GIUSTIZIA AGLI SGOCCIOLI

Tar Abruzzo, «Servono risorse o non si va avanti» ma entro 2015 taglio del 30% di magistrati

In totale 1.518 provvedimenti nel 2014; in aumento per appalti e sanità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1088

L'AQUILA. Nel 2014, rispetto all'anno prima, si è registrato un lieve calo dei ricorsi depositati: circa 60 impugnative in meno, con un incremento sensibile in rapporto al periodo 2005-2012.
E' quanto emerso dalla relazione del presidente del Tribunale amministrativo dell'Abruzzo, Bruno Mollica, presentata nel corso dell'apertura dell'anno giudiziario 2015 che si è svolta all'Aquila sabato scorso.
Il calo secondo Mollica, «in assenza di tassi di litigiosità elevata, è indice, in generale, di una progressiva fiducia nella giustizia amministrativa».
Circa le domande cautelari, la media si attesta ormai da anni su livelli pari a circa il 50 per cento dei ricorsi depositati; resta abbastanza frequente, nel contempo, il ricorso alla tutela cautelare monocratica, sia pure in misura lievemente inferiore rispetto all'anno 2013.
Un dato di rilievo è quello concernente il numero dei ricorsi pendenti, che dal 2010 è fermo su livelli pressoché omogenei (nel 2014 l'analisi evidenzia 2.180 ricorsi rispetto ai 2.076 del 2013), «pur in presenza di un elevato numero di provvedimenti adottati».
«Relativamente a questi ultimi, la situazione è estremamente positiva, ove si tenga conto che per oltre sei mesi il Tribunale ha operato in assenza del presidente titolare e con affidamento delle funzioni sostitutive al consigliere Paolo Passoni, che è stato contestualmente impegnato in qualità di presidente del collegio giudicante in composizione numerica ridotta».
Nel 2014 sono stati emessi ben 1518 provvedimenti (di cui, 674 in fase cautelare e 844 nella fase di merito). Un consistente incremento di controversie si registra nella materia degli appalti pubblici e nella materia della sanità (in ragione dell'adozione di numerosi piani di rientro, che hanno determinato la chiusura di varie strutture sanitarie e, quindi, le correlate azioni giudiziali degli utenti del servizio).

PROBLEMA RISORSE
Nel corso del suo intervento il presidente Mollica ha anche evidenziato che senza risorse non si andrà avanti: per quanto riguarda i tagli il Tar Abruzzo (complesso L'Aquila - Pescara), l'intervento dovrebbe comportare, entro il 31 dicembre 2015, un depauperamento di circa il 30% della attuale dotazione di magistrati: «certo e' che, in assenza di una contestualità tra il previsto esodo e la copertura, sia pure in misura limitata, delle carenze organiche, il consistente depotenziamento organico che si profila non potra' consentire ai magistrati in servizio presso questo Tribunale di dare di piu' di quello che, con enormi sacrifici, hanno gia' dato pur in presenza di un pregresso gia' sottodimensionato organico; e cio' vale, credo, anche per gli altri Tribunali amministrativi interessati dal "ciclone" riduttivo».
«O il Governo ci fornisce le risorse umane magistratuali e amministrative per operare oppure noi non saremo in grado di andare avanti relativamente a tutte le controversie. Sappiano gli avvocati presenti in aula che, dovendo necessariamente privilegiare gli appalti pubblici, resterà sempre meno spazio per gestire con sollecitudine gli altri ricorsi, come sta già accadendo in questa sede giudiziaria», ha evidenziato.
Questo perché «il sopravvenuto decreto Renzi sull'ulteriore velocizzazione delle controversie in materia di appalti pubblici ha comportato la necessitata istituzione di una corsia preferenziale per tale tipo di cause, con effetti di rallentamento per le restanti tipologie di controversie», come spiegato da Mollica.
Secondo il magistrato «è bene che la politica si renda conto che le riforme della giustizia non si possono fare a costo zero, altrimenti si va allo sfascio della giustizia stessa».
E ancora, «per la giustizia amministrativa occorrono riforme e non superficiali rottamazioni» ha detto, citando un'analisi del professor Pierluigi Mantini.
«Nel nostro caso, si sta parlando del servizio giustizia e sulla giustizia non si può tagliare oltre misura - ha concluso Mollica - Insisto nel dire che noi non abbiamo più neppure il personale per le fotocopie! Urgono, quindi, appropriati interventi, che possano consentire di far fronte alla criticità rappresentata».

L’ACCORPAMENTO L’AQUILA-PESCARA
Intanto la sede dell'Aquila sarà interessata, quanto prima, a legislazione vigente, dall' accorpamento della sezione staccata di Pescara, e ciò, dal primo settembre 2015.
La vicenda ha visto una levata di scudi da parte di esponenti politici per scongiurare il taglio del Tar di Pescara con tanto di riunione a Roma del sindaco del capoluogo Adriatico, Marco Alessandrini e la senatrice Ncd, Federica Chiavaroli con il ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Quindi le parole del presidente Mollica che parla di spazi: «Nelle more del formale avvio degli adempimenti necessari all'accorpamento - ha scritto nella relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario 2015 - ho provveduto, insieme con il dottor Venditti (segretario generale, ndr.), a esperire i necessari contatti con l'Agenzia del Demanio per l'eventuale futura acquisizione dei locali occorrenti».
Sempre in virtù dell'accorpamento, fa notare Mollica, il presidente della sezione adriatica, Michele Eliantonio «ha condivisibilmente ritenuto di non procedere all'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la sede di Pescara».
La sezione staccata, come ha rilevato Mantini del Consiglio di Presidenza, «è risultata essere al penultimo posto in Italia per numero di ricorsi ed è allocata in un edificio privato. Questi dati hanno pesato nella decisione assunta dal Governo e dal Parlamento. È necessaria ora la massima collaborazione per superare i disagi conseguenti alla soppressione e realizzare i risultati auspicati in termini di risparmi e di efficienze».

INFILTRAZIONI CRIMINALI
Mollica ha poi sottolineato di aver appreso anche che nella grande 'torta' degli appalti pubblici (e privati, anche in quelli sono, in gran parte, coinvolti soldi pubblici) si sono infiltrate, in una terra in passato aliena da questo cancro pervasivo, associazioni malavitose e di stampo mafioso: «ciò che posso assicurare oggi – ha detto - è che nella mia (e anche dei colleghi tutti) attività istituzionale in ordine alle controversie in materia di appalti pubblici sarà posta particolare attenzione, sul piano della dovuta collaborazione istituzionale, ad ogni elemento risultante dalle carte processuali che possa dare adito a dubbi sulla presenza di coinvolgimenti di natura corruttiva o criminale ai fini della prosecuzione dell'attività di verifica nelle competenti sedi (Procure della Repubblica e, ove occorra, Autorità Nazionale Anticorruzione)».