunciò, «davanti a politici ed imprenditori, un'omelia sulla corruzione che ha suscitato clamore».
 Lo scrivono i pm negli atti dell'inchiesta.
 Quello del Papa fu un forte monito contro la corruzione e la cattiva politica, rivolto ai tanti parlamentari e politici italiani presenti la mattina del 27 marzo dello scorso anno, in una messa celebrata all'alba presso l'altare della fabbrica di San Pietro.
Ad ascoltare il Papa oltre 500 tra deputati e senatori e più di metà del governo Renzi, tra cui anche il ministro Maurizio Lupi. Una «classe dirigenziale», disse Bergoglio, che si è «allontanata dal popolo», che si è «chiusa nel proprio gruppo, partito, nelle lotte interne», diventa «gente dal cuore indurito»: «da peccatori scivolano in corrotti».
 E per i corrotti, al contrario che per i peccatori, «é molto difficile tornare indietro», aveva detto il Papa. Bergoglio, commentando le letture, aveva voluto incentrare il suo discorso, che era apparso un monito, sul fatto che al tempo di Gesù c'era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva «abbandonato», incapace di altro se non di seguire la propria ideologia, gli interessi di partito e le lotte interne, e di scivolare verso la corruzione.
«Il cuore di questa gente - aveva affermato -, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto, tanto che era impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti».
 Ed «é tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro - aveva sottolineato - Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose».
«Persone - aveva concluso papa Francesco - che hanno sbagliato strada. Hanno fatto resistenza alla salvezza di amore del Signore e così sono scivolati dalla fede, da una teologia di fede a una teologia del dovere».