LA PROTESTA

Sciopero generale, voli in tilt, stop 50% treni, metro e bus bloccati

Città nel caos traffico; Garante valuta sanzioni a ferrovieri

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ABRUZZO. Oltre un milione e mezzo di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e precari è sceso in 54 piazze per lo sciopero generale di Cgil e Uil. I sindacati fanno i conti della giornata «straordinaria» che segna «un passaggio cruciale» della mobilitazione «contro le scelte sbagliate del governo, per un cambiamento vero», a partire dal Jobs act e dalla legge di stabilità.
Una giornata che ha bloccato il Paese, accompagnata da nord a sud dallo slogan "Così non va".
Tra caos trasporti e disagi.
A Pescara oltre 6 mila persone hanno sfilato per le vie del centro: lavoratori, studenti, pensionati tutti uniti contro il Job Act e la legge di stabilità. I manifestanti, tra musica, cori, striscioni e bandiere, hanno raggiunto Piazza Sacro Cuore dove si è tenuto il comizio conclusivo.
«Questa ampia partecipazione – hanno detto i sindacati- e' sintomo di una grande forza e di una grande volonta'. E' sintomo della necessita' di cambiamento e di far ripartire l'Abruzzo. Il tempo e' scaduto, bisogna agire e reagire, partendo dalla Regione e dalla Giunta».

Imponente il servizio di sicurezza con decine di uomini delle forze dell'ordine tra Polizia, Carabinieri e municipale. Traffico in tilt nel centro di Pescara, non sono mancate proteste da parte degli automobilisti.
Per il resto non si sono registrati scontri come invece a Torino, Milano e Roma ma in cortei di gruppi di autonomi e movimenti per la casa.
L'adesione media nazionale allo sciopero generale è stata superiore al 60%, sempre secondo i dati di Cgil e Uil. Centinaia i voli cancellati (oltre 300 solo a Fiumicino) e treni non garantiti fermi (in media il 50%), metro chiuse e autobus in deposito (oltre il 70%, con punte del 90%).
In piazza, Cgil e Uil hanno portato le loro ragioni. «Continueremo a contrastare le scelte sbagliate» del governo «per avere una prospettiva di lavoro in questo Paese», che è la vera «emergenza»: un lavoro di qualità, di diritti e di tutele, ha insistito dal palco di Torino, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in corteo con cappotto e borsa rossi «il copyright del colore è nostro», ha scherzato.
Nel mirino anche il Garante per gli scioperi, dopo il braccio di ferro sulla precettazione dei ferrovieri, prima ordinata e poi revocata dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, a fronte di una rimodulazione dello stop dei treni (da otto a sette ore oggi e poi nel weekend). Che non è bastata: lo sciopero nel settore ferroviario «resta in violazione delle regole» e saranno valutate eventuali sanzioni, ha detto il presidente della Commissione di Garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse. 

Secondo i dati diffusi dal sindacato, lo sciopero ha lasciato a terra oltre la metà dei voli previsti, ha bloccato quasi il 50% dei treni (ma le Fs sostengono siano rimasti fermi solo il 27% dei treni regionali e il 4% di quelli a lunga percorrenza) e circa due autobus su tre.
Nei trasporti aerei il numero elevato di voli rimasti a terra è stato dovuto soprattutto alle cancellazioni decise dalle compagnie per lo sciopero dei controlli di volo dell'Enav. Solo l'Alitalia ha cancellato 200 partenze riproteggendo i passeggeri su altri voli (la comunicazione è stata data alla clientela nei giorni scorsi) mentre Ryanair, secondo quanto risulta nel sito della compagna low cost, ha cancellato oltre 180 voli.
E' probabile che nel complesso in Italia quindi siano stati cancellati per lo sciopero oltre 500 voli (350 solo a Fiumicino). A Roma ci sono stati disagi consistenti per il traffico a causa della chiusura delle tre linee della metropolitana e i cinque cortei che hanno sfilato nelle vie della Capitale, mentre a Milano i disagi sono stati contenuti grazie allo slittamento dell'inizio dello sciopero del trasporto locale alle 19 (per consentire le celebrazioni dell'anniversario della strage di Piazza Fontana). A Napoli sono rimaste ferme le funicolari e la linea 1 della metro, ma la città ha dovuto fare i conti con tre corteo (oltre a quello di Cgil e Uil anche la protesta degli studenti e dei precari e degli universitari). A Bologna e a Torino, sempre secondo i sindacati sono rimasti nei depositi oltre l'80% degli autobus, mentre a Venezia si è fermato circa il 50% dei vaporetti.