IL CASO

Bidone con solventi in spiaggia: inchiesta Procura Larino

Probabile sostanza estrazione idrocarburi. Allarme ambientalisti

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TERMOLI. Inchiesta in Procura a Larino (Campobasso) dopo il ritrovamento sulla spiaggia di Termoli di un container di solvente per asfaltene, componente molecolare del petrolio greggio, sostanza pericolosa per la fauna marina. Il contenitore, risultato vuoto e ora sotto sequestro giudiziale per le necessarie indagini, è stato rimosso nel pomeriggio da Vigili urbani e Vigili del Fuoco e trasferito nell'ecocentro comunale di Termoli.
Dovrà poi essere smaltito dalla ditta proprietaria. Recintata e messa in sicurezza l'area, a Termoli oggi si è riunito un Tavolo Tecnico coordinato dalla Capitaneria di Porto con Comune, Vigili urbani e Vigili del Fuoco. Nella riunione si è accertato che in quel tipo di container vi è «generalmente un liquido prodotto da una ditta estera ceduto a una società italiana».
 Non si esclude che possa essere caduto da navi container. Al largo delle coste di Abruzzo e Molise operano diverse piattaforme di ispezione in mare.
L'etichetta parla chiaro: il contenitore è della Baker Hughes Srl - con sede anche a Cepagatti (Pescara) - multinazionale di servizi che fornisce fanghi e fluidi di perforazione, cemento per pozzi e trivelle. Trovato ieri mattina da alcuni sportivi durante una passeggiata, può contenere 850 kg del materiale cui è destinato. In merito al ritrovamento interviene su Facebook il Movimento 5 Stelle: «Il nostro mare, quello che ci regala il pesce più buono della nazione, quello con i colori più belli della natura, ecco proprio da questo mare è sbarcato un bel contenitore di sostanze chimiche, altamente tossiche. Noi l'abbiamo detto e lo ripetiamo. Continuare sulla strada della ricerca petrolifera è una morte annunciata» scrive il consigliere comunale termolese Nicola Di Michele.
«Siamo contro lo sfruttamento del petrolio e il ritrovamento del fusto sulla spiaggia di Termoli è la dimostrazione della pericolosità e dei danni che arreca»: così il presidente di Ambiente Basso Molise, Luigi Lucchese, associazione che di recente ha aderito al comitato costituitosi in Abruzzo contro le trivellazioni. Lucchese ricorda un episodio del gennaio 2013, la presunta perdita di greggio in mare dalla piattaforma Campo Rospo Mare.
«Sono prodotti utilizzati dalle piattaforme e sulle navi. Se accadono queste cose, vuol dire che ci sono pochi controlli. Perché questo fusto è caduto in mare? Come mai non è stato segnalato che il contenitore, magari accidentalmente, è caduto in mare in modo da poter intervenire tempestivamente ed evitare eventuali conseguenze per l'ambiente?».