SERIE B

Delfino Pescara. Bene i 3 punti di Brescia ma la strada per uscire dal tunnel è ancora lunga

Baroni ha salvato la panchina: «non è facile ricostruire un gruppo da zero»

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PESCARA. Malgrado i soliti limiti in difesa ed in fase di costruzione della manovra, il Pescara post Brescia può guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più. Non tanto per la prestazione, appena sufficiente al cospetto di un Brescia pieno di problemi ed in condizioni psicofisiche addirittura peggiori degli adriatici, quanto per un risultato importantissimo in ottica classifica e morale alla vigilia di un finale di girone di ritorno durissimo (Frosinone, Modena, Lanciano, Perugia e Livorno solo per citarne alcuni, ndr).
Il nuovo 4-4-2, promosso dal tecnico con colpevole ritardo nonostante la possibilità di avere in attacco un tandem (Melchiorri-Maniero, ndr) di tutto rispetto per la categoria, ha conferito maggiore compattezza e fiducia alla squadra, che dopo il gol subito non si è disunita restando in partita fino a ribaltare completamente il risultato. Preoccupa il fatto che le azioni di attacco sono solo e soltanto frutto di invenzioni ed iniziative individuali, ma nel Pescara di Baroni questa è ormai una costante senza soluzione di continuità.

Quello che conta, al momento, è incamerare più punti possibili in vista di tempi migliori quando il gioco (si spera, ndr) arriverà.
«La squadra a Brescia ha dato una risposta importante» – ha raccontato a fine gara il tecnico del Pescara, Marco Baroni - «Abbiamo visto molto e questa squadra ha un'anima. Siamo ripartiti da zero ed abbiamo costruito un gruppo. Siamo andati sotto immeritatamente ma poi con grande merito ed equilibrio abbiamo ribaltato il punteggio».
«Il nuovo modulo» – chiude Baroni – «Non è facile gestire una settimana con tanti giocatori che vanno e vengono. In campo scende sempre chi sta meglio. La squadra vuole costruire qualcosa insieme a me».

Andrea Sacchini