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Azienda Unica trasporto, oggi in Consiglio regionale il via libera

Ok anche dal Comune di Lanciano dopo i dubbi delle scorse settimane

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ABRUZZO. Dovrebbe arrivare oggi in Consiglio regionale il sì definitivo alla creazione dell’azienda unica di trasporto regionale.
Sabato scorso il Consiglio comunale riunito in sessione straordinaria ha chiesto alla Regione di fare la fusione tra le tre società di trasporto regionale, ma con Sangritana capofila mentre da L’Aquila il sindaco Massimo Cialente assicura che anche l’Ama entrerà nella società unica dei trasporti: «spero che il procedimento si chiuda entro il 2015»

«Il Consiglio comunale di Lanciano», spiega Leo Marongiu, segretario Pd di Lanciano, «si è convinto dell’ineluttabilità della creazione della società unica dei trasporti non solo per salvare Arpa ma soprattutto per salvaguardare Sangritana come dichiarato dal presidente Di Nardo».
E’ stata dunque avanzata la richiesta (dal gruppo con Bozza sindaco e dalla minoranza), di chiedere alla Regione che la fusione per incorporazione possa avvenire dentro il contenitore di qualità Sangritana e sono state poi avanzato una serie di richieste specifiche, in un ordine del giorno presentato come Pd di Lanciano, condivise con il sindaco Mario Pupillo, inserite nel documento comune licenziato dal Consiglio Comunale, che mirano a tutelare e potenziare nei contenuti Sangritana.
«E' prevalso il senso di responsabilità, che dovrebbe essere insito in ogni amministratore, rispetto al qualunquismo ed al populismo becero di chi si limita a gridare allo scandalo per lo "scippo" o "l'omicidio" della Sangritana», commentano invece i consiglieri di minoranza Ermando Bozza, Errico D'amico, Gabriele Di Bucchianico, Tonia Paolucci, Paolo Bomba, Marco Di Domenico.
Tra le richieste: salvaguardare i livelli occupazionali; la "divisione ferro" sia istituita statutariamente e preveda la sede a Lanciano e che sia dotata di autonomia organizzativa e finanziaria; i progetti strategici di Sangritana siano assunti quali prioritari nella programmazione e nell'impiego dei fondi di Regione Abruzzo a partire dalla nuova programmazione FSC; la tutela del nome storico di Ferrovia Adriatico Sangritana; siano trasferite tutte le attività commerciali della costituenda società unica dei trasporti a Sangritana SPA.

«Un’operazione così forte come la fusione – ha sottolineato invece Manlio D’Ortona- necessita di uno studio e di un piano industriale da spalmare su di un asse temporale di almeno cinque anni, che faccia emergere gli scenari possibili soprattutto in un settore complesso come quello del trasporto pubblico con dettagli e analisi di ciò che la nuova società dovrebbe porre in essere nel contesto di un mercato regolato da gare pubbliche ed europee. Ma di studi o piani strategici connessi alla costituzione della nuova società e al suo futuro nemmeno l’ombra. Questa legge solleva tante domande senza risposte che mettono in dubbio le stesse ragioni che motivano la sua costituzione».
Fermo sulla sua posizione anche il vice sindaco Pino Valente: «ci vogliono scippare Sangritana per salvare Arpa. Non so cosa abbia da esultare Camillo D'Alessandro che ha sempre negato la realtà. Si è partiti dal tetto senza aver costruito le fondamenta, non c'è un solo straccio di piano industriale che vada a corroborare una riforma storica ma che ha piedi d'argilla considerata l'assenza di analisi specifiche. In questo modo le criticità di Arpa rischiano di andare ad “infettare” le aziende con i conti in ordine».