ECONOMIA

Economia, Visco ricorda Caffè: «esempio di rettitudine e attaccamento al dovere»

D’Alfonso: «mi ispiro ad un liberale adulto»

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PESCARA. «Un esempio di rettitudine, di attaccamento al dovere di grande capacità di trasmissione delle conoscenze».
Così ieri il governatore della Banca D'Italia, Ignazio Visco, ha definito Federico Caffè nel corso del convegno tenutosi ieri al Teatro Circus e dedicato proprio all’economista abruzzese di cui e' stato allievo e di cui e' stato chiamato a parlare come autorevole relatore.
Visco, pur riconoscendo il valore di un «grande economista e di un grande italiano, accademico dei Lincei», ha messo in guardia «dall'utilizzo meccanico del suo pensiero nell'interpretazione dei fatti attuali».
La grave crisi economica, la necessità di investire nel capitale umano, la sfida del processo tecnologico sono stati i temi affrontati dal Governatore della Banca D'Italia nel suo ricordo del professore.
Visco, infatti, fu allievo di Caffe', pescarese, esattamente come il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.
Secondo il governatore molti problemi della nostra economia sono nati dopo il conflitto mondiale ma è indubbio- ha evidenziato -che progressi sono stati fatti, anche sul piano della lotta alla povertà, considerato che dalla scomparsa di Federico Caffè la popolazione mondiale è cresciuta di due miliardi.
«Dobbiamo lottare ancora per ridurre i ritardi e le ingiustizie». 

La grave crisi economica, secondo Visco, ha messo in evidenza i limiti delle politiche economiche, della regolamentazione finanziaria e dell'autoregolamentazione dei mercati. Il prolungamento della crisi, secondo Visco ha molti nodi irrisolti come l'inefficienza amministrativa, la giustizia lenta, la corruzione e la criminalità che non favoriscono la nascita delle imprese, la carenza nella dotazione delle competenze e delle conoscenze. Queste ultime causa dell'«analfabetismo funzionale».
«La bassa crescita della nostra economia», ha aggiunto il governatore, «gia' molto prima della crisi e le maggiori difficolta' a superare la prolungata fase congiunturale negativa, sono dovute a molti nodi irrisolti di questo Paese. Li conosciamo tutti, non c'e' soltanto l'inefficienza amministrativa, c'e' per esempio la poca cura dell'ambiente, una giustizia lenta, la corruzione, la criminalita'. Vi e', pero', anche in misura non trascurabile una carenza nella dotazione di capitale umano».
Per Marcello De Cecco, docente della Luiss, Caffe' riteneva che bisognasse «pensare con la propria testa uscendo dal rigore tecnico dell'economia per applicare il ragionamento dei problemi degli ultimi. Non sono stato un suo allievo - ha aggiunto - ma ho beneficiato della sua lezione in tutta la mia carriera». Caffe', uno dei maggiori economisti italiani del dopoguerra, ha sempre sostenuto che le idee alla lunga prevarranno sugli interessi costituiti e che gli ideali umani rappresentano una componente ineliminabile della personalita' dello studioso. Caffe' ha sempre messo al centro della sua attenzione la lotta alle disuguaglianze sociali.

D'ALFONSO,«M'ISPIRO AD UN LIBERALE ADULTO»
D'Alfonso, come orientamento nella sua pratica ammnistrativa, ha detto di «voler prendere a prestito l'atteggiamento del liberale adulto di Caffè, che mai sconfina nel liberismo».
«Caffè», ha detto D'Alfonso, «è anche riformista e lo si sente quando si pone le domande sul progetto di vita di ciascun individuo».
Qui, secondo il presidente, entra in campo, «con potenza il valore della conoscenza e della formazione». Il «riformista - ha detto D'Alfonso - rifiuta l'immagine dell'autorappresentazione della realtà ma l'analizza segmentandola».
«E' giusto - ha annunciato nel concludere - che nasca una continuità di occasioni di ritrovamento sul pensiero di Federico Caffè: abbiamo la necessita di simboleggiare un luogo; che l'Abruzzo realizzi una narrazione di questa grandezza».

LEGNINI, «ANCHE SISTEMA GIUDIZIARIO E' STATO UN FRENO»
«Fino ad alcuni anni fa», ha detto invece il vice presidente del Csm, anche lui intervenuto al convegno, «non vi era consapevolezza sufficiente sul sistema giudiziario, fonte di freno per l'economia, fonte di problemi, fonte di diffidenza per gli investitori stranieri. Da poco tempo ma in modo deciso, in tutti i documenti di programmazione economica finanziaria di cui mi sono occupato fino a qualche mese fa, il tema della riforma della giustizia, in particolare di quella civile, e' uno di quelli prioritari nel nostro Paese».
Legnini ha parlato del «peso dell'economia sommersa e dell'economia illegale. Pensate se l'intero apparato pubblico fosse nelle condizioni migliori di recuperare una fetta di questa economia. Pensate al peso che questa economia ha sul sistema giudiziario, sul bilancio pubblico e, quindi, sulla vita delle persone».

VISITA AL COMUNE DI PESCARA
Prima del convegno Il governatore della Banca D'Italia ha fatto visita al Comune di Pescara con il presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso: è stato ricevuto dal sindaco Marco Alessandrini, dalla Giunta, dal prefetto Vincenzo D'Antuono, dai consiglieri comunali per un breve incontro.