LA REPLICA

Mafia capitale e Considan, D’Annunzio contro M5S: «una scorreggia mediatica»

Parla l'ex presidente del Cda: «Mai conosciuto Buzzi»

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MONTESILVANO. «Una scorreggia mediatica lanciata in un momento disperato da una compagine politica incline alla strumentalizzazione ed al sensazionalismo».
Un «“ripescaggio” di fatti assai lontani estrapolati dal loro contesto storico e politico», «una macchina del fango».
Così Nino D’Annunzio replica alle accuse mosse nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle che in una conferenza stampa ha denunciato le presunte stranezze dell’acquisto da parte del Considan nel 2007 delle quote della Linda spa, la società che si occupava di servizi pubblici di igiene urbana del comune di Città Sant’Angelo.
Le quote vennero cedute dal Consorzio Formula Ambiente, rappresentato da Salvatore Buzzi, assurto recentemente agli onori della cronaca nazionale per la vicenda “Mafia Capitale”.
Il Considan, presieduto all’epoca da Nino D’Annunzio –è stato spiegato in conferenza stampa dai grillini- sembra senza alcuna perizia in cui si stimasse il suo valore, pagò ben 800.000€ le quote di minoranza della Linda. Dopo soli due anni dall’acquisto una perizia del Tribunale ha verificato che quelle quote valevano solo 133.000€, cioè un quinto di quello che erano state pagate al Consorzio di Buzzi, ha denunciato il Movimento 5 Stelle

«Era obiettivo del Considan», ricorda oggi D’Annunzio, «creare una unica società a capitale interamente pubblico, anche mediante successive fusioni ed incorporazioni, per mettere a disposizione di tutti e tre i Comuni soci, la notevole infrastrutturazione impiantistica di cui disponeva, un progetto ancora oggi di attualità».
D’Annunzio ricorda che era parte integrante del progetto la realizzazione di una piattaforma per il trattamento del cosiddetto “multi materiale”, vetro, carta, alluminio, plastica, iniziativa condivisa con il sindaco di Città Sant’Angelo dell’epoca e in effetti successivamente realizzata in località Piano di sacco.
«La cessione delle quote detenute in Linda spa dal Consorzio Formula Ambiente, allo stesso prezzo che erano state pagate non molto tempo prima», continua l’ex presidente del Considan, «costituiva la prima occasione di creare un sodalizio a capitale interamente pubblico, occasione colta con tempestività dal Comune di Città Sant’Angelo con il formale esercizio del diritto di prelazione statutario. Essendo intervenute perduranti difficoltà di carattere finanziario per il perfezionamento della transazione, con il rischio di possibili conseguenti azioni di rivalsa civilistica e giudiziale, il Considan decise di sostituirsi al Comune di Città Sant’Angelo nella acquisizione delle citate quote societarie, in nome del condiviso progetto e previa autorizzazione formale dello stesso».
D’Annunzio chiarisce di non aver mai conosciuto Buzzi e che l’unico interlocutore di Formula Ambiente («incontrato in una unica occasione»), fu un dirigente di Forlì di cui non ricorda nemmeno il nome. 

«Il prezzo della transazione, bloccato nell’esercizio della prelazione, e corrispondente alla somma precedentemente sborsata per l’acquisto, fu giudicato congruo da tutti i soggetti che a vario titolo si sono occupati della questione», assicura ancora D’Annunzio.
«Linda spa era, ed oggi lo è ancora di più, un gioiellino di efficienza nel panorama provinciale e regionale, che nell’anno precedente aveva distribuito utili, per quanto ciò sia superfluo per un soggetto pubblico interessato piuttosto alla riduzione delle tariffe, con l’unico “neo” all’epoca di avere l’ingombro di un socio privato, motivo per il quale per Considan e per la propria “mission” la acquisizione delle quote private rappresentava anche un asset dall’elevato valore strategico».
«Non conosco, né mi interessano più di tanto, dopo il notevole tempo trascorso», chiude D’Annunzio, «gli algoritmi o le involuzioni che hanno portato ad una valutazione così ingrata ed esigua della partecipazione in Linda spa, che per il sottoscritto, non per abbandono sentimentale, ma perché conosco la realtà, oggi continuano a valere più di allora. Resta invece il rammarico per non aver potuto portare avanti un progetto ancora oggi di grande attualità, mentre gli impianti marciscono abbandonati ed i cittadini piangono l’abnorme ed insostenibile costo dello smaltimento rifiuti presso terzi».