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Pescara, Consiglio Comunale in diretta sul pre dissesto

Centrodestra e M5S: «nuova stangata fiscale». L’amministrazione potrà deliberare aliquote al massimo, senza tetto

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PESCARA. Lavori importanti nella giornata di oggi in occasione dell’ultimo Consiglio comunale dell’anno.
Si dovrà infatti discutere e votare la delibera sulla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, o pre dissesto che dir si voglia.
Una strada intrapresa dal sindaco Marco Alessandrini a causa dell'«insostenibile stato economico-finanziario» dell'Ente.
Si avvia così un iter complesso e rischioso: entro 5 giorni la delibera dovrà essere trasmessa al Ministero dell'Interno e alla Corte dei conti. Il provvedimento darà il via sospensione delle procedure esecutive nei confronti del Comune fino alla data di diniego o approvazione della procedura.
Inoltre il Consiglio comunale entro 60 giorni dalla data di esecutività della delibera dovrà deliberare un piano di riequilibrio da spalmare su un periodo compreso tra 3 e 10 anni.
Il Comune sarà inoltre sottoposto a controllo sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni e l'accensione dei mutui sarà possibile solo per la copertura di debiti fuori bilancio
«Con il pre dissesto», commentano i consiglieri Ncd Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore, «l'ente potrà anche dliberare le aliquote o tariffe fissandole al massimo, anche in deroga alle limitazioni della legislazione vigente per cui dietro l'angolo si nasconde un impatto sociale deflagrante delle scelte che sta compiendo il Comune. Va da sé che si annuncia un ulteriore periodo di lacrime e sangue dopo i primi mesi all'insegna della stangata fiscale con un blocco degli investimenti che si ripercuoterà inevitabilmente sul tessuto economico locale».
Critiche piovono anche dal Movimento 5 Stelle: «Alessandrini vorrebbe costringere i pescaresi a pagare le tasse al massimo per i prossimi 10 anni, bruciando il futuro della nostra città. Come è successo per l'approvazione del rendiconto di gestione del 2013 votato in pieno agosto mentre i pescaresi erano al mare, oggi si ripete lo stesso copione: portare avanti i loro rovinosi piani all'ombra delle luci natalizie».
Nei giorni scorsi però Alessandrini ha rassicurato la città
e parlando di un «percorso impervio, ma necessario», ha garantito che «non ci sarà nessun innalzamento della pressione fiscale, perché è già ai massimi consentiti dalla legge».
Alessandrini ha poi illustrato le conseguenze della procedura, prevista dall'articolo 243 bis del Tuel: sospensione delle azioni esecutive nei confronti del Comune; riduzione delle spese del 10%, per un importo di 5,5 milioni di euro in tre anni; tagli per il settore trasferimenti per il 25%, cioè 1,6 milioni; possibilità di contrarre nuovi mutui o per il saldo dei debiti riconosciuti e pregressi o per le spese d'investimento; riduzione delle spese del personale con la riduzione dei fondi per le risorse decentrate e la rideterminazione della dotazione organica.
C'è poi la possibilità di accedere ad uno strumento di finanziamento extra che è il cosiddetto fondo rotativo, cioè uno strumento governativo a cui possono fare riferimento le città in disequilibrio finanziario. Sono 300 euro per abitante, cioè circa 35 milioni di euro per Pescara.
Tra le varie azioni da intraprendere il sindaco ha citato l'eventuale esternalizzazione della gestione dello stadio, che costa un milione di euro all'anno, e una revisione nella gestione del sistema museale, che costa 1,2 milioni a fronte di 48mila euro di entrate annue.