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Elettrodotto Terna, presidio deputati per 'salvare' terreno del parlamentare dei 5 Stelle

D’Alfonso istituisce Commissione per discutere dei problemi dell’opera

Redazione Pdn

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CEPAGATTI. Presidio dei deputati e degli attivisti del Movimento 5 Stelle, ieri mattina, a Cepagatti, per evitare l'occupazione di un terreno privato da parte di Terna, nell'ambito dei lavori di realizzazione dell'elettrodotto Villanova-Gissi.
L'obiettivo dei grillini è quello di «bloccare l'opera, convincendo le amministrazioni locali a recedere dal contratto e la Regione a fare marcia indietro rispetto al progetto».
L'area scelta per il presidio e a cui faceva riferimento l'atto d'urgenza notificato da Terna in cui si riferiva dell'occupazione del terreno, in località Villareia, nei pressi del centro commerciale Megalò e poco distante dal fiume Pescara, è di proprietà del deputato abruzzese Daniele Del Grosso.
A manifestare con lui c'erano i colleghi Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Carlo Sibilia, Manlio Di Stefano e Michele Dell'Orco, ma anche la capogruppo in Consiglio regionale, Sara Marcozzi assieme ad attivisti e cittadini contrari al progetto.
Con megafono in mano Del Grosso è riusciti a cacciare dal suo terreno i funzionari di Terna, supportato dai cori degli altri attivisti. «Abbiamo necessità di eseguire il decreto che ci è stato rilasciato», ha spiegato il funzionario di Terna, «metterci sui fondi, regolarmente, come da decreto notificato».
Ma Del Grosso non ha arretrato di un passo: «togliete quei paletti da là oppure oggi va a finire male», ha cominciato a gridare il deputato, «ve ne dovete andare, alzare il culo e spostarlo dall’altra parte del fiume, te ne devi andare dalla mia proprietà, adesso, altrimenti creiamo disordine pubblico e vi spingiamo fuori noi».
Dopo qualche resistenza il terreno è stato liberato.

«E’ indecente che non si rispetti la volontà del proprietario del territorio», ha commentato il parlamentare dei 5 Stelle, Carlo Sibilia, «pensate se invece di un parlamentare avessero trovato un cittadino da solo….»
«Oggi, grazie all'aiuto di comitati e cittadini, siamo riusciti a cacciare gli usurpatori ma non finisce qui, proteggeremo tutti i campi destinati a questa scellerata opera», ha assicurato invece il deputato Manlio Di Stefano.
«La forma dell'atto d'urgenza che loro sfruttano per appropriarsi di un terreno senza neppure un risarcimento danni immediato – ha detto Del Grosso - è un qualcosa di assurdo. Oggi sono venuti e non sono potuti entrare; ora dovranno fare una nuova notifica».
«L'elettrodotto Villanova-Gissi – ha aggiunto il deputato - è un tratto scoperto e passa vicino a tante aziende e abitazioni. E' una linea ad alta tensione che viaggerà in parallelo ad un'altra linea ad alta tensione, creando disagi ai cittadini dal punto di vista della salute e problemi alle imprese del territorio».
«Per bloccare l'intera opera c'è da convincere le amministrazioni locali a recedere dal contratto - spiega Del Grosso - ma non è una cosa semplice perché molte amministrazioni hanno già usato le risorse ottenute come indennizzo. Alcuni comuni, però, hanno evitato il passaggio dell'elettrodotto, semplicemente non accettando il contratto e questo dimostra che è possibile rifiutarsi. C'è da convincere anche la Regione a fare marcia indietro rispetto al progetto», ha concluso il parlamentare.

NASCE COMMISSIONE PER DISCUTERE PROBLEMI
Intanto ieri pomeriggio nel corso di una assemblea pubblica è stato deciso di costituire una commissione composta da delegazioni di cittadini, amministratori comunali e rappresentanti della società Terna per discutere delle problematiche legate alla realizzazione dell'elettrodotto
L'incontro è stato convocato dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, su richiesta dei cittadini e degli amministratori. La commissione tecnica, ha garantito il governatore, si avvarrà della «mediazione politica della Regione Abruzzo».
Il presidente ha convocato per il prossimo 20 novembre, a Pescara, la prima riunione della commissione, «con l'impegno da parte di Terna a sospendere i lavori nei propri cantieri».
L'opera è fortemente contrastata dai cittadini e dalle amministrazioni di gran parte dei 16 comuni attraversati dal tracciato. Il presidente D'Alfonso ha indicato una metodo «necessario per il confronto», invitando tutti i soggetti interessati a «formare rappresentanze essenziali dei Comuni e dei cittadini in grado di avviare un confronto serio con Terna con la mediazione politica della Regione Abruzzo».
Le problematiche indicate da D'Alfonso, che dovranno essere messe sul tavolo del confronto, riguardano: «la consistenza tecnica dell'inquinamento elettromagnetico; il danno da fruttuosità delle singole proprietà dei cittadini; la possibilità di immaginare e disegnare, con le necessarie compatibilità tecniche, un percorso alternativo».
«E' essenziale e fondamentale - ha sottolineato il governatore - che le parti si confrontino sul merito, nella convinzione che si arrivi ad una risultato mediato. Da parte di tutti, quindi, deve esserci, quando patiranno i tavoli di confronto, la convinzione di un atteggiamento positivo, in grado di garantire una posizione di equilibrio necessaria per arrivare ad una soluzione condivisa. Il punto di mediazione - ha concluso D'Alfonso - andava trovato prima, ma non per questo la Giunta regionale e il suo presidente vogliono chiamarsi fuori dal confronto con i cittadini e con l'azienda».