LA REGIONE FRANA

Frana palazzo d’Avalos, il caso approda in Senato

Castaldi (M5S): «c’erano segnali allarmanti ma nessuno ha fatto niente»

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VASTO. Il senatore vastese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Castaldi, ha portato il caso del crollo che ha interessato il muro di contenimento della balconata dei Giardini napoletani di Palazzo d'Avalos a Palazzo Madama. Il portavoce M5S, in un intervento al termine della seduta di ieri, ha denunciato la situazione critica in cui versa la struttura, evidenziandone l'alto valore storico e culturale.

Castaldi ha elencato la lunga serie di avvisaglie che ha preannunciato il crollo del muro di contenimento di Palazzo d'Avalos, avvenuto lo scorso 24 gennaio: già nel 1899 l'ingegner Laccetti rilevava l'eccessiva dispersione di acqua nel territorio, causa di simili crolli e cedimenti. Nel 1956, anno tristemente rimasto nella memoria dei vastesi per la frana, i tecnici del genio civile confermavano le tesi di Laccetti.

Nel 2010, alcuni privati cittadini segnalavano delle preoccupanti criticità e nel 2012 si verificava il crollo delle colonnine della ringhiera di protezione della balconata di Palazzo d'Avalos. Appena lo scorso dicembre, Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, ha ribadito la necessità di interventi d'urgenza.
«Niente è mai stato fatto in termini di prevenzione», ha denunciato Castaldi. «L'unico atto concreto in tal senso porta la firma del consigliere regionale M5S Pietro Smargiassi, il quale con una risoluzione ha impegnato la Giunta del presidente Luciano D'Alfonso a stanziare un congruo contributo a favore di Palazzo d'Avalos.
Tuttavia D'Alfonso, dopo aver assicurato ai media una pronta reazione per sanare i problemi strutturali di Palazzo d'Avalos, non ha riservato a tale scopo neppure un euro nella delibera 54 emanata lo scorso 27 gennaio».
Nei giorni scorsi la giunta regionale ha riconosciuto formalmente l'alto valore storico-architettonico, culturale e monumentale di Palazzo d'Avalos ed ha dato mandato alle strutture regionali di intervenire tempestivamente, autorizzandole a farlo anche con procedure di «'somma urgenza', considerata la gravita' della situazione».