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Maltempo: al freddo e al gelo nelle new town aquilane. Riscaldamenti fuori uso

Il dirigente: «problema c’è stato e non deve ripetersi mai più»

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L'AQUILA. Proteste per i disagi causati dalla mancata rimozione della neve caduta nei giorni scorsi e dal fatto che i riscaldamenti sono stati fuori uso o mal funzionanti in alcune delle 19 new town del Progetto Case, il mega insediamento abitativo realizzato dopo il terremoto del 2009 per dare un tetto a parte degli aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi prefabbricati.
Dunque feste al freddo tra attese, talvolta molto lunghe, di tecnici e frustrazione per soliti problemi che sembrano lontani dalla risoluzione definitiva.
In particolare, le lamentele per la neve non rimossa sono arrivate dagli insediamenti di Bazzano e Paganica e Coppito 3. In alcuni casi, come avvenuto ad alcuni inquilini del Progetto Case di Cese di Preturo, è stato necessario farsi ospitare da parenti per l'impossibilità di riscaldarsi in casa e di contattare la società incaricata della manutenzione, la Manutencoop, o il settore assistenza alla popolazione del comune dell'Aquila.
In altri casi l’intervento è stato più rapido e dopo qualche ora con rimedi di emergenza (stufette elettriche o cappotti tenuti anche in casa) i problemi sono stati risolti. Ma l’emergenza è sempre dietro l’angolo perché gli impianti sono esterni e talvolta nemmeno ben protetti e coibentati. Dunque con il freddo, il ghiaccio e la neve il guasto è sempre dietro l’angolo.
E' stato risolto il disagio per le piastre 3,6, 17 e 18 di Coppito. Sistemato anche l’impianto della piastra 21 a Cese di Preturo. Per quanto riguarda l'insediamento di Roio 2 il mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento è dovuto al danneggiamento di un tubo, che è accaduto per una disattenzione di qualche inquilino, ma nel pomeriggio di ieri è stato riparato.
«Riguardo al problema delle caldaie bloccate in molte piastre del Progetto Case, non voglio fare polemica ne' avanzare inutili scuse. Il problema c'e' stato, e non si deve ripetere piu'», ha detto il dirigente della Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell'Aquila, l'architetto Enrica de Paulis.
«Ha tenuto al freddo molto cittadini durante i giorni di festa, quelli in cui si ha piu' bisogno di 'calore', ed ha impegnato ininterrottamente il personale del Comune (me in prima persona) e gli operai della Manutencoop dal 30 dicembre ad oggi, e non e' ancora finita», fa sapere la dirigente. 

«Gli operai - dice - hanno lavorato 12 ore al giorno, anche il primo dell'anno, e sono intervenuti in piu' di 60 piastre. Si e' fatto il possibile per arginare la situazione, ma cio' nonostante i disagi sono stati forti. Il problema esiste, le caldaie e le centraline sono tutte esterne e adatte a temperature fino a 10 gradi sottozero. Ma se la temperatura scende, o tira vento forte, si congelano e vanno in blocco. La risoluzione definitiva di questo problema, avuto in dono dalla Protezione Civile, viene da oggi assunta dal Comune come una priorita'. Mi impegno in prima persona a verificare immediatamente quali interventi possano essere messi in campo per coibentare le caldaie e le centraline, e a quali costi, al fine di reperire le risorse economiche necessarie. Se gli interventi saranno fattibili dal punto di vista tecnico mi impegno ad avviarli prima possibile. Stesso impegno - conclude Enrica de Paulis con una sota di ammonimento - mi auguro venga dagli assegnatari del progetto Case per il pagamento del canone di compartecipazione, che costituisce una fonte fondamentale per il finanziamento degli interventi di manutenzione. Perche' loro stessi non si trattino come cittadini di serie B».
Intanto il sindaco Massimo Cialente ha chiesto un report dettagliato per capire se si sia trattato di episodi isolati o se alla base ci sia un problema ben più grave.
«Bisogna trovare al più presto la soluzione per garantire l'agibilità di quegli alloggi», interviene anche la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo. «Se la gente deve continuare a stare temporaneamente nei Progetti Case, ci deve stare con tutto il rispetto che si deve alle vite umane. C 'è gente che aspetta un bambino, famiglie con bimbi piccoli: l'acqua calda e il riscaldamento sono beni prioritari, non si possono far mancare».