ALTA TENSIONE

Elettrodotto Pescara-Tivat, «via ai lavori senza progetto esecutivo»

Ieri primo sopralluogo tecnico a poche ore dall’apertura del cantiere

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PESCARA. Ieri mattina, sotto un cielo plumbeo, i cittadini contrari alla realizzazione dell’Interconnessione ad Alta Tensione Tivat – Pescara – Cepagatti si sono ritrovati sul ponte che sovrasta il Fosso Vallelunga per manifestare il proprio dissenso verso la Terna.
La società infatti sta per far partire i lavori sulla battigia di Pescara che serviranno per accogliere il cavo proveniente dal Montenegro e che trasporterà energia elettrica. Ieri i primi sopralluoghi tecnici prima dell’avvio vero e proprio del cantiere.
I lavori riguardano la predisposizione delle tubazioni che ospiteranno i cavi (cavidotto), solo direzione mare, a una profondità minima di 3 metri dal livello del terreno, e avranno una durata di circa 90 giorni.
Le opere –secondo quanto annuncia il Comune di Pescara- verranno realizzate da ditte specializzate che procederanno senza l’esecuzione di scavi nella battigia, ma attraverso un sistema di perforazione teleguidata (spingimento di tubi nel sottosuolo).

«A nostro insindacabile giudizio», ha spiegato ieri Lorenzo Valloreja del ‘Comitato a difesa del territorio nazionale italiano e montenegrino’, «sta compiendo una vera e propria “prevaricazione” rispetto alla volontà della popolazione autoctona che non vuole quest’opera non solo vicino le proprie abitazioni ma neanche nel proprio territorio».
Nonostante le rassicurazioni di Terna Valloreja insiste: «ci saranno danni all’ambiente ed al paesaggio: una simile opera, per quanto si possano approntare degli accorgimenti, modificherà per sempre in un certo qual modo il paesaggio originario e la qualità della vita degli abitanti. Chi dice il contrario forse, vuole anche sostenere che un cavo, per quanto sia in corrente continua, porterà indubbiamente dei benefici simili alla piantumazione di un nuovo parco pubblico».
Ma secondo Valloreja non sarebbero da sottovalutare nemmeno i danni economici all’intera area interessata: «chi porterebbe mai i propri figli a fare il bagno vicino un cavo dell’alta tensione? Con tutta la spiaggia d’Abruzzo proprio qua un cittadino andrebbe a passare le proprie vacanze? non credo proprio».
Sul posto ieri mattina anche il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci che ha spiegato: «questa mattina mi sono messo la fascia tricolore non per apparire ma per far capire alla mia gente che le fasce si possono indossare non solo per tagliare i nastri ma anche per combattere e difendere i diritti dei cittadini».
Presente al sit in di protesta anche l’ex sindaco di Francavilla al mare, Nicolino Di Quinzio, che lapidariamente ha affermato: «non sono un cittadino di Pescara, nè tantomeno di Cepagatti … il cavo dista da casa mia ben 4 km in linea d’aria, ma benché sia fisicamente lontano non posso non essere vicino con il cuore a tutta questa gente perché compito di ogni buon cittadino è quello di essere al fianco dei più deboli e della giustizia».
Valloreja chiede come faccia il Comune di Pescara «a restare in silenzio e permettere che la Terna apra il cantiere sulla spiaggia se quest’ultima, a detta dell’assessore Del Vecchio, non ha ancora presentato il progetto esecutivo in Comune. Come fa il Comune di Cepagatti a restare placidamente in silenzio se, come da documento dell’Arta (ormai di dominio pubblico) la Terna non ha reso pubblici ed accessibili i risultati dei monitoraggi che dovevano essere consegnati a quest’organo di controllo?»