GRANDI MAZZETTE

Tangenti grande opere, la cena di Lupi, il prete morto e la moglie di Perotti

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FIRENZE. Il ministro Maurizio Lupi partecipò, con due membri della scorta, ad una cena a casa di Stefano Perotti, arrestato oggi nell'ambito dell'inchiesta sulle grandi opere. La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare nel capitolo dedicato ai rapporti dell'imprenditore con alcuni personaggi istituzionali.
La cena avvenne il 14 settembre del 2013 e due giorni dopo la moglie di Perotti, Christine, indagata anche lei, racconta alla sorella come è andata.
«Finalmente sono andati via - dice la donna - anche se è stato bello...però molto impegnativo...perché sai erano in otto...con due guardie del corpo». Che sarebbero rimaste in cucina: «erano commosse - afferma ancora la donna - perché gli abbiamo dato sempre da mangiare e loro dice che non sono abituati ad essere trattati così bene...andando via mi hanno regalato un'orchidea...pensa che carini».
 Ma i rapporti tra il ministro e Perotti, scrive il Gip, «sono assidui e frequenti»: il 13 novembre del 2014, ad esempio, Perotti avvisa la moglie di aver ricevuto una chiamata da Lupi che, insieme ad altre persone, sarà loro ospite a Firenze.
Il 29 novembre Lupi e il figlio Luca sono invece attesi per partecipare alle maratona in programma il giorno dopo.
«Luca arriva verso le 7 - dice Perotti al telefono con Cavallo - e il giovanotto invece c'ha qualche fiducia da votare per cui arriverà verso mezzanotte».
 Infine, il 5 dicembre dell'anno scorso, Perotti invia un sms al ministro in cui chiede notizie del suo arrivo a Firenze, visto che sarà suo ospite: «fammi sapere quando pensi di arrivare così preparo gli spaghetti (col sale)».

«INDAGATI USANO TELEFONO DI PRETE MORTO»
«Al fine di delineare la personalità di Stefano Perotti non si può fare a meno di segnalare l'ambiguità di alcuni rapporti o situazioni rilevate nel corso delle indagini» come il fatto che Giorgio Mor, suo cognato, indagato, si fa chiamare da lui da un telefono pubblico e su un'utenza «intestata al sacerdote Giacomo Vigo», che verrà trovato morto in mare a Livorno.
Lo scrive il gip nell'ordinanza. Il gip spiega che la telefonata fra Perotti e Mor è del 20 febbraio 2014 e che il sacerdote scompare il 4 agosto 2014. Il suo cadavere sarà trovato il 5 agosto 2014. Dalle indagini emerse che il sacerdote, che guidava una parrocchia genovese, si era suicidato per una forte depressione. L'utenza del prete, scrive il gip, «risulta essere stata ricaricata a Genova, per 20 euro, il 29 dicembre 2014, e il 5 gennaio 2015 per 25 euro».
«Non si comprende il motivo per cui Perotti debba adottare cautele di questo genere - conclude il gip - Addirittura il congiunto gli chiede di telefonargli da un telefono pubblico e su un numero intestato a un sacerdote deceduto. Questo episodio dimostra la pericolosità delle relazioni intrattenute da Perotti e la scaltrezza e l'attitudine dei suoi interlocutori e congiunti nell'uso del mezzo telefonico».

«LA MOGLIE DI PEROTTI HA FATTO SOLDI CON MONDO POLITICA»
«Bravura», ma anche «coincidenze fortunate», come quella «di entrare nel mondo della politica»: così Christine Mor, moglie dell'imprenditore Stefano Perotti arrestato oggi nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per le Grandi opere, spiega al figlio le ragioni per cui il padre «guadagna bene e tanto».
 Una vera e propria fortuna, in realtà, se si pensa che, secondo l'accusa, grazie principalmente a Ercole Incalza, avrebbe gestito appalti, attraverso gli incarichi di direzione dei lavori, «per almeno 25 miliardi di euro», come riferisce un collaboratore di Perotti in una conversazione ambientale intercettata il 28 luglio 2014.
Secondo gli inquirenti, comunque, «la migliore sintesi circa la figura di Stefano Perotti è proposta dalla moglie, nella conversazione del 28 novembre 2013 intercorsa con il figlio Philippe».
 Questo il brano riportato nell'ordinanza.
«...si è sposato a 23, a 24 ha dato la tesi, a 25 aveva appena iniziato a lavorare...come te... uguale.. e non aveva fatto un cazzo nella vita...aveva avuto tanto da suo padre ... perché aveva avuto già una casa ... il permesso di sposarsi senza guadagnare però nient'altro... per cui tu non devi pensare...'io oggi non sono come papà'... perché che tu ti devi paragonare con i soldi che fa papà è questo che sbagli Philo... perchè papà oltretutto se guadagna bene e tanto è anche perché ci sono state delle coincidenze... papà è bravo... però papà ha avuto delle coincidenze fortunate di entrare nel mondo della politica grazie a suo padre... okay? grazie a un certo giro di politica… lavori pubblici eccetera che non è detto che in futuro sarà sempre uguale a come è stato fino adesso..».