DALLE STELLE AGLI STRALI

Camera. Vacca (M5S) contro Renzi: «servo dell’Europa delle lobbies»

«Si diverte a dire parole vuote che descrivo realtà fantasiose»

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ROMA. Ieri alla Camera dei deputati, il premier Matteo Renzi ha fatto il suo discorso a conclusione del semestre europeo.
Un discorso di 25 minuti conclusosi con il disco verde dei deputati alla relazione del premier. L'intervento del presidente del Consiglio è passato con 312 voti a favore, 176contro.
Il dibattito alla Camera si è tenuto in un clima teso. Le opposizioni hanno contestato il semestre italiano di guida europea e Renzi, applaudito dalla maggioranza. Il grillino Currò ha votato a favore e ha lasciato il M5S.
Il presidente del Consiglio ha respinto le critiche ed insistito sulla necessità di spingere la Ue sulla via della crescita per battere la crisi. Tra le contestazioni più accese quella del deputato abruzzese Gianluca Vacca (M5S): «tante parole, nessun contenuto», ha sostenuto il pentastellato abruzzese che non ha risparmiato critiche al capo del governo.
«La sua retorica è uno sterile e del tutto inconsistente esercizio verbale», ha detto Vacca, «come lo è la lallazione infantile, dove il bambino prova piacere ad ascoltare i propri suoni senza senso. Lei d'altronde sembra proprio che si diverta a dire parole vuote, che descrivono realtà fantasiose e dunque fraudolente perché ingannano i cittadini».

Secondo Vacca in questo semestre di presidenza il governo avrebbe dovuto risparmiare all'Italia «l'umiliazione di parlare» di Istruzione e Cultura. «Di investimenti in ricerca, scuola e università pubbliche non ce n'è traccia nel suo devastante anno di governo», ha insistito Vacca, «anzi la legge di bilancio e la stabilità prevedono quasi un miliardo e mezzo di tagli al comparto, tra i quali: 120 milioni alla ricerca, 200 milioni circa all'università, 180 milioni di fondi per le scuolem 900 milioni complessivi di tagli per la scuola; pubblica, sia ben chiaro, perché invece quelle private potranno giovare di un bel regalino di 200 milioni in legge di stabilità, che fanno arrivare il fondo per le paritarie a quasi 500 milioni direttamente assegnati dal ministero, una cosa che neanche Berlusconi o Monti erano arrivati a fare». Capitolo edilizia scolastica e sicurezza: «dei 3 miliardi e mezzo promessi all'inizio del suo mandato, fino ad ora poche briciole (peraltro già stanziate dai governi precedenti) e nulla più.13 milioni di tagli alla tutela dei beni culturali, nonostante le dichiarazioni rassicuranti di ottobre».
Per Vacca, in pratica, quello di Renzi sarebbe «il governo delle balle» e il premier «un fedele servitore dell'Europa, quella delle banche, delle lobbies del petrolio e dei grandi poteri economici che, grazie a lei e ai governi precedenti, stanno spolpando l'Italia come fosse un osso nella bocca di cani rabbiosi».
«Lei è il servo apparentemente astuto, ma in realtà sciocco», ha chiuso il deputato pescarese, «che come in una commedia plautina si affanna per accontentare il suo padrone. Il dramma, che rende la commedia una tragedia, è che i suoi padroni, presidente, non sono di certo gli italiani».