L'INCHIESTA

Concussione, l’ex comandante dei carabinieri Guarino respinge le accuse

Per gli inquirenti diversi i personaggi coinvolti, anche ex city manager Cordeschi

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L'AQUILA. «Il colonnello ha dimostrato la sua totale estraneità ai fatti».
Così l'avvocato Antonio Milo, legale del colonnello Savino Guarino, ex comandante provinciale dei carabinieri dell'Aquila, sull'interrogatorio del suo assistito avvenuto nel pomeriggio di ieri, nell'ambito dell'inchiesta su una presunta tentata concussione ai danni di un imprenditore aquilano cinquantenne. L'indagine è emersa in seguito alla misura cautelare del divieto di dimora e avvicinamento al capoluogo abruzzese decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila Guendalina Buccella.
La notizia ha destato clamore in città, dove l'ufficiale è molto conosciuto, e anche qualche imbarazzo nell'Arma.
Secondo quanto si è appreso, nella vicenda, che potrebbe avere esiti clamorosi visti i personaggi presenti, è coinvolto anche l'ex city manager del Comune dell'Aquila, Massimiliano Cordeschi, indagato, a sua volta già coinvolto in un'altra inchiesta, scoppiata nove mesi fa con l'accusa di truffa su un giro di investimenti all'estero con guadagni mai realizzati ai danni di decine di persone. Cordeschi è accusato di truffa e intermediazione illecita di denaro.

Il denaro, infatti, secondo l'accusa non sarebbe stato utilizzato per le finalità prospettate agli stessi investitori. Cordeschi, ascoltato più volte dalla Finanza, ha sempre respinto ogni addebito. Nella rete sarebbero caduti suoi amici ma anche imprenditori, politici e professionisti: alcuni gli avrebbero affidato somme importanti (fino a 200 mila euro) e qualcuno poche migliaia di euro.
La procura starebbe indagando anche sui rapporti tra il colonnello, lo stesso Cordeschi e altri imprenditori.
Secondo alcune indiscrezioni riportate sempre dal Messaggero Savino, sfruttando le sue funzioni e il potere che gli derivavano dal suo alto grado, e con l'aiuto di Cordeschi, avrebbe fatto pressione su alcuni imprenditori per la realizzazione di alcuni lavori di ristrutturazione nella propria abitazione romana.
L'indagine sarebbe scattata proprio in seguito alle rivelazioni di alcuni di questi imprenditori concussi. L'interrogatorio del militare davanti al Gip Guendalina Buccella e al pubblico ministero David Mancini è durato circa tre ore: secondo l'avvocato Milo, l'ufficiale trasferito all'improvviso a Roma presso il Comando generale nel luglio scorso dopo circa quattro anni, ha respinto ogni addebito nel dettaglio, consegnando anche documentazione ritenuta molto importante per la difesa.
Milo ha presentato al Gip istanza di revoca della misura cautelare del divieto di dimora e avvicinamento all'Aquila, sul quale il giudice si è riservata la decisione. Sempre da quanto appreso, il colonnello aveva buoni rapporti con il presunto concusso.
Il procedimento penale in corso sarebbe stato aperto quest'anno e, probabilmente, poggia su alcune informazioni scaturite da un'altra indagine che non riguarda il colonnello Guarino.