LA PROTESTA

Grandi Rischi: in 500 contro la «sentenza della vergogna». Il sindaco assente

Pezzopane: «chiederò commissione parlamentare d'inchiesta sul processo»

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L'AQUILA. «Verità e giustizia», «Un tribunale vi ha assolti, la storia vi condanna».
Sono questi gli slogan di alcuni degli striscioni esposti ieri sera nel sit in di protesta contro la sentenza di appello di assoluzione di sei dei sette componenti della Commissione grandi rischi, condannati in primo grado a sei anni di reclusione per aver falsamente tranquillizzato la gente e sottovalutato il rischio sismico al termine della riunione che si è svolta all'Aquila il 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla tragica scossa.
L'unico condannato è stato l'allora vice capo della protezione civile, Bernardo De Bernardinis, che ha avuto due anni di reclusione, con pena sospesa, per aver cagionato la morte di 16 persone.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre 500 persone: la protesta è stata all'inizio silenziosa quando i promotori, tra cui i parenti delle vittime, i comitati cittadini e gli avvocati di parte civile, hanno affidato a striscioni e slide i messaggi contro la sentenza della Corte d'Appello.
Solo dopo hanno preso la parola esponenti dei comitati cittadini e famigliari delle vittime.
«Stiamo qui per esprimere indignazione - hanno spiegato - è stata una sentenza vergognosa, non è stata detta la verità e non c'è stata giustizia, non siamo garantiti dallo Stato. Qui c'è stata una operazione mediatica che ha tranquillizzato i cittadini, causando tanti morti».
In uno degli striscioni, non a caso è stato citato l'allora capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che in una telefonata all'allora assessore regionale alla protezione civile, Daniela Stati, intercettata, diceva che bisognava fare un'operazione mediatica per tranquillizzare la gente: «vogliamo tranquillizzare la gente ... E facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia».
Citati anche alcuni scienziati assolti: «Questa sequenza sismica non preannuncia niente», Franco Barberi, assolto. «Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi», Enzo Boschi, assolto.
Sottolineato anche il fatto che gli scienziati sono stati complici della Protezione civile nell'operazione mediatica. «Il potere ordina, la ‘scienza’ obbedisce, la giustizia assolve firmato '3 e 32'». 


Durante il sit in è stata riproposta la telefonata dell'ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso con l'ex assessore regionale alla Protezione civile, Daniela Stati, nella quale si parlava di operazione mediatica e dell'invio all'Aquila degli scienziati, cinque giorni prima del devastante sisma.
Tra i politici presenti, le senatrici Stefania Pezzopane (Pd) ed Enza Blundo (M5s) e il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci. Assente, invece, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.
«Sto ragionando sulla possibilità di chiedere una commissione parlamentare d'inchiesta sul processo alla Commissione Grandi rischi», ha spiegato Pezzopane.
«Dopo le due forti scosse siamo rimasti a casa perché tranquillizzati - ha continuato la Pezzopane - È una sentenza ingiusta, speriamo che il terzo grado di giudizio possa rimettere questa vicenda sulla giusta via».
In riferimento alla sentenza di secondo grado, la senatrice ha spiegato che «non si possono fare distinzioni tra scienziati e comunicazione soprattutto perché nessuno degli scienziati ha smentito i pezzi che lanciavano messaggi tranquillizzanti comparsi sulla stampa nazionale dopo la riunione della Commissione Grandi rischi».
Il giornalista Giustino Parisse, responsabile della redazione dell'Aquila del quotidiano regionale 'Il Centro', che il 6 aprile 2009 ha perso due figli e il padre, ha sottolineato: «Non discuto ora la sentenza, aspetto le motivazioni, ma il messaggio che lancio è che dopo queste assoluzioni c'è il rischio che in casi del genere possano fare come vogliono».
Per il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, «si tratta di una sentenza ingiusta che colpisce la mia città nel cuore. Ricordo bene quei giorni in cui la popolazione era sedata con dichiarazioni scellerate di chi diceva che quelle scosse scaricavano energia, quei messaggi hanno indotto la gente a non valutare il pericolo a cui andava incontro».