RIFIUTI E CONSENSO

Cirsu Spa, utile di 8,5 milioni. «Tornati in positivo dopo 9 anni»

Il cda soddisfatto del lavoro intrapreso ed è tranquilla per il futuro

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TERAMO. Nei giorni scorsi il Consiglio di Amministrazione di Cirsu SpA ha aggiornato la stampa sull’attuazione del piano di risanamento aziendale che ha rilanciato la Società e il polo pubblico di Grasciano.
L’attuazione del piano, è stato annunciato, ha comportato la risoluzione delle «gravi problematiche ambientali ereditate dalla passata gestione Sogesa SpA e derivanti dalla situazione di abbandono e incuria in cui versava l’impianto».
I risultati del Conto Economico 2014, approvato dall’Assemblea dei soci a fine gennaio, ha registrato un utile di esercizio di circa 8,5 milioni con un margine operativo lordo (circa € 215.000) tornando in positivo dopo 9 anni di gestione.
«Proprio grazie alla riattivazione degli impianti, e quindi ancora una volta senza impegno di risorse pubbliche, Cirsu SpA ha soddisfatto», commentano dal cda, «tutti i propri debiti che avevano scadenza nel 2014 e dispone già dell’intero budget per soddisfare i debiti aventi scadenza nel 2015».
Dunque la società è tranquilla per il futuro anche perché il conseguimento del positivo risultato economico e patrimoniale, oltre ad aver prodotto importanti effetti giuridici, primo fra i quali la rimozione della causa di scioglimento, produrrà effetti anche nella gestione contabile dei Comuni soci che, proprio dal 2015, sono tenuti ad accantonare anno per anno le eventuali perdite delle proprie partecipate che non siano immediatamente ripianate.

LE DENUNCE
«L’impegno della Società», ha sottolineato il Consiglio di amministrazione, «ha riguardato anche la ricostruzione delle gestioni passate e del negativo sistema Cirsu SpA - Sogesa SpA che ha messo in crisi la gestione pubblica dei rifiuti su scala provinciale e regionale e che ha avvantaggiato la gestione privata, divenuta nei fatti un monopolio in capo a Deco SpA e alle altre società ad essa riconducibili».
Tutto questo oltre al già noto ricorso cautelare ante causam, che sarà seguito dal relativo giudizio di merito, ha prodotto, per la prima volta, anche un esposto alla Corte dei Conti e una denuncia querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo nei confronti dei passati amministratori che dal 2008 al 2010 si sono succeduti ai vertici di Cirsu SpA, Sogesa SpA, AIA SpA e Deco SpA.
«Gli amministratori di Cirsu SpA», dicono dalla società, «hanno mostrato il senso del dovere ed il senso civico che dovrebbero essere propri di tutti gli amministratori pubblici nel denunciare, non a mezzo stampa ma nelle sedi competenti, con prove e documenti a supporto, i gravi fatti emersi in ordine alle passate gestioni, fatti che hanno prodotto un ingentissimo danno patrimoniale, subìto in ultima istanza dai cittadini. Si è trattato di una scelta sofferta, per le inevitabili ripercussioni e polemiche ai danni della Società, ma obbligata perché diretta a tutelare l’interesse pubblico».

«DANNO DA 10 MILIONI DI EURO»
In questo quadro, ritenendo che AIA SpA e Deco SpA abbiano arrecato a Cirsu SpA un danno patrimoniale non inferiore a dieci milioni di euro, l’attuale Consiglio di amministrazione, pur avendo a disposizione le necessarie risorse finanziarie, ha scelto di non corrispondere ad AIA SpA la somma da questa richiesta, pari a 2.250.000 euro, fino a che non sia eventualmente condannata a farlo dall’autorità giudiziaria.
Il contenzioso giudiziario pendente con Deco SpA e AIA SpA, è assai complesso.
Cirsu SpA ha presentato un accordo di ristrutturazione di debiti, omologato dal Tribunale di Teramo. Avverso il decreto di omologazione ha proposto reclamo alla Corte di appello Deco Spa: reclamo che è stato respinto dalla Corte. Deco Spa non ha ritenuto di interporre ricorso per cassazione;
Inoltre il Tribunale di Teramo, nonostante il mancato pagamento di AIA SpA, ha respinto l’istanza di fallimento da questa proposta. La Corte di appello, su reclamo proposto da AIA SpA, ha rinviato gli atti al Tribunale per un nuovo esame, anticipando peraltro che non potrà essere dichiarato il fallimento laddove Cirsu SpA sia considerata una società in house o laddove il Tribunale ritenga non manifestamente infondate le pretese vantate da Cirsu SpA nei confronti di AIA SpA.

«Resta l’indiscutibile fatto», commenta il cda del Cirsu, «che una società è insolvente quando il mancato pagamento dipenda dalla mancanza di risorse finanziarie per soddisfare i creditori, e non può invece essere dichiarata fallita laddove abbia le risorse finanziarie per pagare ed il pagamento dipenda da una motivata scelta. Cirsu SpA ha le risorse ma non vuole pagare per le ragioni innanzi descritte».
Intanto il Tribunale dell’Aquila, sia pure solo in fase cautelare, non ha autorizzato la scissione di Cirsu SpA in NuovaEra SpA, scissione prevista dal piano di risanamento. Questa decisione, che è comunque provvisoria, assicurano dal Cda, «non comporta alcun pregiudizio all’attuazione del piano, posto che Cirsu SpA ha reintegrato il proprio patrimonio netto, e – venuta conseguentemente meno la causa di scioglimento – può e continua ad operare in prima persona».

LA NUOVA DISCARICA
Adesso in conseguenza dei noti provvedimenti del Consiglio di Stato, pronunciati su istanza di Deco SpA, e all’esito di una nuova procedura di gara, Cirsu SpA ha aggiudicato in via definitiva i lavori per il completamento dello scavo del primo invaso della nuova discarica e si accinge conseguentemente a consegnare i lavori.
«Oggi Cirsu SpA», commenta ancora il consiglio di amministrazione, «si colloca come un attore di primordine nel panorama regionale della gestione integrata dei rifiuti, e sia già riuscita a riassorbire al momento circa il 50% dei lavoratori ex Sogesa SpA, rispetto all’obiettivo finale del 70. La situazione è in realtà molto chiara: un soggetto pubblico, con poche risorse, operando nella massima trasparenza e legalità, è riuscito a prezzo di duri sacrifici personali di tutti i soggetti coinvolti, a far ripartire una importante realtà per il territorio, che sta già garantendo, anche in maniera indiretta, concreti ed immediati risparmi ai cittadini e alle amministrazioni per lo smaltimento ed il trattamento dei rifiuti solidi urbani».