LA PROTESTA

Sentenza Grandi Rischi, oggi è il giorno della protesta: «lo Stato se la ride»

Sit in alle 18,30 alla Villa Comunale

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L’AQUILA. Continuano ad arrivare adesioni alla manifestazione organizzata per questo pomeriggio (Villa Comunale, ore18,30) indetta da familiari delle vittime e da cittadini dell’Aquila per esprimere il proprio doloroso dissenso rispetto alla sentenza di assoluzione emessa dai giudici in sede di Appello nei confronti degli scienziati componenti la Commissione Grande Rischi.

Saranno presenti anche tutti gli avvocati delle parti civili, i promotori della manifestazione del 23 novembre prossimo, i genitori di Francesco Esposito, morto nel crollo della Casa dello Studente, Anna Maria Cialente e Luigi Esposito.
Il comitato 3e32 invita L’Aquila «ad avere uno scatto di dignità e a scendere in strada, per l'ennesima volta in questi anni».
«Lo Stato si autoassolve e se la ride. Da anni. La sentenza rappresenta l'ennesimo schiaffo dello Stato alla popolazione aquilana. Una commissione di esperti che non avrebbe, naturalmente, dovuto prevedere il terremoto - come è stato strumentalmente scritto dai media - ma che ha avuto la colpa di aver rassicurato i cittadini. Una commissione che, come è stato evidenziato anche dalle intercettazioni telefoniche, era stata inviata all'Aquila solo per compiere "un'operazione mediatica", trasformando inoltre le legittime preoccupazioni della popolazione in un problema di ordine pubblico da reprimere».
Il 3e32 è certo: «la responsabilità politica di quella riunione fu di Guido Bertolaso, che ordinò agli esperti - piegati al potere - di recarsi in città, per sbrigarsela con una finta riunione di mezz'ora. Guido Bertolaso, noi non ti dimentichiamo. Al di fuori delle aule dei tribunali, la storia ti condanna».
Il comitato punta il dito anche contro Enzo Boschi «che oggi e solo oggi, annuncia di voler rivelare "i particolari di questa storia", sostenendo che "noi scienziati siamo stati usati", che quella del 31 marzo fu una "riunione politica", che allora "non fu riportato all'opinione pubblica quanto invece accadde davvero in quella riunione" (dichiarazioni rese a La Repubblica). Non solo: "Un giorno vorrei incontrare i parenti delle vittime per dire la mia verità" [Sky tg24].

«Boschi, cosa è accaduto davvero in quella riunione? Vieni all'Aquila e dicci la verità», chiedono dal comitato. Anche perché nel verbale, firmato il 6 aprile 2009, ed acquisito come prova, ci sono comunque frasi dal sapore rassicurante in cui Boschi afferma: "Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi".
Mentre Barberi, presidente vicario di quella commissione, che partecipò alla conferenza stampa dopo la riunione, sempre nella bozza di verbale afferma rassicurando: "Questa sequenza sismica non preannuncia niente".
Ma il 3e32 definisce «imbarazzante» anche la posizione del sindaco Massimo Cialente, che ora si dice "dispiaciuto" della sentenza, «ma che nella sua testimonianza ha di fatto sostenuto la difesa degli imputati, rivelando di non essere stato tranquillizzato. Perché scienziati e politici non parlarono allora, smentendo le false rassicurazioni?»

PEZZOPANE (PD), STATO DOVREBBE AMMETTERE CHE CI FU ERRORE
«Per L'Aquila è uno nuovo 'The Day after'», commenta invece la senatrice Stefania Pezzopane. «Non mi pento, anzi sono orgogliosa di aver testimoniato a favore delle famiglie e delle parti civili. Ma in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, dobbiamo reagire all'ennesima falsificazione di quello che è avvenuto a L'Aquila in quei maledetti giorni prima del 6 aprile».
«Continuano in molti a dire che la scienza non può essere processata», continua Pezzopane, «e che non possono essere previsti i terremoti. E questo tende a deformare completamente il piano del confronto. Gli aquilani terremotati lo sanno benissimo e rispettano il ruolo dello scienziato. Non si processa la scienza, cosa c'entra la scienza con quanto è accaduto a L'Aquila? Magari ci avessero inviato scienziati liberi e non tenuti ad assecondare operazioni mediatiche, ma quelle specifiche persone erano state chiamate ad un preciso compito di informazione, trasformato in operazione mediatica di 'rassicurazione'. Ed è vero che i terremoti non si possono prevedere, ma allora perché rassicurarci e dire che lo sciame sismico produceva uno scarico di energia e che questo era positivo e quindi 'rassicurante'?»
«Si è infranta anche la speranza di avere giustizia», commenta invece la senatrice del M5S, Enza Blundo. «La brevità della riunione della Commissione, l’omessa analisi del rischio sismico in relazione alla specificità del territorio, l’uso di termini ambigui e dal tenore rassicurante e soprattutto la mancata smentita del falso scientifico dello scarico di energia favorevole e di messaggi analoghi ampiamente divulgati dai mass media a livello nazionale, regionale e locale, con conseguente riduzione del livello di guardia fino ad allora adottato, integrano la prova certa della loro responsabilità professionale ed umana della strage del 6 Aprile 2009», conclude la Blundo.