IL FATTO

Esplosione polveriera a Parma: coinvolta società abruzzese

Feriti due operai, uno di San Salvo e uno di Napoli

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2038


PARMA. Grave incidente questa mattina in una polveriera a Noceto, nel Parmense.
Due persone sono ricoverate in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Parma dopo essere rimaste ferite per un'esplosione avvenuta alle 7.30 del mattino nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento.
La deflagrazione si è verificata mentre erano in corso operazioni di inertizzazione di materiali esplodenti da parte di una società esterna abruzzese.
I feriti sono due operai civili (un abruzzese e un campano) della ditta "Esplodenti Sabino". Sul posto sono intervenuti, oltre ai medici del 118, anche i Vigili del Fuoco. Ancora da chiarire le cause dell'accaduto.
In una nota, l'Agenzia Industrie Difesa informa che anche «la Direzione dello Stabilimento Militare ha avviato proprie indagini mettendosi a disposizione della magistratura».

IL TITOLARE: «ASPETTO DI CAPIRE COSA E’ SUCCESSO»
«Sono in attesa di poter parlare con i miei due operai per capire cosa è successo. Sono meno preoccupato rispetto alle prime notizie di questa mattina perché, ringraziando Dio, un operaio di 42 anni di San Salvo (Chieti) ha riportato delle fratture agli arti superiori, mentre l'altro una frattura alla gamba, che è stata subito ricomposta».
A dichiararlo è Gianluca Salvatore, legale rappresentante della Esplodenti Sabino, azienda di Lanciano che ha uno stabilimento a Casalbordino: la ditta si occupa della distruzione di esplosivi e ordigni bellici per conto del Ministero della Difesa.
«E' un incidente che può capitare durante la lavorazione che facciamo da due anni a Noceto all'interno dello stabilimento militare. Stavano lavorando dei residui bellici, in particolare dei blocchi di cemento che contengono delle munizioni che vengono liberate con un sistema di acqua ad alta pressione, per poi subire il trattamento di demilitarizzazione. Opera di bonifica perché altrimenti, come nel passato, erano destinati a essere affondati in mare con tutti i rischi all'inquinamento ambientale».
L'incidente sarebbe avvenuto durante la fase d'imballaggio delle munizioni recuperate, esplosione che ha investito i due tecnici della Esplodenti Sabino che stavano operando in maniera remota. «Compatibilmente con il tipo di attività svolta i due ragazzi stanno tutto sommato bene - ribadisce Salvatore - purtroppo l'incidente è avvenuto durante la movimentazione. In questo momento ci interessava sapere che non sono in pericolo di vita, tutto il resto si sistemerà».

SINDACATI: «FARE CHIAREZZA»
I sindacati di categoria Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Pa, Filctem Cgil, Femca Cgil, Uiltec Uil, unitamente alle segreterie federali Cgil, Cisl e Uil chiedono che venga fatta chiarezza e denunciano poi in una nota il fatto che, «oltre ai circa 65 dipendenti statali diretti (tra impiegati e operai), all'interno dello stabilimento opera un gruppo di 5/6 lavoratori di un'azienda in appalto (la 'Esplodenti Sebino') che utilizza procedure di sicurezza sulle quali da anni si chiedono chiarimenti, mai forniti dalla dirigenza. Ciò che è dato conoscere è che altri incidenti avevano già coinvolto in passato la ditta in questione, sia nella sede di Lanciano che a Noceto, con azioni di denuncia (anche presso l'amministrazione comunale) e uno sciopero per rivendicare garanzie di sicurezza e tutela dei lavoratori dello stabilimento».
«A prescindere da quanto sarà possibile accertare sugli eventi odierni - prosegue la nota dei sindacati - va detto che in più occasioni, sono state segnalate dai responsabili sindacali per la sicurezza agli organi competenti criticità legate al mancato adeguamento alle ultime normative in materia. Una carenza che troppo spesso è legata alla mancanza di risorse e di investimenti e che, tuttavia, così come non può essere sottovalutata in nessun caso, tanto meno può essere accettata in una realtà come quella dello stabilimento nocetano».