ADRIATICO NERO

Trivelle, Mazzocca sfida il Governo Renzi: «battaglia dura ma non ci tiriamo indietro»

Parte da Pescara tour ambientalisti contro deriva petrolifera. Solo Melilla tra i parlamentari presenti

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L’AQUILA. «Non sarà una battaglia facile, ma non per questo ci tireremo indietro, consapevoli che bisogna combattere fino in fondo quando in gioco ci sono cause giuste».
Così l'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca, ha annunciato questa mattina al convegno "I SI' del NO", di avere dato avvio a contatti con Marche, Puglia e Molise per creare le condizioni necessarie per ricorrere alla Corte costituzionale contro il decreto "Sblocca Italia", voluto dal governo Renzi, che rischia di trasformare l'Abruzzo in un distretto minerario per gli idrocarburi.
Il convegno pescarese è stato organizzato da WWF, Legambiente e Greenpeace, e l'assessore all'ambiente della Regione Abruzzo. Nella sala dei Marmi della Provincia del capoluogo adriatico, hanno preso parte, tra gli altri, il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini, il direttore Campagne di Greenpeace, Alessandro Giannì, il presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, l'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca, e il presidente dell'Anci Abruzzo, Luciano La Penna. L'unico parlamentare ad aver accolto l'invito è stato Gianni Melilla (Sel). Presenti in platea esponenti politici, sindacali e del mondo economico, oltre a numerosi cittadini.
Mazzocca, ha ribadito le pesanti e gravi emergenze ambientali ereditate e i ritardi accumulati anche dal governo nazionale, ritardi e lassismi che hanno inciso pesantemente sulla mancanza di politiche incisive a favore della tutela del territorio, a cominciare dai parchi. L'assessore ha poi ricordato la risoluzione, votata all'unanimità lo scorso 30 settembre dal Consiglio regionale, con la quale si impegna il presidente e la giunta regionale ad attivare, a partire dalla Conferenza delle regioni e di concerto con i parlamentari abruzzesi, ogni azione utile a sostenere, in sede di conversione del decreto legge, la tutela delle prerogative regionali previste dalla Costituzione e, in particolare, a chiedere la modifica degli artt.37 e 38 del decreto "Sblocca Italia".


«Convocherò un direttivo dell'Anci per chiedere ai Consigli comunali un atto deliberativo che li impegni in questo percorso che deve vedere compatta la nostra regione, partendo soprattutto dai Comuni ed in particolare da quelli costieri», ha detto invece il presidente dell'Anci Abruzzo, Luciano La Penna, sindaco di Vasto.
«Ogni giorno aumentano i morti sulle nostre spiagge: capodogli, delfini, tartarughe - ha sottolineato La Penna -. Siamo una delle regioni che ha il più alto numero di bandiere blu, siamo la regione dei parchi, siamo una delle realtà che vende un turismo balneare al 92-93% dell'intera entrata turistica, quindi siamo molto preoccupati. Ecco perché i Comuni devono essere in prima fila in questo percorso. Credo che i Comuni daranno a me delega piena in questo percorso e saranno tutti impegnati».
«L'evento odierno - ha detto Di Tizio - è una testimonianza importante di una regione che non vuole farsi colonizzare da scelte antiche. Quello che noi proponiamo è un futuro diverso che può portarci fuori dalla crisi, mentre quello che ci propone il Governo è una scelta antica che fa solo danno e usa gli stessi strumenti che hanno provocato la crisi, nella illusoria speranza di uscirne».

MELILLA UNICO PARLAMENTARE AD AVER ACCETTATO L’INVITO
«A Renzi vorrei dire sommessamente una cosa: lui parla dell'iPhone e del vecchio gettone telefonico, lui il primo e chi si oppone il secondo. In questo caso il petrolio è il gettone e le fonti rinnovabili sono l'iPhone. É lui che sta con la preistoria», ha detto invece il deputato abruzzese Gianni Melilla (Sel), nel corso del suo intervento.
«A differenza dei parlamentari del centrosinistra - ha aggiunto Melilla - non ho votato la fiducia al decreto. Evidentemente da parte dei colleghi del Pd c'era imbarazzo a venire qui a parlar male dell'articolo 38 e in generale del decreto, dopo aver dato il voto di fiducia al Governo (l'invito era stato esteso a tutti i parlamentari abruzzesi, ma si è presentato solo Melilla, ndr). Bisogna essere coerenti e avere una faccia sola, non una in Abruzzo e una a Roma. Dinanzi agli interessi del territorio, la priorità è il territorio e non l'appartenenza di partito».
Il parlamentare sottolinea, inoltre, che «Sel e M5s continueranno a fare ostruzionismo», ma che «la Camera approverà il decreto, così come il Senato» e «anche lì sarà posto da Renzi il voto di fiducia».
«Nelle pieghe dell'articolo 38 dello 'Sblocca Italia', oltre a tutta una serie di porcherie, c'è anche una chicca, relativa alle perforazioni sperimentali nell'alto Adriatico, che ha un problema grave di subsidenza, legato in particolare a Venezia, che affonda, ma non solo a Venezia; si pensi, ad esempio, a Ravenna», ha invece sottolineato il direttore Campagna di Greenpeace, Alessandro Giannì.
«Per questo motivo le trivellazioni sono state bloccate, ma succede che un po' più in la i nostri amici croati continuano a trivellare e noi, anziché dirgli di smettere, riattiviamo le trivelle. Che senso ha riattivare le trivelle anche dalla nostra parte - si è chiesto Giannì - per far affondare prima Venezia?»