LA DENUNCIA

Campus Automotive, 26 milioni a rischio. Forza Italia: «la regione se ne accorge solo ora?»

«Lasciano esterefatti le motivazioni addotte»

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PESCARA. La decisione di rinviare la realizzazione del Campus –automotive e destinare i fondi Par-Fsc (Fas) a nuovi progetti suscita perplessità e preoccupazione tra le fila di Forza Italia.
Con la delibera n.67 del 3 Febbraio scorso, la Giunta regionale ha ufficialmente bloccato il bando per la realizzazione del progetto, quando tutto ormai era già tutto pronto. Le ragioni sarebbero legate alla incertezza di rispettare la scadenza del 31 dicembre prossimo per produrre obbligazioni giuridicamente rilevanti.
Una direttiva nazionale, infatti, prevede che il governo si riprenderà i finanziamenti europei non spesi entro il 2015. Le difficoltà a concludere e realizzare il progetto, che va avanti dal 2008, sembrano venire dall’eccessivo costo degli espropri, la cui imprevista lievitazione è stata trainata – per quanto di suo interesse perché lì dovrebbe sorgere il Campus – dal Comune di Mozzagrogna che solo il 7 gennaio scorso ha comunicato il conto choc: «il nostro terreno vale 15 euro a mq e quindi per i 7 ettari necessari serve oltre un milione di euro».
La volontà della Regione è quella di lavorare per evitare il disimpegno dei fondi già previsti e ha quindi proposto una rimodulazione dell’Azione cardine del FAS utilizzando parte dei fondi per bandi di progetti di ricerca nel settore dell’Automotive e la parte rimanente per un nuovo bando per contratti di sviluppo locale, con priorità per proposte provenienti dal mondo dell’Automotive. 

«Ma l’Esecutivo solo ora si accorge di queste presunte difficoltà?».
Sono tante le ombre su questa decisione e a sollevarle ci pensano il deputato Fabrizio Di Stefano e il gruppo consiliare di Forza Italia rappresentato da Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa.
«Ci si chiede – sottolinea Di Stefano – se la Regione abbia calcolato i rischi legati a un iter complesso e alla tempistica che dovrà essere rispettata per arrivare alla rimodulazione di questi fondi; finanziamenti che il Governo D’Alfonso vuole destinare prioritariamente a progetti di ricerca e contratti di sviluppo locale. Lasciano esterrefatte le giustificazioni addotte emerse nel corso di un tavolo svoltosi a gennaio al quale mancavano inspiegabilmente numerosi portatori di interesse: tra queste c’è il fatto che la Camera di Commercio di Chieti, ente attuatore del progetto originario, debba rinnovare le cariche. Non è chiaro poi come vogliano utilizzare concretamente questi fondi, per ora c’è solo una definizione aleatoria, e soprattutto quali saranno le ricadute occupazionali».

TEMPI STRETTI
Un’altra preoccupazione riguarda i tempi a disposizione, sempre più stretti, per la pubblicazione di bandi con cui assegnare per ben 26 milioni di euro; «con questa scelta la Regione si assume una grossa responsabilità e c’è il serio rischio di perdere queste risorse», ha sottolineato Di Stefano.
«Si vuole bloccare un progetto che ha avuto una gestazione che dura da anni, che ha visto un confronto costante con sindacati, associazioni, organizzazioni professionali, portatori di interesse, dettagliato sul piano economico e finanziario e soprattutto con chiare ricadute occupazionali sul territorio. Di contro viene intrapresa una strada non meglio identificata. Come e soprattutto dove saranno spesi i fondi a disposizione? Come verranno formulati i bandi? Riusciranno a essere più rapidi ella Camera di Commercio di Chieti? Interrogherò i Ministeri competenti (Sviluppo economico e Pubblica Istruzione) – conclude Di Stefano - per capire se almeno loro siano stati coinvolti e soprattutto se sono d’accordo».

«Questi cambi di direzione sulla programmazione comunitaria 2007/2013, tra l’altro su percorsi già ampiamente consolidati, sono una costante di questo governo regionale – rimarca Mauro Febbo – ma nessuno è passato sul tavolo del Comitato di sorveglianza con il concreto rischio che non vengano autorizzati. Vogliamo capire se poi entro il 31 dicembre arriveranno saranno espletati tutti i passaggi dovuti e sinceramente i dubbi sono molto seri».
«Nel prendere queste decisioni – aggiunge Lorenzo Sospiri – si sono dimenticati di coinvolgere sindacati, Confindustria, Organizzazioni datoriali e probabilmente i Ministeri. I tempi si dilatano e si rischia di far saltare tutto. Questa è l’ennesima dimostrazione del pressappochismo di questo Esecutivo che non ha idee chiare neppure su quello che è un asset prioritario per la nostra regione».